Domenica, 16 Dicembre 2012

KAZACHSTAN: “VIA IL PRESIDENTE! SCENDIAMO IN PIAZZA!”

Il 16 dicembre, 20° anniversario dell’Indipendenza del Kazachstan, gli operai del settore petrolifero hanno deciso di organizzare uno sciopero politico generale accompagnato da una grande manifestazione pacifica di protesta con la richiesta di dimissioni del presidente. Essi sperano anche che i loro compagni delle altre imprese della loro regione li appoggino fermando il lavoro.

Dopo venti anni di indipendenza di questa ex repubblica sovietica, sostengono gli operai, le nuove autorità hanno compiuto una sola impresa: hanno messo in ginocchio il popolo e hanno tolto ai giovani il futuro. Riportiamo di seguito il testo di un volantino diffuso nella città di Zhanaozen, sede degli impianti petroliferi.

Cittadini del Kazachstan!
Fratelli e sorelle! Madri e figlie!

Da sette mesi, giorno e notte, al gelo e nell’afa, gli operai petroliferi hanno occupato Piazza Yntymak di Zhanaozen. La gente semplice esige dalle autorità rispetto e giustizia per il lavoro degli operai, rispetto per il lavoro dei vostri fratelli e sorelle, rispetto per il lavoro delle madri e dei padri. In sette mesi nessuna autorità della regione di Akardì, né il presidente, né i ministri, neppure un deputato sono venuti ad avviare trattative. Costoro non vogliono ascoltare, non vogliono vedere, non vogliono risolvere i problemi del popolo! In sette mesi gli operai petroliferi sono stati appoggiati dai movimenti operai e dai sindacati indipendenti di tutto il mondo! Sono stati appoggiati da semplici operai, dai metallurgici, dai minatori, dai medici e dagli insegnanti di tutto il Kazachstan. Gli operai petroliferi sono stati appoggiati anche dai deputati del parlamento europeo. Il mondo intero ha potuto vedere la lotta di nostri operai! La lotta operaia va avanti in tutto il mondo!

Le rivendicazioni operaie sono legittime e pacifiche. Noi comprendiamo benissimo che dalla loro lotta dipende il destino dei nostri figli e il destino a venire di tutti i lavoratori kazachi. Noi comprendiamo che la gente semplice: insegnanti, medici e infermiere, operai, conducenti e semplici poliziotti desiderano vivere come persone e sono tenuti ad appoggiare la lotta degli operai. Gli operai petroliferi e tutti noi, i nostri figli, debbono avere un’istruzione superiore accessibile e gratuita, asili d’infanzia e assistenza sanitaria. Tutti debbono avere un’abitazione accessibile con il salario guadagnato! A tal fine nel nostro paese ci sono ricchezze a sufficienza che per Costituzione appartengono al popolo e non agli investitori ladri ed ai burocrati famelici!

Fratelli e sorelle! Tutti insieme, come un sol uomo, impegniamoci per una vita migliore adesso e non dopo, come promettono le autorità dal teleschermo! Per gli operai petroliferi in sciopero la situazione è molto pesante, ma resistono grazie all’aiuto della gente comune e non delle autorità. Tutti insieme aiutiamo gli operai e chiediamo:

- la liberazione di Natalia Sokolova che ha osato difendere gli operai kazachi, il riconoscimento da parte delle autorità dello sciopero e la condanna della serrata, la riammissione in fabbrica di tutti gli licenziati senza eccezione alcuna, il ritiro di tutte le accuse giudiziarie nei confronti degli operai e degli attivisti sindacali;

- il miglioramento delle condizioni di vita e di lavoro, l’aumento del salario e delle pensioni, l’applicazione dei coefficienti migliorativi e settoriali non soltanto agli operai petroliferi, ma a tutti i lavoratori della regione di Mangystau;

- indagini indipendenti con la punizione e la cacciata di tutti i funzionari e i datori di lavoro il cui operato ha causato l’inasprirsi del conflitto sociale, ogni genere di arbitrio e umiliazioni, persecuzioni giudiziarie e banditesche, aggressioni e bestiali assassini di operai e membri delle loro famiglie;

- la nazionalizzazione (restituzione al popolo in forma di proprietà statale sotto controllo operaio delle imprese estrattive);

- la possibilità di costituire per noi sindacati indipendenti e partiti politici che sappiano difendere noi e non i milionari e i padroni!

Il 16 dicembre 1986 i nostri fratelli e sorelle sono scesi nelle piazze e nelle strade di Alma-Ata e ottennero l’indipendenza per noi tutti. Ma le autorità hanno rubato la libertà al popolo e si sono appropriati delle nostre ricchezze, si sono appropriati dei giacimenti, delle fabbriche e degli stabilimenti, si sono appropriati del lavoro di varie generazioni di nostri padri e nonni. Da venti anni le autorità mentono, promettendoci una vita agiata, mentre continuano a rubare senza fine! Che avverrà quando il petrolio e le altre risorse saranno finite? E forse per questo che i nostri avi hanno versato il sangue per trasmetterci queste ricchezze?

Il 16 dicembre 2011 tutti coloro che hanno rispetto di se stessi si raccoglieranno pacificamente in una manifestazione di protesta i piazza Yntymak di Zhanaosen. Tutti insieme dobbiamo compiere una scelta:

Ci serve un così indegno potere che non pensa al popolo?

Servono le elezioni politiche senza deputati degli operai e del popolo?

Unitevi agli operai petroliferi, fermate il lavoro, costituite i vostri sindacati, i comitati dei lavoratori e scendete in piazza Yntymak!

Insieme vogliamo ottenere giustizia!

Insieme diventeremo padroni delle ricchezze e otterremo di migliorare la vita per se e per tutti i kazachi!

Insieme restituiremo la libertà al popolo e l’indipendenza alla Patria!

Insieme otterremo rispetto per il lavoro e un salario degno di questo lavoro!

Insieme costituiamo una forza invincibile!

Il 16 dicembre solleviamo tutto il popolo kazacho nella lotta per i propri diritti!

Non siamo schiavi ammutoliti! Basta sopportare umiliazioni e inganni!

Gruppo di iniziativa della Regione di Mangystau.

 
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