Venerdì, 08 Febbraio 2013

DICHIARAZIONE DEL COMITATO PER LA DIFESA DELLO STATO DELLA RDPC
24 gennaio 2013

Il successo del lancio della seconda versione del satellite artificiale “Kwangmyong-3” da parte della RDPC ha rappresentato un evento storico per un paese che ha raggiunto le più alte vette della dignità e dell’onore, una vittoria impressionante sulla via della conquista dello spazio a fini pacifici, vittoria riconosciuta dall’insieme della comunità internazionale.

I popoli della terra che amano la giustizia ed hanno in considerazione la coscienza esprimono all’unanimità la propria soddisfazione per questo successo straorinario conseguito da un piccolo paese, la RDPC, unicamente con le proprie forze.

Persino gli specialisti degli stati a noi ostili, abituati a guardare con estraneità a tutto quanto avviene fuori dai loro confini, sono stati costretti stavolta a mettere da parte la superbia ed a riconoscere il successo della nostra impresa spaziale a fini pacifici.

Gli Stati Uniti hanno bollato per tanti anni i nostri lanci pacifici come “sperimentazioni di missili a lungo raggio”, “violazione grossolana” delle risoluzioni dell’ONU e “grave sfida” alla pace e alla sicurezza internazionale, inducendo in tal modo l’opinione pubblica mondiale alla condanna delle nostre attività spaziali. In definitiva essi hanno messo in moto il meccanismo del Consiglio di sicurezza che per l’ennesima volta ha dovuto costruire una risoluzione di appesantimento delle sanzioni contro la RDPC.

La risoluzione attuale del Consiglio di Sicurezza dell’ONU, le cui tesi sono state preparate sotto la guida camuffata degli USA, e a favore della quale i membri del Consiglio hanno alzato la mano come fantocci abituati alla cieca sottomissione, dimostra che la politica ostile degli USA verso la RDPC si è portata ad un livello nuovo e pericolosissimo.

Ciò costituisce la prova che grandi paesi, il cui compito sarebbe quello di guidare la battaglia per ristabilire un giusto ordine internazionale, hanno perso l’orientamento e senza tentennamenti si allontanano dai più elementari principi e si piegano all’arbitrio e al diktat degli USA.

Inoltre tutto ciò indica che persino il Consiglio di Sicurezza, destinato per la sua stessa missione a garantire i diritti sovrani e la sicurezza dei paesi membri dell’ONU, si è trasformato ora in una organizzazione internazionale fantoccio sulla quale non è lecito riporre nessuna speranza.

Dopo l’approvazione di questa ennesima e ingiustificata risoluzione dell’ONU sulla Corea, il Comitato per la Difesa dello Stato della RDPC ha deciso di rilasciare la seguente severa dichiarazione:

Primo: la RDPC respinge totalmente tutte le risoluzioni illegittime approvare dal Consiglio di Sicurezza dell’ONU sulla Corea.

Noi fin dall’inizio non abbiamo riconosciuto tutte le varietà di rivoltanti risoluzioni escogitate dalle forze avverse alla sovranità della RDPC.

La sovranità è un fattore di vitale importanza per il paese e la nazione.

I paesi e le nazioni prive di sovranità sono più morti che vivi.

Il lancio del satellite ha rappresentato l’applicazione di un legittimo e sovrano diritto della RDPC e quindi un atto legittimo riconosciuto dal diritto internazionale.

Quindi non vi era motivo alcuno di ingerenza da parte degli USA e delle altre potenze spaziali.

Non vi è nulla di più stupido di ritenere che nel mondo contemporaneo possa trovare comprensione la loro mentalità banditesca, secondo cui i loro lanci sono lanci di satelliti, mentre quelli degli altri sono lanci di missili balistici a lunga gittata.

Gli USA debbono capire bene che sono passati i tempi in cui l’esercito e il popolo della RDPC erano diversi da quelli di oggi.

Nel quadro della lotta di tutta la nazione per la difesa della propria sovranità, la RDPC continuerà con decuplicata energia il lancio nello spazio dei suoi satelliti pacifici.

Secondo: Poiché la politica ostile degli USA verso la RDPC è entrata in una fase più pericolosa, l’impegno comune deve essere indirizzato alla denuclearizzazione delle grandi potenze, USA compresi, e non alla denuclearizzazione della Penisola Coreana.

La minaccia più grande per la pace e la sicurezza nella Repubblica Coreana proviene dalla politica ostile nei confronti della RDPC portata avanti dagli USA e da altre forze malevole, nonché dall’enorme arsenale nucleare americano chiamato a supportare tale politica.

L’esercito e il popolo della RDPC sono giunti alla definitiva conclusione che solo quando la denuclearizzazione di tutto il mondo, USA compresi, sarà realizzata in via assoluta e prioritaria, sarà possibile realizzare anche la denuclearizzazione della Penisola Coreana e garantire in tal modo la pace e la sicurezza della RDPC.

Ora è divenuto chiaro che gli USA si sono messi alla testa della politica volta a ledere la sovranità della RDPC, seguiti supinamente dai loro fiancheggiatori, e che il Consiglio di Sicurezza dell’ONU si è interamente trasformato in un’organizzazione priva di obiettività ed equilibrio. In questa situazione la RDPC dichiara che non esiste più nessun negoziato a sei e neppure la Dichiarazione congiunta del 19 settembre.

In prospettiva ci possono essere un dialogo e trattative per la garanzia della pace e della sicurezza nella regione, compresa la Penisola Coreana, mentre non potranno più esserci negoziati per la denuclearizzazione della Penisola Coreana.

Terzo: la RDPC darà inizio ad operazioni complete di contrapposizione alla politica ostile verso la RDPC da parte degli USA e delle altre forze avverse, nonché per la difesa della sovranità del paese e della nazione.

La risoluzione del Consiglio di Sicurezza dell’ONU per l’ampliamento delle sanzioni contro la RDPC, risoluzione approvata su iniziativa degli USA, costituisce la fase più pericolosa della politica di avversità contro la RDPC.

L’esercito e il popolo della RDPC non si limiteranno mai ad osservare come estranei azioni deplorevoli volte a ledere e a calpestare la sovranità della nazione e i supremi interessi del paese.

Nella situazione che si è venuta a creare l’esercito e il popolo della RDPC assumono una posizione di totale contrapposizione, in nome della difesa della sovranità ad essi più cara della propria vita, per contrastare la politica degli USA e dei loro alleati di isolamento e strangolamento della RDPC.

La volontà di milioni di soldati e cittadini di edificare una potenza economica, l’impegno nella conquista dello spazio entrato in una fase inedita, le misure di incremento delle potenzialità di deterrenza destinate a garantire la difesa e la sicurezza del paese, saranno riveduti e subordinati agli obiettivi di contrapposizione totale agli USA e alle altre forze avverse.

Siamo entrati in una fase nuova nella lotta antiamericana che dura da oltre un secolo e sulla soglia di questa nostra contrapposizione totale noi non nascondiamo che tutta una serie di satelliti e missili a lunga gittata, pronti a spiccare il volo uno dopo l’altro, ed esperimenti nucleari di più alto livello saranno tutti indirizzati contro gli USA, nemico giurato del popolo coreano.

I conti con gli USA vanno regolati soltanto con la forza, non a parole, poiché per loro vige la legge della giungla come regola di vita. Il mondo intero si accorgerà che l’esercito e il popolo della RDPC, convinti della giustezza della propria causa, puniranno severamente la canea delle forze ostili e usciranno definitivamente vincitori dalla sacrosanta lotta per la difesa della propria sovranità.

(Traduzione dal russo di Stefano Trocini)

 

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