Mercoledì, 07 Novembre 2012

LUCIA, MATTEO E DAVIDE. TRINITA’ DI MONTI
( Tentativi maldestri di ingannare gli elettori in fuga e prove di fascismo )

Poco meno di un anno fa Super Mario (Monti) era assai noto, nel nostro paese, come ex commissario europeo ed autorevolissimo editorialista del Corriere della Sera, molto meno come presidente europeo della Commissione Trilaterale e membro dello Steering Committee (Comitato Direttivo) del Gruppo Bilderberg.

In quello stesso scorcio di tempo Lucia Annunziata, direttrice di Aspenia, rivista dell’Aspen Institute emanazione del Gruppo Bilderberg, la riservata società dove signoreggia il Gotha della finanza mondiale, invitò nel suo programma domenicale “In1/2h” il prof. Mario Monti. Oggi quella trasmissione può essere considerata, alla luce dei fatti, una sorta di anteprima dell’insediamento di Super Mario a capo del governo tecnico, ufficializzata poi con l’atto di nomina di un altro supereroe, il Presidente amatissimo Giorgio Napolitano.

Ora, in questi ultimi mesi del 2012, mesi di passione per le primarie , l’Annunziata ha invitato il candidato del PD Matteo Renzi, angelo rottamatore del partito, ben due volte (il 17/6 ed il 21/10). Poi ha deciso che era giunto il momento di presentare anche Davide Serra, un giovane rampante della finanza internazionale folgorato dalla furia iconoclasta di Matteo contro ogni figura politica di lungo corso.

Lucia ha invitato Davide in TV subito dopo la sua cena con Matteo e lo scandalo che ne è seguito. Tutti i mass media avevano riferito che il giovane “prestigiatore del dollaro” era inquilino dei paradisi fiscali. Ma come, si erano chiesti, l’angelo rottamatore del PD va a cena (chi sa perché) con uno che frequenta i santuari dell’ evasione fiscale? Su tale sfondo, l’invito di Lucia a Davide ha avuto un solo scopo, quello di contrastare e smentire tutte le illazioni , secondo cui il “bravo ragazzo” Davide, come l’ha chiamato, sarebbe un volgare speculatore e per giunta evasore.

E così il “bravo ragazzo” ha avuto 1/2h di tempo per spiegare che è stato allievo dell’illustrissimo prof. Mario Monti alla Bocconi di Milano, che si è trasferito a Londra dopo la laurea ed ha ben quattro figli, che si può permettere perché lui può permettersi la baby sitter a tempo pieno. L’Annunziata ha soprattutto consentito a Davide di spiegare perché lui non è per niente uno speculatore, ma una specie di benefattore dell’umanità, con un ragionamento all’apparenza plausibile, ma in realtà falso e bugiardo. La giornalista avrebbe dovuto capire, o almeno intuire, il trucco del ragionamento e mettere sull’avviso i telespettatori che con il canone le permettono di avere una lauta retribuzione. Sarebbe stata una prova di onestà professionale.

Il poeta V.Majakovskij ha scritto che nell’America degli anni venti “i giornalisti più costosi erano quelli già venduti”. Ci viene da dire: soltanto negli anni venti, soltanto in America? Non intendiamo crocifiggere nessuno, ma l’Annunziata medesima ama apparire di scuola americana.

Allora, qual è il trucco usato da Davide? Egli dice: la finanza gestisce e movimenta nel mondo 60 trilioni di dollari (trenta volte il PIL dell’Italia!) e di questi appena 1,5 trilioni sono i cosiddetti hedge funds (fondi alternativi), quelli che hanno un carattere prettamente speculativo. Questi, conclude Davide, non hanno il potere di svolgere un ruolo determinante data la loro infima grandezza rispetto al totale del risparmio gestito. “1,5, - sottolinea - non può influenzare 60, si tratta di un dato numerico e quindi sbagliano quei dirigenti della Unione Europea che accusano la finanza di speculare sull’euro e sul debito sovrano degli stati”.

Ma, e qui sta il trucco, si sa e dovrebbero saperlo anche gli economisti della Bocconi che la quantità di moneta si misura moltiplicando questa quantità per la velocità di circolazione della moneta stessa. E ciò vale soprattutto nel mondo di oggi dominato dal finanzcapitalismo globale, virtuale e fin troppo creativo. Si sa, inoltre, che gli hedge funds , per il fatto di essere di natura massimamente speculativa, sono movimentati alla velocità della luce, ad una velocità enormemente superiore a quella di tutti gli altri fondi. Così gli 1,5 trilioni di $ cui Davide si riferisce, se moltiplicati per la loro velocità di circolazione, si gonfiano tanto da avere una influenza notevolissima, tanto quanto si gonfiano i portafogli di chi li fa girare vertiginosamente. Ci sarà o no un motivo, se alcuni dirigenti dell’Unione Europea hanno chiesto di porre un limite alla velocità di movimentazione dei fondi?

Davide è, come Matteo, un “bravo ragazzo” e dimostra assai meno dei suoi 41 anni: a vederlo ci si rende conto visivamente che la finanza fa bene a chi la fa, ma molto, molto male a chi la subisce. Il finanzcapitalismo spinto sottrae ingenti capitali all’economia reale, erode i faticosi risparmi della piccola borghesia, accresce il livello di sfruttamento dei lavoratori occupati, condanna alla disoccupazione ed alla precarietà i giovani e gli anziani. Quando la Cina dei bassi salari smetterà di fornire il 70% della merce mondiale, l’inflazione tenuta a bada con la delocalizzazione delle manifatture salirà alle stelle e saranno colpiti anche quei sottili strati di lavoratori e pensionati ancora al riparo dalla crisi.

La finanziarizzazione dell’economia, fase inevitabile dello sviluppo capitalistico, ha partorito un mondo dove da un lato abbiamo un pugno di faraoni e dall’altro una moltitudine di “uomini inutili“ senza lavoro e senza reddito, senza speranza e senza futuro. Chi, in questa situazione, parla di crescita mente e sa di mentire. Diversi strateghi al servizio dei nuovi faraoni e meno inclini all’ipocrisia dicono al contrario, senza batter ciglio, che gli “uomini inutili” non possono essere un eterno problema e dovranno essere eliminati , poiché il postmoderno finanzcapitalistico non contempla lo sviluppo.

Tornando a Matteo Renzi possiamo ritenere, per la nota proprietà transitiva, che essendo divenuto amico di Davide, discepolo del prof. Monti, desideri anche lui diventare alunno di Super Mario e candidarsi in questa veste a succedergli nella carica di guida del governo. In fondo, tutti gli opinionisti che intasano i mass media ci ripetono fino alla noia che dopo Monti deve esserci ancora Monti o al massimo una sua controfigura.

Ma perché Super Mario, che stando ai sondaggi sarebbe “il più amato dagli italiani”, non accende un po’ di luce in questo buio e annuncia che si presenterà alle elezioni ? Perché sa bene di non essere affatto “il più amato dagli italiani”, né vuole scoprire ad un tratto di essere semmai “il più odiato dagli italiani”. E quindi nella confusione preferisce restarsene sulla riva del fiume ad aspettare che passi il cadavere della governabilità, sotto l’ombra protettiva del Presidente Napolitano, e poi sia di nuovo convocato al colle più alto per la seconda nomina a presidente del Consiglio. Senza essere mai stato votato.

In questo caso Super Mario, più che un premier, sarebbe un dittatore oggettivo, incaricato di curare la sopravvivenza di un sistema politico-economico esaurito ed ostinato. Però, a questo punto della commedia, o della tragedia, i cittadini italiani votanti e non potrebbero domandarsi: ebbene, se dittatura deve essere, non è meglio avere un dittatore vero piuttosto che un dittatore taroccato? Che dittatore potrebbe avere in mente il popolo italiano infuriato e frustrato? Il dittatore di un’ Italia proletaria, rivoluzionaria, oppure il dittatore di un’Italia “proletaria e fascista”? Ho paura, con grande pena, che la scelta più probabile cada sul secondo, almeno per il momento.

Possiamo avere pertanto, inaspettatamente, un remake della storia poiché, mentre all’ Est, in Russia, il fondatore del movimento “Il senso del tempo” S. Kurghinyan saluta dal web dicendo con una qualche fondata ragione: “Arrivederci nell’URSS 2.0!”, qui all’ Ovest, da noi, qualcuno verrà a dirci: “Arrivederci a Piazza Venezia!”, quella emblematica dei raduni dell’Italia “proletaria e fascista”.

L’orizzonte è nero. Ce lo mostra l’analisi lucida della situazione. E questo ci impone di rivolgere un appello urgente a noi stessi ed a tutti quanti vogliono scongiurare il pericolo: FERMIAMO IL FASCISMO! Sappiamo però che questo impegno, necessario, non basta. Dobbiamo impegnarci anche a combattere e sconfiggere il capitalismo, dobbiamo uscire da questo sistema degenerato, ormai marcio, che tra i suoi vizi ha pure quello di conservare “in vitro” il fascismo.

Stefano Trocini
 
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