Venerdì, 12 Luglio 2013

BASHAR al-ASSAD: "LA SIRIA RIMANE LA PATRIA DI TUTTI"

Il quotidiano "As Saura" ("Rivoluzione") compie 50 anni. Fu fondato pochi mesi dopo l'8 marzo 1963, allorquando la Siria con una vera rivoluzione portò al potere le forze anticoloniali guidate dal BAAS (Partito della Rinascita Socialista Araba). Dopo di allora la dirigenza del paese scelse, tra l'altro, di iniziare la collaborazione con l'Unione Sovietica. In occasione della ricorrenza il leader siriano Bashar al-Assad ha rilasciato un'intervista ad "As Saura" . Ne pubblichiamo alcuni frammenti, nei quali il presidente si sofferma sulle vicende egiziane.

 

Stiamo attraversando una crisi e in genere in periodi come questo si sente dire spesso che la Patria appartiene a tutti. Eppure la Siria non riesce oggi ad accogliere tutti i suoi figli. Che sta succedendo?

- Noi a volte consideriamo la Patria come una comunità di uomini all'interno di uno spazio geografico. In realtà Patria significa appartenenza ad una determinata cultura che costituisce l'essenza del nostro vivere. Quando siamo legati da una visione comune abbiamo una Patria per tutti. Mi spiego: quando i colonizzatori se ne sono andati dalla Siria non ci hanno lasciato in pace, ma hanno sempre cercato di recuperare il controllo su di noi con altri mezzi, uno dei quali è l'istigazione della discordia, il tantativo di dividere la nostra società. La cosa più pericolosa non è la divisione del territorio, bensì la divisione della società. Se viviamo in una sola terra, ma apparteniamo a culture diverse, allora esistono più patrie in quanto ciascuna componente culturale tende ad avere la sua propria patria. Così accade che la Patria cessi di essere il luogo di tutti. I colonizzatori sono riusciti ad ottenere determinati successi, favorendo la nascita di gruppi isolati che respingono gli altri e considerano il proprio modo di vedere l'unico giusto. Questo non è accaduto istantaneamente ma per tappe. La prima tappa ha coinciso con la caduta prima degli Omayyadi e poi degli Abbasiti. Nella storia moderna il fenomeno si è ripetuto dopo la presa della Palestina. 

La linea di frattura che osserviamo oggi si è creata con la nascita del movimento dei "Fratelli musulmani" e si è allargata dopo la conquista dell'indipendenza da parte di una serie di paesi arabi inclusi la Siria. I Fratelli Musulmani hanno avuto un ruolo negativo in molti paesi, anche nel nostro. Hanno provocato una scissione tra l'arabismo e l'Islam e tentato di costituire una patria distinta per i musulmani e un'altra per i nazionalisti. Nel frattempo i colonizzatori hanno proseguito nella loro politica di istigazione. In Libano fu provocata una guerra per giungere ad una patria separata per i musulmani e ad un'altra per i cristiani. Il fatto più pernicioso è stato la formazione di Al-Qaeda in risposta alla Rivoluzione islamica in Iran, una rivoluzione che ha immediatamente sostenuto la causa palestinese, decisiva per i popoli arabi. In altri termini, quando all'interno di un paese cresce la disicordia, la Patria si restringe e non vi è posto per tutti. Io però continuo a dire che la Siria è la Patria di tutti, poiché siamo riusciti ad arginare la discordia grazie alla coscienza del nostro popolo. 

 

- A proposito dei Fratelli Musulmani, come giudica quanto sta accedendo in Egitto?

Quel che sta accadendo in Egitto è il fallimento del tentativo di politicizzazione dell'Islam, ovvero il crollo di quel sistema di cui i Fratelli Musulmani volevano affermare la validità. Ripeto, noi siamo contrari a che l'islam si abbassi al livello della politica, poiché la religione sta più in alto della politica. L'esperienza dei Fratelli Musulmani è stata sconfitta in quanto impraticabile dalle origini. E ciò che si fonda su principi errati prima o poi va incontro al fallimento. Chi utilizza la religione a fini politici o negli interessi di gruppi inevitabilmente fallisce, dovunque si trovi. 

 

- I Fratelli Musulmani hanno ingannato il popolo egiziano, oppure questo si è ravveduto fino alla consapevolezza della verità nei riguardi del movimento?

Quando parliamo di paesi come l'Egitto, l'Iraq, la Siria, parliamo di Stati situati in posizione strategica. Le loro radici affondano nella storia, nei millenni. I loro popoli sono consapevoli, non possono essere ingannati tanto sono ricchi di storia e di cultura. Si possono ingannare alcune persone per un certo tempo ma è impossibile ingannare tutti per tutto il tempo. Il popolo egiziano ha ereditato una civiltà antica ed è portatore anche delle idee del patriottismo arabo. Un anno fa ha ritenuto che il nuovo potere fosse accettabile rispetto al precedente. Ma dopo un anno la situzione si è chiarita e i Fratelli Musulmani con la loro condotta hanno costretto gli egiziani a ricredersi. Il popolo ha compreso la bugia che questo movimento ha divulgato fin dall'inizio della rivoluzione. Gli egiziani hanno in sostanza smascherato i Fratelli Musulmani. Il progetto dei Fratelli Musulmani è ipocrita, volto a creare dissidi all'interno del mondo arabo. In Siria sono stati i primi negli anni settanta a seminare l'odio interconfessionale. Allora noi non facevamo neppure caso all'appartenenza confessionale di chicchessia. Sono stati loro i primi a parlarne e così hanno appiccato l'incendio degli scontri interreligiosi. 

 

Alcuni suppongono che una delle ragioni di quanto sta accadendo nelle piazze egiziane sia stata la decisione di Morsi di cessare i rapporti diplomatici con la Siria.  La "Reuters" riferenferendosi a fonti delle forze armate egiziane ha scritto che la posizione dei militari ha comiciato a cambiare proprio dopo questa mossa di Morsi in una riunione a sostegno dell'opposizione siriana.

- Io non voglio parlare a nome degli egiziani. Però alcune settimane prima della rottura imposta da Morsi  vi fu un contatto fra i nostri due paesi (lo avrebbe rivelato il ministro degli Esteri e dell'emigrazione Valid Al Mouallem). Ciò significa che in Egitto vi è gente che non accetta la decisione di Morsi. Gli esponenti dell'intelligenzia, i giornalisti egiziani l'hanno condannata  anche loro, poichè le relazioni strategiche fra Siria ed Egitto sono di antichissima data. Fin dai tempi dei faraoni, migliaia di anni addietro, i rapporti strategici fra Siria ed Egitto in campo politico e militare sono stati ritenuti di estrema importanza. Peccato, quel che in tempi remoti avevano capito i faraoni oggi non riesce a capirlo un uomo del secolo ventunesimo. E' una vergogna. 

 

(Traduzione di Stefano Trocini)

Fonte: www.sovross.ru 06/07/2013

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