Sabato, 13 Luglio 2013

I BOLSCEVICHI ACCUSANO: "IL MERCATO UCCIDE!". I MERCATISTI BARANO: "NON HA ALTERNATIVE!"
di Vladimir Rjabov del Comitato centrale del VKPB

Nelle due capitali della Russia si sono svolti nel marzo scorso due forum internazionali di orientamento contrapposto, ma ugualmente importanti per la comprensione di quanto accade oggi nel mondo.

A Pietroburgo dal 12 al 14 si è tenuta la Conferenza scientifica internazionale sul tema "V.I. Vernadskij ed il paradigma noosferico di sviluppo della società, della scienza, della cultura, dell'istruzione e dell'economia nel secolo XXI", dove si è preso atto che "a partire dagli anni '50-60 del XX secolo l'umanità è entrata in una gravissima crisi ecologica, la quale secondo certe stime ha raggiunto al termine del centennio le dimensioni iniziali di una Catastrofe Ecologica Globale" causata dal modello dell'economia di mercato.

Dal 20 al 21 si è tenuto il Forum Economico di Mosca, dove il dibattito ha preso una duplice direzione: da un lato vi è stata l'apologia del mercato, dall'altro l'ammissione di una timida contrarietà a questo modello. Alla fine il Forum si è spaccato in due schieramenti: uno guidato dal direttore dell'Istituto di economia dell'Accademia russa delle scienze R.Grinberg, assertore irriducibile della "mancanza di qualsiasi alternativa al mercato", e l'altro rappresentato dagli scettici che si dichiarano anche loro "per l'economia di mercato", aggiungendo tuttavia che "per ora essa non ha alcuna alternativa"  poichè "nell'era in cui siamo le basi di tale alternativa stanno appena maturando".

In effetti, l'economia di mercato porta l'umanità all'autodistruzione come si vede dalla corsa agli armamenti nucleari, dall'esaurimento delle risorse naturali e dall'inquinamento dell'ambiente. Questo modello di genocidio del popolo tramite il mercato mondiale è stato avviato dai "nuovi padroni della Terra" alla fine di settembre del 1995, quando nella loro adunata all'Hotel Vermont battezzarono la formula del "20%:80%", secondo la quale per l'economia mondiale basterebbe il 20% della popolazione terrestre ed il rimanente 80% sarebbero uomini inutili, forza di lavoro inutile per la riproduzione del capitale. Questa popolazione "in esubero" è destinata, stando alle teorie della capitalocrazia internazionale, ad una forma di estinzione latente proprio grazie al mercato ed ai suoi meccanismi globali come il WTO (Organizzazione mondiale del commercio). Tra gli altri strumenti del potere capitalistico-finanziario globale ricordiamo inoltre l'FMI (Fondo monetario internazionale), la Banca Mondiale e un sistema complessivo di forme occulte d'influenza organizzata sulle "èlite" politiche dei paesi di tutto il mondo, inclusa la rete delle logge massoniche con al vertice il "Comitato dei 300". 

Nel libro "Genocidio di mercato in Russia e strategia di uscita da un vicolo cieco storico" pubblicato nello scorso maggio Aleksandr Subetto analizza la situazione politica descritta, rivolgendo in particolare l'attenzione  all'aspetto economico della lotta tra Capiate e Lavoro. Nella sua analisi egli riporta argomenti propri sia della estrema destra dell'imperialismo mondiale, che della sinistra di alternativa socialista. Riferisce ampiamente le conclusioni cui sono giunti V.Simcer e V. Lisickin nel libro "Come ti spellano..." , dove gli autori dimostrano che nel sistema di capitalocrazia coloniale russa "si è formato un meccanismo d'inflazione artefatta e nascosta dietro le cifre di una statistica ufficiale bugiarda". Questo meccanismo, che funge da ancora di salvataggio del capitalismo, "è diventato il dazio più pesante che il popolo russo deve quotidianamente pagare a causa dell'aumento sfrenato dei costi di produzione e dei prezzi, delle perdite, della svalutazione del rublo, della corruzione e delle altre indecenze croniche che affliggono il nostro paese". Queste patologia endemica dimostra che "il governo russo non calcola il tasso d'inflazione, ma semplicemente lo stabilisce a proprio piacimento. Una baraonda simile nella stima dell'inflazione non esiste in nessun altro paese del mondo".

Nel suo libro A.Subetto analizza l'origine della formula "20%:80%" anche sulla base delle ricerche di autori come Martin e Shumann, i quali in una loro monografia  sulla globalizzazione occidentale hanno dimostrato che "Il capitalismo del XXI secolo , ormai divenuto un <cadavere ecologico> ha tramutato la contraddizione Lavoro-Capitale nella contraddizione Uomo-Capitale". E questa circostanza antepone la catastrofe ecologica, organizzata dal Capitale, alla catastrofe economica, allontanando in tal modo dalla ribalta le questioni economiche e ponendo al loro posto i "paladini" dell'ecologia, foraggiati e controllati dal solito Capitale.

Ma perchè la catastrofe ecologica, organizzata dal capitale, adesso viene anteposta alla rivoluzione sociale?

L'Imperialismo moderno ha privato l'umanità di ogni prospettiva di sviluppo avanzato, lasciandola senza produzioni ad elevata intensità di capitale che richiedono una pianificazione ed una notevole riproduzione allargata. Così facendo l'Imperialismo ha potenziato la componente monetaria ed il ruolo dei prestigiatori del mercato globale, liquidando la riproduzione allargata. L'imperialismo è riuscito a neutralizzare la classe operaia come forza motrice fondamentale del progresso rivoluzionario mondiale.

Questo stato di cose è divenuto possibile in seguito alla rottamazione dell'energetica nucleare avanzata, che sarebbe dovuta diventare invece la locomotiva dell'economia mondiale come base economica dello sviluppo dell'umanità intera. Sappiamo bene  COME sono state costruite e inserite nel processo politico le organizzazioni ecologiche negli Stati Uniti, che da quarant'anni si battono con successo contro l'energia atomica. Sappiamo bene, inoltre, che anche gli attuali "paladini dei diritti umani" in realtà difendono i diritti del Capitale e sono stati creati per fungere da vere e proprie "quinte colonne" per la distruzione dei movimenti operai progressivi. E' noto infine che tutte le organizzazioni ecologiche così come i "paladini dei diritti umani" godono di un rilevante foraggiamento economico. Tra l'altro i tre maggiori incidenti verificatisi nelle centrali elettriche nucleari (1979 - Three Mile Island in Pennsylvania, 1986 - Cernobyl e 2011 Fukushima) hanno una origine comune negli interessi dell'imperialismo mondiale contrario categoricamente ai processi produttivi avanzati, economicamente svantaggiosi per i gruppi finanziario-industriali di oggi. Nella fase attuale risulta evidente che queste forze sbarrano le vie di sviluppo dell'energetica atomica  nei paesi emergenti, proprio perché ne temono la crescita industriale. Di conseguenza l'umanità è costretta ad utilizzare per la propria esistenza le vecchie centrali termoelettiche che inquinano con incrementi esponenziali. Da tutto ciò  derivano sia la crisi economica mondiale, sia la conseguente avanzata della catastrofe ecologica. 

Ponendo gli ecologisti all'avamposto della lotta politica si costituiscono le premesse di tutti i guasti possibili nel campo dell'energetica atomica, che rimane il fattore scientifico più avanzato per il progresso dell'umanità verso il futuro. L'imperialismo pertanto non ammette la possibilità di creare una scienza avanzata e con un'ampia gamma di indirizzi, non ammette la possibilità di costituire i reparti avanzati della classe operaia che è il legittimo becchino del capitalismo. L'imperialismo è riuscito a minare dall'interno la produzione d'avanguardia capace di scongiurare la catastrofe ecologica e disegnare l'immagine del mondo moderno. Esso ha preferito avviare la corsa della catastrofe ecologica che di fatto rappresenta il paravento indispensabile per coprire la putrefazione del capitalismo

Il capitalismo, da un lato, ha abbinato i processi della propria putrefazione con il decadimento della produzione d'avanguardia manipolando le coscienze. I suoi ideologi propongono all'opinione pubblica di vivere la catastrofe ecologica come un male ineluttabile che può minare persino la "democrazia", il che risulta evidente soprattutto se si prendono come esempio i paesi emergenti. Dall'altro lato, l'Imperialismo è riuscito a corrompere fortemente dall'interno ed in parte ad eliminare fisicamente l'avanguardia del movimento operaio mondiale (ossia la componente comunista), del quale soltanto il bolscevismo può assumere la guida. Soltanto il bolscevismo è in grado di battersi per il processo di produzione impostato sulla  base economica leniniana dell'elettrificazione, vedendovi la condizione ideale per la formazione dell'esercito di avanguardia del Lavoro con la classe operaia rivoluzionaria. Infatti soltanto la classe operaia d'avanguardia è in grado di contrapporre alla politica finanziaria del capitalismo la propria politica economica fondata sul calcolo delle risorse energetiche in modo da relegare in secondo piano il calcolo finanziario. Tale opinione comincia ad essere condivisa anche dagli scienziati, che dietro la catastrofe ecologica organizzata dall'Imperialismo scorgono un pericolo concreto per l'umanità. 

Ma i problemi della lotta per i processi di produzione d'avanguardia basati sull'atomo pacifico non sembrano preoccupare una parte dello schieramento di sinistra (quella senza i bolscevichi). La maggior parte dei leader dello schieramento di sinistra sono totalmente d'accordo  a limitare la sfera produttiva alla sola produzione di computer e auto, in altri termini  alla produzione dei soli beni di consumo, ignorando la necessità di un' ampia riproduzione allargata dello spazio vitale dell'Uomo. Deriva da qui il genocidio, ovvero lo sterminio fisico pianificato di una gran parte della popolazione terrestre, superiore alla perdita di vite umane nella prima guerra mondiale,  preludio della Grande Rivoluzione Socialista d'Ottobre. Durante il primo conflitto mondiale i predatori imperialisti si "addoloravano" per la morte dei soldati al fronte, ma erano comunque disposti a proseguire la guerra fino all'ultimo soldato russo sopravvissuto. Adesso sono "addolorati" per l'ecologia, ma sono comunque disposti attraverso la catastrofe ecologica da loro organizzata ad ottenere la riduzione fino all'80% della popolazione terrestre. Oltretutto per raggiungere questo risultato, la eliminazione dei condannati a morte dal Capitale, si è messo a punto un sistema integrato di metodi e strumenti che vanno dall'"amore" omosessuale all'avvelenamento ecologico, per non parlare delle guerre cosiddette locali a rischio di sconfinamento in conflitti mondiali. Prima l'imperialismo aveva scatenato le guerre mondiali anche con un ampio appoggio di massa nella fase iniziale. Poi, però, l'ubriacatura passava e le masse sostenevano le rivoluzioni sociali allargando la cerchia degli stati socialisti. E' certo che la catastrofe ecologica mondiale non farà eccezione e lo sterminio della popolazione di cui sarà responsabile condurrà inesorabilmente alle rivoluzioni socialiste. 

L'umanità non ha bisogno dei piani sionofascisti di riduzione della popolazione fino all'80%, atti a salvaguardare i consumi del "miliardo d'oro" e del suo personale di servizio, ha bisogno semmai di progetti di ingresso dell'Uomo nella sua Galassia e poi nell'Universo. E' difficile immaginarsi la portata del lavoro necessario a una siffatta conquista, ed anche alla salvezza  dell'umanità intera dal crescente pericolo di morte. Occorreranno enormi masse di popolazione ed enormi risorse di energia per raggiungere i remoti traguardi della salvezza.  Sarà possibile ottenere tali risorse solo passando per l'acquisizione dell'energia atomica tramite lo studio e l'impiego dell'atomo pacifico. Purtroppo oggi gli stati indipendenti (RDPC, Iran, ecc.) sono costretti innanzi tutto a dotarsi di un proprio scudo missilistico-nucleare di deterrenza contro l'Imperialismo, contro i tentativi di provocare i conflitti locali come detonatori della nuova guerra mondiale.

Aleksandr Subetto tenta nei suoi lavori di chiarire i problemi complessi del futuro, continuando l'opera  di V.Vernadskij, uno dei massimi scienziati del XX secolo che tracciò le linee di sviluppo dell'energetica atomica nell'Unione Sovietica e gettò le fondamenta della noosfera, la sfera della Ragione. Successivamente il suo allievo I.Kurciatov potè compiere i primi passi concreti nello sfruttamento dell'energia nucleare.

Per quanto gli scienziati sollevino con forza il problema della salvezza dell'umanità dalla stretta mortale del mercato, è l'esperienza pratica, l'esperienza del bolscevismo, ad indurre le masse all'impegno rivoluzionario, poiché solo la classe operaia rivoluzionaria può salvare la vita sulla Terra. Per ora l'imperialismo riesce, pare,  ad indirizzare in un alveo diverso la spinta rivoluzionaria delle masse, o addirittura ad azzerarla tramite il genocidio del popolo perpetrato dal mercato. Considerata la crescente aggressività dell'Imperialismo a ridosso della sua inevitabile fine, la catastrofe ecologica globale appare destinata ad ingigantirsi. Vista la storia del bolscevismo, in tal caso nella fase di preparazione dei conflitti mondiali da parte dell'Imperialismo, quando il Capitale e i suoi accoliti socialdemocratici hanno tentato e tentano in tutti i modi di chiudergli la bocca, la salvezza dagli effetti tragici della imminente catastrofe ecologica mondiale risiederà proprio nella continuazione bolscevica delle rivoluzioni socialiste analoghe per natura al Grande Ottobre.

 

(Traduzione dal russo di Stefano Trocini)

 

Fonte: www.vkpb.ru 05/07/2013

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