Venerdì, 14 Dicembre 2012

1937: "GRANDE TERRORE" O GRANDE MENZOGNA?

Nella storia dell’Unione Sovietica ci sono tante date memorabili. Il 1945 è l’anno della Grande Vittoria; il 1961 l’anno in cui per la prima volta un uomo volò nello spazio e quell’uomo fu Jurij Gagarin. Ma nella storia dell’URSS ci sono anche anni tragici. Nel 1941 le orde nazifasciste entrarono nel nostro paese, nel 1953 si spense il grande dirigente Iosif Stalin. Il 1937, distante ormai 75 anni dal giorno d’oggi, che anno è? E’ l’anno del "GRANDE TERRORE", come da parecchi decenni cercano di farci credere svariati democratici-antisovietici, oppure è una cosa completamente diversa? Perché in qualsiasi discussione con qualsiasi antisovietico si va inesorabilmente a toccare il tema del ’37? Quale ruolo e quale significato questi “apostoli della verità” vorrebbero assegnare all’anno 1937? Quali sono le loro intenzioni? Vediamo di dare una risposta a tutti questi interrogativi.

Nella sostanza, si scontrano, due punti di vista contrapposti. Il primo punto di vista, quello sovietico, ritiene che “l’anno 1937 portò alla luce nuovi dati sulle canaglie della banda bucharinista-trotskista”. Il processo contro Pjatakov e Radek e gli altri procedimenti contro Tuchacevskij, Jakir e compagni, contro Bucharin, Rykov, Kristinskij, Rosengolz ecc., dimostrarono che i bucharinisti e i trotskisti, stando a quanto emerse dagli atti, costituivano già da tempo un’unica banda di nemici del popolo, camuffata da “blocco trotskista di destra”. I processi dimostrarono che i banditi trotskisti-bucharinisti eseguivano gli ordini dei loro padroni, ossia dei servizi segreti stranieri borghesi. Si erano posti l’obiettivo di distruggere il partito e lo stato sovietico, di sabotare le capacità difensive del paese, di favorire l’intervento militare straniero, di preparare la sconfitta dell’Armata Rossa, lo smembramento dell’URSS, l’azzeramento delle conquiste degli operai e dei contadini colcosiani, la restaurazione della servitù capitalistica.

Il secondo punto di vista, quello antisovietico, dice l’esatto contrario: tutti i condannati nei processi del ’37 - è importante sottolineare questo “tutti”! – non erano colpevoli di un bel niente e non avevano compiuto nessunissima azione antisovietica, i cosiddetti “nemici del popolo” erano solo una invenzione di Stalin, che mirava a realizzare i propri piani personali ed a coprire certi “vizi” della sua biografia (ad esempio, il suo presunto servizio all’interno della Ochrana, la polizia segreta zarista). In generale Stalin viene qui presentato come un malvagio per costituzione che “mangiava i bambini”. In altri termini, non esistevano nemici del potere sovietico, né potevano esistere (le classi sfruttatrici non erano state forse annientate? E allora chi poteva opporsi al potere sovietico?).

Ma vediamo se concretamente vi erano dei nemici del potere sovietico, di Stalin, della via per la costruzione del socialismo dal lui tracciata. Nella piattaforma dell’“Unione dei marxisti-leninisti” (bello, vero?) il gruppo di Rjutin scrive: “La politica economica di Stalin … ha portato … non soltanto ad una inaudita crisi economica in tutto il paese, ma ha screditato i principi stessi di costruzione del socialismo e ci ha fatto arretrare sotto il profilo economico di almeno 12 – 15 anni … Gli errori di Stalin e della sua cricca … si sono ingigantiti fino a diventare dei crimini… Il partito e la classe operaia sono nella loro stragrande maggioranza contro Stalin e la sua cricca. Bisogna solo riunire queste forze disperse e terrorizzate … e cominciare a lavorare per la cacciata del gruppo dirigente di Stalin … per la liquidazione della dittatura di Stalin e della sua cricca”.

Che scrisse Trotsky per tanti anni nel suo “Bollettino dell’opposizione”? Abbasso Stalin! I.A. Dreitzer , vicino a Trotsky, confessò di aver ricevuto nel 1934 una direttiva scritta di Trotsky per la preparazione di un atto terroristico contro i compagni Stalin e Voroshilov. Il contenuto della lettera di Trotsky era scarno ed iniziava con le seguenti parole: “Caro amico, comunicate che abbiamo oggi dinanzi a noi i seguenti compiti fondamentali: primo – far fuori Stalin e Voroshilov; secondo – lavorare all’organizzazione di cellule all’interno delle forze armate; terzo – in caso di guerra approfittare di qualsiasi insuccesso ed incertezza per prendere il comando”.

Va bene, si potrebbe obiettare, si tratta tutto sommato di singoli individui, di singoli gruppi. Però durante la Grande Guerra Patriottica scoprimmo che il potere sovietico e la linea politica di Stalin avevano invece parecchie migliaia di nemici reali. Si pensi ai vlasovcy (i seguaci del generale Vlasov, combattenti dell’Armata Russa di Liberazione, che volevano liberare il nostro paese dai bolscevichi e dal potere sovietico), a Bandera, Konovalec e tanti altri che assassinarono decine di migliaia di cittadini sovietici in Ucraina, ai “Fratelli della Foresta” che (nei paesi baltici , N.d.T.) continuarono a combattere contro il potere sovietico per molti anni ancora dopo la fine della guerra. I prigionieri politici rinchiusi nei lager risultarono assai più numerosi nel 1946-47 che nel 1937. La maggior parte di loro erano stati seguaci di Vlasov, di Bandera e polizei (collaborazionisti delle SS, N.d.T.).

E forse all’inizio della perestrojka non ce n’erano più di nemici dell’Unione Sovietica? Niente affatto! Di fautori della controrivoluzione capitalistica ce n’erano semmai a iosa! Sentiamo cosa ha detto un “patito” della perestrojka come Anatolij Ciubajs: “… La realtà è che io odio il potere sovietico. Anzi nella mia vita forse non ho odiato nient’altro così come il potere sovietico. L’odio saliva dentro di me fin dal mattino, quando accendevo la radio e sentivo una voce squillante con quella classica intonazione da far rabbrividire: “Buon giorno, compagni! Cominciamo la ginnastica del mattino!” Per molte persone normali gli anni di scuola corrispondono agli anni felici dell’infanzia. Io invece odiavo la mia scuola. Quella scuola intrisa di forme educative patriottico-militari. Marciavamo, ricordo, in fila per due nella nostra uniforme simile a quella dei marinai e cantavamo: “Il sole splende chiaro. Buon giorno, paese meraviglioso!” La mia scuola non mi suscita nessun sentimento di tenerezza! E il ricordo più importante per me è che una volta decidemmo insieme agli amici di distruggerla, addirittura di bruciarla. Riuscimmo soltanto a divellere un gradino della scala d’ingresso e un gabbiano di pietra da un monumento patriottico-militare. Non potemmo danneggiare nient’altro di ciò che noi tutti odiavamo”. Qualcuno potrebbe dire: “Ma che vada al diavolo, è semplicemente impazzito!” No, le cose non sono così semplici. Abbiamo qui un odio consapevole, meditato, per i valori essenziali che stanno alla base della concezione del mondo del cittadino sovietico. Qui vi è, molto probabilmente, una stretta connessione ideologica sia con Rjutin, sia con i bonapartisti del genere di Tuchacevskij.

Sul rapporto antistalinista di Chruscev al XX congresso del PCUS non vale neppure la pena di soffermarsi. Il fine calunnioso di tutte le affermazioni in esso contenute è stato evidenziato nei minimi dettagli dal ricercatore americano Grover Furr nel libro intitolato “L’infamia antistalinista” (Mosca, 2007). L’autore trae questa conclusione lapidaria: “Di tutte le affermazioni del “rapporto segreto” che avrebbero dovuto smascherare Stalin, o anche Beria, neppure una è risultata veritiera”.

Per quanto concerne i processi del 1937, sono interessanti anche le testimonianze di J.E. Davies, ambasciatore degli Stati Uniti nell’URSS dal gennaio del ’37 alla primavera del ’38, ovvero nella fase culminante dei processi politici. Egli ha raccolto le memorie di quel periodo della sua vita nel libro intitolato “Missione a Mosca”, dove il presidente Roosevelt lasciò scritto il seguente appunto: “Questo libro è un vero e proprio evento e vale per ogni tempo”. Il 25 giugno 1941, tre giorni dopo l’attacco di Hitler all’URSS, J.E. Davies tenne una lezione alla Harvard University. Qualcuno gli chiese cosa sapesse dell’esistenza di una “quinta colonna” in Unione Sovietica. L’ambasciatore rispose brevemente: “Non esiste più. Sono stati tutti fucilati”. In una lettera dell’aprile 1938 inserita nel suo libro J.E. Davies si sofferma sul processo contro il “blocco trotskista di destra” e dice: “…E’ difficile trovare un osservatore straniero che, dopo aver seguito lo svolgimento del processo, possa dubitare del coinvolgimento della maggior parte degli imputati nel complotto per l’eliminazione di Stalin ”. J.E. Davies sostiene che la dirigenza sovietica si stava preparando alla guerra non solo attraverso l’incremento della propria potenza militare, ma anche attraverso una scrupolosa epurazione dei quadri dirigenti, ivi compresi quelli che rivestivano cariche molto elevate: “I russi avevano i loro Quisling, analoghi a quello della Norvegia, e li hanno annientati”.

Sulla falsariga del libro di J.E. Davies fu girato anche un film omonimo. Ma dopo la fine della seconda guerra mondiale il famigerato Comitato per le attività antiamericane, voluto dal presidente Truman, impose un feroce e totale ostracismo nei confronti di tutti i film che raccontassero la verità sulla Russia sovietica. Non poté sottrarsi a questo ostracismo neanche il film “Missione a Mosca” che, a detta dei vampiri del Comitato McCarthy, era stato girato ad Hollywood, ma con una sceneggiatura compilata da Stalin.

Gli osservatori obiettivi che lavorarono in URSS e seguirono la situazione dall’interno del paese, descrivono la fine degli anni trenta in tutt’altro modo rispetto agli antisovietici. Su quel periodo della nostra storia è opportuno citare un brano dalle memorie di G.K. Zhukov: “Ogni tempo di pace ha i propri tratti, il proprio colorito e la propria bellezza. Personalmente, però, desidero spendere una parola per gli anni dell’anteguerra. Si contraddistinsero per un irrepetibile e originale entusiasmo, per l’ ottimismo, la profonda spiritualità e nello stesso tempo il forte impegno, la modestia e la semplicità nelle relazioni umane. Si cominciava a vivere bene, molto bene!”

Esaminando i fatti , si capisce che i complotti contro Stalin e il potere sovietico potevano effettivamente esserci, anzi DOVEVANO esserci vista l’incandescenza della lotta di classe in quegli anni. Ci lasciano del tutto increduli certe disquisizioni secondo cui l’UNIONE SOVIETICA NON AVEVA NEMICI. I nemici c’erano e anche molto agguerriti! Tuttavia, va detto con onestà che è sempre stato molto difficile parlare di complotti, poiché una massa di oppositori si ergeva immediatamente come un muro contro qualsiasi testimonianza e qualsiasi fatto potesse dimostrare i tentativi dei compagni di lotta di Stalin di eliminarlo dalla scena politica. Questi oppositori disponevano di una giustificazione “di ferro”: ammettere l’esistenza dei complotti contro Stalin significava riconoscere la fondatezza delle repressioni contro esponenti politici del suo più stretto entourage. Secondo gli antistalinisti chiunque tenti di dimostrare l’esistenza di complotti interni contro Stalin giustifica indirettamente i processi politici degli anni trenta. Su questa posizione sono stati unanimi sia i vertici del PCUS chruscioviano-brezhneviano, sia i “dissidenti” sovietici, sia i loro sostenitori e tutori all’estero.

In una Dichiarazione congiunta “Sulla ricorrenza dell’anno di nascita di I.V. Stalin” del 21 dicembre 1964 Mao Zedong ed Enver Hodja affermarono profeticamente dove avrebbe portato (e in realtà ha portato! ) il rifiuto dell’esperienza staliniana di edificazione della società comunista: “Le azioni criminali di Chruscev e dei suoi complici avranno conseguenze di lungo termine e porteranno alla degenerazione e poi alla rovina dell’URSS e del PCUS”.

Vediamo allora che la macchina dei complotti avviata nel 1937 e rilanciata a tutto vapore da Chruscev nel 1956 si spinse ben oltre le intenzioni iniziali di screditare Stalin. Essa mirava a frantumare (non senza successo) l’intera storia dell’URSS, tutta l’eroica impresa del popolo sovietico in quanto artefice del primo stato degli operai e dei contadini nel mondo. Intorno a questa macchina si è sostanzialmente allestita tutta la MENZOOGNA antistaliniana e antisovietica.

Il 3 luglio 2009 si è svolta a Vilnjus la sessione annuale dell’ OSCE. In questa sede è stata approvata una risoluzione dal titolo “Riunificazione dell’Europa divisa”. Ebbene in questo documento si è posto il segno di uguaglianza tra nazismo e sovietismo (stalinismo, comunismo). Si è stabilito d’ufficio che l’URSS era uno stato criminale responsabile di genocidi, crimini di guerra, crimini contro l’umanità. L’ 1 febbraio 2011 nella città di Ekateriniburg si è tenuta la riunione del Consiglio presidenziale della FR per la società civile e i diritti umani. Qui, alla presenza del presidente della Federazione Russa, il presidente del Consiglio presidenziale S.Karaganov ha letto una sua dichiarazione di ampio raggio sulla desovietizzazione. Il programma proposto dal Consiglio comprende i seguenti punti: “dobbiamo ammettere che: il popolo russo a partire dagli ultimi cento anni non ha quasi nulla di cui essere fiero, il periodo sovietico della nostra storia è tutto un crimine, l’Unione Sovietica è uno stato criminale, l’intera Russia è una grande Katyn’ (secondo lui, evidentemente, le fosse comuni di Katyn’ sono opera dell’ NKVD); dobbiamo inoltre ammettere che: nell’URSS si è praticato il genocidio, lo stato sovietico ha sterminato consapevolmente il popolo sovietico, l’URSS è uno “stato totalitario” e quindi su questa base va allineato alla Germania di Hitler, l’URSS è colpevole dello scatenamento della seconda guerra mondiale insieme alla Germania di Hitler, i manuali di storia vanno riscritti per fornire tutte le prove del genocidio perpetrato in epoca sovietica e nell’URSS in quanto stato criminale, negli uffici pubblici non possono essere ammessi tutti coloro i quali osano dubitare che l’Unione Sovietica abbia agito come uno stato criminale, le festività e le celebrazioni vanno rivedute per cancellare o rinominare tutte le date della storia dell’URSS”. Quale grazia, quale semplicità e soprattutto quale democrazia!

Non vi è dubbio che questo programma di becero fanatismo affondi le sue radici nella trattazione in chiave antisovietica degli avvenimenti del 1937 e nel rapporto “segreto” di Chruscev; esso si prefigge di calpestare nel fango, di ridurre in cenere tutta la storia sovietica, la storia dei nostri e vostri avi, nonni e genitori. Quindi non pensate che Ciubajs sia da solo. Fra i democratici di gente come Ciubajs ce n‘e a frotte. I democratici sono gente perniciosa. Le inchieste demoscopiche dimostrano che la schiacciante maggioranza dei cittadini della Federazione Russa non riescono a sopportare, neppure dopo venti anni e passa di lavaggio del cervello ,tutti i loro “valori liberali” e nonostante ciò i sostenitori di tali valori ormai sconfessati se ne fregano ed insistono: andiamo avanti, mettiamo in piedi la seconda perestrojka! La situazione economica è critica, la struttura dell’amministrazione statale si va sfaldando e loro se ne fregano e insistono perché ancora non abbiamo fatto tutto come in America. Se lo faremo – insistono – tutto si metterà a posto. Ma questo loro insistere ci suggerisce una ben nota battuta: Vieni avanti, cretino!

Che dobbiamo fare noi bolscevichi in un frangente così pesante per il paese e per il popolo? Mentre in seno all’opposizione all’attuale regime borghese c’è uno scompiglio che pare non aver fine, mentre la gente comune è ripetutamente ingannata da una pubblicità che favoleggia di benessere e ricchezza per tutti, e pare non credere più a niente e a nessuno. Esiste tuttavia un sentimento forte e incrollabile in ogni ex cittadino sovietico: la coscienza di essere appartenuti ad una grande e potente Madrepatria che si è sempre ricordata di te e che tu dovevi impegnarti a difendere conto ogni disgrazia e disavventura. Sono certo che questo potente sentimento sarà il motore principale della lotta per la liberazione della nostra grande e amata Patria dalle attuali catene di servitù e umiliazione.

PER LA NOSTRIA PATRIA SOVIETICA!

GLORIA A STALIN!

S.V. Christenko
Mosca, novembre 2012

(Traduzione dal russo di Stefano Trocini)
da : http://www.vkpb.ru del 23/11/2012
 
Letto 780 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.