Sabato, 24 Novembre 2012

MULTINAZIONALI DELL'AUTO E MOVIMENTI SINDACALI

GLI OPERAI ASSEDIANO IL QUARTIER GENERALE DELLA FORD A COLONIA

Gli operai della Ford Europa che protestano contro i piani di riduzione del personale annunciati dalla direzione hanno preso d'assalto la sede centrale della casa automobilistica a Colonia.

fordInfuriati per la notizia della chiusura della fabbrica di Genk (Belgio) le tute blu si sono concentrate agli ingressi dello stabilimento belga e davanti al quartier generale della multinazionale. Qui, a Colonia, 20-40 manifestanti hanno attaccato l'edificio e scagliato pietre contro le sue finestre, mentre altri gruppi di dimostranti hanno bruciato copertoni e lanciato bombe carta all'interno del fabbricato.

Stando alle dichiarazioni del capo della polizia di Colonia un centinaio di lavoratori sono stati fermati dopo gli scontri con gli agenti, tre dei quali sono rimasti feriti. La lotta degli operai è rivolta contro le minacce di smantellamento della fabbrica belga, che comporta il licenziamento di ben 5000 addetti. A Colonia si stanno svolgendo attualmente le trattative fra i rappresentanti sindacali degli operai e i dirigenti della Ford Europa.

DICHIARAZIONE DEL PTB (PARTITO DEL LAVORO DEL BELGIO) IN APPOGGIO ALLA LOTTA DEGLI OPERAI DELLA FORD

Con un tratto di penna la Ford chiude lo stabilimento di Genk. Il PTB chiede di conseguenza la nazionalizzazione di tutte le sue proprietà nel territorio del paese.

L'annuncio è arrivato lo scorso 24 ottobre. Ben 4300 posti di lavoro saranno persi senza contare un indotto di circa 6000 lavoratori. Genk, inoltre, si trova nel distretto di Limburgo, al centro del paese, che una ventina di anni addietro ha subito la chiusura delle miniere di carbone. All'inizio del 2010 la Opel aveva cessato la produzione di autovetture ad Anversa con un taglio di 2600 posti. Solo quattro mesi fa nella vicinissima Francia la Peugeot-Citroen aveva liquidato gli stabilimenti di Aulnay. La giustificazione delle compagnie è dappertutto la stessa: c'è la crisi dell'auto in tutta Europa, gli impianti sono troppi per una domanda ridottissima, le perdite sono intollerabili.

Il PTB si domanda perché gli operai debbono pagare la crisi di sovrapproduzione. Non sono loro i responsabili dell'anarchia della produzione capitalistica causata dalla corsa al massimo profitto di pochi senza pensare minimamente al soddisfacimento dei bisogni reali del popolo.

Il presidente del PTB di Limburgo Stany Nimmergeers ha dichiarato che i fatti parlano da sè: per molti anni gli operai hanno accettato sacrifici pur di garantire il futuro della loro fabbrica. Nell'ultimo contratto avevano concordato persino una riduzione del salario del 12%, assicurando agli azionisti ottimi profitti anche per la loro capacità di fabbricare vetture di alta qualità. Lo scorso anno si era raggiunto il record di 8 miliardi di euro di profitti. La Ford, però, vuole scaricare interamente sugli operai i costi della crisi. Questo determina un crescente abbassamento del potere d'acquisto di gran parte delle famiglie e l'ulteriore aumento della sovrapproduzione, che non è una legge di natura bensì il risultato di una politica economica catastrofica.

Stany Nimmergeers ha pure aggiunto che la Opel di Anversa è stata messa in vendita senza che la direzione intraprendesse il benché minimo tentativo di rilanciarne la produzione. In 50 anni la Opel ha ottenuto così tanti soldi in sussidi statali, pagati dai contribuenti, e così tanti utili con il sudore degli operai, che questi ultimi possono a buon diritto rivendicarne la proprietà. Lo stato, conclude Nimmergeers,

la nazionalizzi!

(Il Consiglio di azienda della Ford belga ha inviato questa dichiarazione del PTB agli operai della Ford della regione di Leningrado, chiedendone la solidarietà e l'appoggio concreto alla lotta che stanno conducendo per la salvaguardia del posto di lavoro e la difesa dei livelli di vita.)

GLI OPERAI RUSSI SI UNISCONO ALLA PROTESTA CONTRO LA CHIUSURA DEGLI STABILIMENTI FORD IN EUROPA

Aleksej Etmanov, presidente del sindacato interregionale degli operai dell'industria automobilistica (MPRA) ha indirizzato una lettera di appoggio al Consiglio di fabbrica della Ford che rappresenta l'insieme degli operai di questa casa a livello europeo. L'MPRA protesta contro la chiusura degli stabilimenti in Belgio e Gran Bretagna. Giorni addietro Igor Temcenko, della Direzione dell'MPRA, e operai russi della Ford hanno preso parte alla seduta del Consiglio tenutasi a Colonia ed alla manifestazione degli operai belgi davanti al quartier generale della Ford Europa in questa stessa città.

"L'MPRA protesta contro la politica della compagnia, -si legge nella lettera.- Siamo indignati per i progetti di chiusura della fabbrica di Genk e di quelle di Southamptnon e Dagenham in Gran Bretagna, una catastrofe per migliaia di operai e per le loro famiglie. Particolarmente ipocrita è la tattica della Ford che mentre cancella la produzione in alcuni stabilimenti la intensifica in altri. In tal modo la compagnia non solo vorrebbe mettere gli operai gli uni contro gli altri, ma vorrebbe pure abbassarne drasticamente gli standard di lavoro e di vita in tutto il mondo".

Gli operai organizzati della Ford e di tutte le altre industrie dell'auto in Russia lottano per equiparare le tariffe salariali e le condizioni di lavoro nel proprio paese e nell'intera Europa occidentale, mai però attraverso il loro peggioramento in Belgio o in Gran Bretagna.

"Noi, - così si chiude la lettera,- non abbiamo dimenticato il decisivo appoggio e la solidarietà che i sindacati europei hanno dato agli operai russi durante la campagna di scioperi del 2007. Chiediamo al Consiglio di fabbrica degli opera della Ford Europa di tenerci costantemente informati sugli sviluppo delle loro lotte".

Il sindacato russo dell'industria automobilistica è pronto a sostenere gli operai di Genk, Southampton e Dagenham con azioni collettive.

SEMINARIO CONGIUNTO IG METALL-MPRA

Il seminario si è tenuto l' 1-2 novembre scorso a Pietroburgo. Si è discusso prevalentemente del rapporto fra il sindacato ed i consigli di fabbrica nelle grandi imprese multinazionali e dell'esperienza di lavoro della IG Metall negli stabilimenti Volkswagen.

Ai lavori hanno partecipato gli attivisti delle principali realtà di base dell' MPRA alla Ford di Vsevolozhsk ed alla VW di Kaluga. Per la parte tedesca erano presenti il responsabile della IG Metall di Wolfsburg Hartwig Erb, il capo della sezione informativa Ioachim Fuhrman ed il segretario della Internationales/Europa WfL Wolfsburg (squadra di calcio della VW) Franco Benites.

L'iniziativa si collega ad una importante novità che potrebbe essere introdotta nella legislazione russa in seguito ad un decreto del Presidente della FR del 7 maggio scorso. Con esso si chiede, inaspettatamente per il mondo sindacale, di elaborare entro il primo dicembre prossimo precise proposte di modifica della legislazione vigente allo scopo di costituire nelle imprese i consigli e favorire in tal modo l'ampliamento della partecipazione dei lavoratori alla gestione delle stesse.

Questa novità è stata chiaramente ispirata dalla legge della Germania, dove i consigli di fabbrica non sono tanto un concorrente del sindacato, quanto una integrazione della loro attività. Appartengono alla sfera di competenza dei consigli certi problemi della vita interna delle imprese come i grafici di produzione, gli abiti da lavoro, la sicurezza, ecc., mentre il sindacato ( che non è limitato come in Russia al livello delle sole cellule di base) si occupa delle questioni complessive come la stesura dei contratti di categoria. Allo stato attuale i consigli rappresentano in Germania il 50% di tutti i lavoratori.

A prima vista una innovazione come quella proposta in Russia andrebbe certamente approvata. Tuttavia, il mondo sindacale russo si è diviso su questo tema. Un certo scetticismo si è manifestato con evidenza anche nel seminario congiunto. Fatto sta che a Wolfsburg ben il 90% degli operai è iscritto alla IG Metall, ragion per cui il consiglio di fabbrica è sotto la sua influenza, non certo sotto quella del datore di lavoro. In Russia invece i sindacati della stessa forza, davvero indipendenti dalle amministrazioni, si contano sulle dita di una mano. Pertanto c'è il rischio che i consigli possano diventare qualcosa di analogo ai sindacati gialli al servizio delle amministrazioni, uno strumento di pressione contro i sindacati liberi.

Nonostante questo, l'esperienza di autogestione ed organizzazione dell'attività sindacale in Germania resta assai preziosa, specie per certe strutture sindacali russe ormai solide come quelle alla Ford ed alla Volkswagen. La disciplina e l'efficienza, la duttilità e la connotazione democratica delle strutture esistenti a Wolfsburg sono esemplari. "In appena un'ora possiamo bloccare la fabbrica", - ha detto Hartwig Herb al seminario. L'MPRA farà di tutto perché anche i propri attivisti possano vantare un'analoga capacità d'intervento.

 
(Traduzione dal russo di Stefano Trocini)

 

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