Mercoledì, 05 Dicembre 2012

L’UNIONE SOVIETICA DEVE RINASCERE!
di Nina Andreeva

La vittoria del proletariato guidato dai bolscevichi e da V.I. Lenin, vittoria conseguita nell’ottobre del 1917, è stata il principale avvenimento del XX secolo, poiché ha aperto una pagina nuova nella storia dell’umanità, ha reso possibile la costruzione di una società senza violenza, oppressione e sfruttamento, di un mondo senza guerre, con un ampio uso della scienza e della tecnica per il benessere dei lavoratori, produttori di tutti i beni materiali e culturali. La costituzione dell’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche, il 30 dicembre 1922, del primo stato plurinazionale della dittatura del proletariato, ha coronato la vittoria della Rivoluzione Socialista d’Ottobre con la conseguente formazione dello stato socialista, dove i lavoratori diventano padroni della propria vita, dove l’amicizia dei popoli e l’uguaglianza delle nazioni sono poste alla base di una nuova società proiettata verso il comunismo.

La proprietà di tutto il popolo ha reso il nostro paese il più ricco stato della terra, ha garantito un decollo prodigioso dell’economia impensabile persino nei paesi capitalistici più sviluppati.

Negli anni del potere sovietico siamo saliti ai vertici della conoscenza, della cultura, del benessere e della sanità. Siamo divenuti il paese più avanzato nel campo dell’istruzione. I bambini sono diventati oggetto di massima cura e amore da parte dello stato. L’istruzione media è stata assicurata a tutti, come pure lo studio gratuito in qualsiasi università del paese. Lo stato ha provveduto a concedere il presalario a tutti gli studenti. Ciascuno dei quali ha potuto scegliersi una professione secondo le proprie inclinazioni. Le imprese hanno aiutato i laureati ad acquisire le cognizioni pratiche indispensabili all’insermento autonomo nella vita sociale.

Con il socialismo è stato risolto il problema abitativo. In campo scientifico siamo stati i primi ad utilizzare l’atomo a fini pacifici, i primi a lanciare una navicella spaziale con un uomo a bordo. La crescita costante della produttività del lavoro è servita ad abbassare i prezzi dei principali generi alimentari, dei beni di prima necessità e dei servizi comunali. Questi ultimi avevano tariffe del tutto irrisorie.

I giovani hanno potuto sviluppare il loro talento nei palazzi della cultura, in innumerevoli centri sportivi e ricreativi, nelle colonie dei pionieri e nelle stazioni climatico-balneari. Le professioni di minatore e scienziato sono divenute le più ambite. Il riposo nei luoghi di vacanza è divenuto accessibile ad ogni famiglia sovietica. Tutti hanno acquistato fiducia nel domani, gli anziani anno potuto usufruire dell’assistenza economica e della possibilità di soggiornare una volta all’anno in case di cura gratuite. Hanno avuto le medicine a bassissimo prezzo, molti persino gratuitamente. Le spese sanitarie, comprese quelle per le operazioni chirurgiche più complicate eseguite da personale altamente qualificato sono state poste a carico dello stato. I testi delle più belle canzoni di quell’epoca riflettono bene lo stato d’animo generale e la pienezza della vita di allora:

La vita scorre libera e senza argini
Come il Volga quando è in piena.
Noi giovani abbiamo le strade tutte aperte.
I vecchi hanno tutto il nostro rispetto...

Nel grande paese dei Soviet il cittadino ha ottenuto per costituzione il diritto al lavoro, allo studio e al riposo.

Questo è stato il socialismo! Facciamo un confronto con la situazione odierna!

Le nostre straordinarie vittorie nella costruzione del socialismo nei primi trent’anni del potere sovietico sono state conseguite sotto la guida di I.V. Stalin, il continuatore dell’opera del grande Lenin, il più insigne statista e uomo politico della prima metà del XX secolo. Il genio militare di Stalin, guida del popolo sovietico in guerra contro il fascismo tedesco, ha dato la pace e la libertà ai popoli europei, ha dato impulso ad un ampio movimento di liberazione nazionale nelle colonie e nelle metropoli dell’imperialismo.

E’ stato il socialismo la base della nostra grande vittoria sul fascismo hitleriano, della salvezza di tanti popoli dallo sterminio totale negli anni della Seconda guerra mondiale. Il trozkista Chruščev ha coperto di fango l’opera e il nome di Stalin ed ha fatto regredire la costruzione del socialismo nell’URSS, invertendone le finalità originarie, inserendo nei meccanismi dell’economia socialista i principi della produzione capitalistica. Questa virata verso il capitalismo ha provocato immediatamente la caduta dei tassi di sviluppo economico, il rincaro dei beni di largo consumo e dei generi alimentari. Le calunnie di Chruščev contro Stalin, la guida amata dei popoli oppressi, hanno messo in contrasto il PCUS con il Partito Comunista Cinese, hanno provocato il distacco dell’URSS dalla Repubblica Democratica Popolare di Corea.

Sotto la bandiera dell’antistalinismo ha avuto inizio la degenerazione del partito dirigente, il PCUS, la sua graduale separazione dal popolo e dalla classe operaia, i cui interessi avrebbe dovuto invece tutelare e realizzare. Alla fine l’opportunismo ha logorato il PCUS, ha tolto alla politica di coesistenza pacifica qualsiasi contenuto di classe e così ha indebolito l’influenza del socialismo nel “terzo mondo”, ha minato le posizioni del movimento comunista e operaio internazionale. La scomparsa di ogni prospettiva socialista in seno al gruppo dirigente del PCUS ha condotto al liquidazionismo, alla disgregazione dello stato operaio e contadino. In seguito alla deformazione e violazione delle leggi di costruzione del socialismo nell’Unione Sovietica sono prima germoglati e poi cresciuti gli elementi propri del capitalismo. Intorno agli anni ottanta si è pertanto formata quella classe borghese clandestina che, insieme alla quinta colonna rediviva grazie al traditore Gorbacev, ha compiuto il colpo di stato controrivoluzionario in combutta con il capitale monopolistico internazionale. Così si è scardinata e distrutta l’Unione Sovietica. La proprietà di tutto il popolo, che nessuno aveva osato formalmente privatizzare, è stata illegalmente e anticostituzionalmente saccheggiata con privatizzazioni truffaldine. La privatizzazione della proprietà di tutto il popolo è stata giuridicamente un crimine, una violazione barbara della Carta costituzionale dell’Unione Sovietica, ragion per cui essa dovrà assolutamente essere restituita al popolo. La distruzione dell’URSS è stata perpetrata ignorando completamente l’esito del referendum popolare del marzo 1991 ed è stata un delitto con tutte le aggravanti possibili e immaginabili. L’imperialismo mondiale capeggiato dagli Stati Uniti ha potuto tirare il fiato dopo la caduta dell’URSS e posticipare di una ventina di anni la inevitabile crisi generale del sistema imperialistico. Il crollo dell’URSS, però, ha solo prorogato la bancarotta del sistema capitalistico, non ne ha cancellato il pericolo. Oggi il mondo capitalistico è stretto in una crisi sistemica e non sa più dove prendere una nuova dose di doping.

La controrivoluzione ha consentito la rapina del paese e il trasferimento delle nostre sconfinate ricchezze nelle banche internazionali. La maggioranza assoluta dei cittadini si è ritrovata in fondo all’abisso. Ciò vale soprattutto per i pensionati che non hanno neppure la miseria di un assegno minimo sufficiente a sopravvivere, ma anche per i giovani, orfani di ogni futuro. I giovani (come pressoché l’intera popolazione lavoratrice) percepiscono attualmente un salario di fame che non basta neppure a pagarsi gli studi superiori, né ad acquistare un alloggio a causa dei costi insostenibili, e perciò non possono neppure formarsi una famiglia. L’assistenza sanitaria costa talmente tanto che è inaccessibile alla maggioranza dei lavoratori. Milioni di persone si sono ritrovate senza lavoro e senza casa e sono costrette a vivere in condizioni disumane.

Così non si può più andare avanti!!! Che fare? Bisogna lottare per la rinascita della nostra grande patria socialista, l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche. Secondo un recente sondaggio via Internet la maggioranza assoluta degli intervistati si è detta favorevole alla ricostituzione dell’URSS. La borghesia è ossessionata dalla paura di una simile eventualità e perciò il regime spende somme gigantesche per mettere in campo e perfezionare ogni possibile strumento di lotta contro il proprio popolo e reprime con ferocia qualsiasi legittima manifestazione dei lavoratori che si battono per i propri diritti sociali e costituzionali.

La democrazia vale oggi soltanto per la quinta colonna. Per i lavoratori invece c’è la repressione di ogni protesta contro il regime borghese. In tema di ricostruzione dell’URSS gli esponenti filo-borghesi hanno escogitato una sorta di trucco per ingannare i lavoratori, i servitori della borghesia si pronunciano anche loro per l’Unione, ma quale Unione? Naturalmente borghese! Vi è il tentativo di mantenere il potere della borghesia anche in una ricostituita Unione Sovietica (“l’URSS – 2” secondo Kurginjan), di una borghesia ritenuta “onesta, preoccupata dei propri servitori salariati, interessata allo sviluppo dello Stato”. Com’è possibile? No, non è possibile perpetuare lo sfruttamento spietato di una servitù salariata, sia pure confezionato con grazia e delicatezza, in altri termini con lo slogan “Rivogliamo l’Unione Sovietica!”

Noi bolscevichi siamo per la rinascita dell’URSS come stato socialista. Poiché l’URSS e il socialismo sono due concetti inseparabili. Ciò vuol dire che lottando per l’URSS noi lottiamo per il socialismo. Ma la sostituzione del sistema capitalistico è impossibile senza la rivoluzione socialista. Siamo dunque per la rivoluzione socialista! Però senza sconfiggere l’opportunismo in seno al movimento comunista, senza unire i comunisti dell’Unione Sovietica sulle posizioni del bolscevismo, la rinascita dell’Unione Sovietica è impossibile.

La borghesia non cederà mai il potere al popolo senza combattere, senza lottare. Ciò vuol dire che ci attende una lotta aspra e non senza perdite. Bisogna essere pronti a questo.

Il socialismo è il futuro dell’umanità verso la società senza classi. E’ un sistema giusto e noi quindi vinceremo sicuramente!

Amici! Con più audacia entrate nelle file dei combattenti per il socialismo! Viva l’Unione delle Repubbliche Socialiste Sovietiche risorta dalle ceneri di quella affossata dalla controrivoluzione, una Unione Sovietica capace di riunire nuovamente le diverse nazioni in un’unica fraterna famiglia di popoli!

N.A. Andreeva
Segretario Generale del VKPB

Leningrado, novembre 2012


(Traduzione dal russo di Stefano Trocini)

 

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