Martedì, 05 Marzo 2013

ANNIVERSARIO DELLA MORTE DI STALIN

“E’ stato una personalità insigne, figlio autorevole del nostro tempo crudele, nel quale è trascorsa la sua vita. Stalin è stato un uomo di non comune energia, straordinariamente erudito, di una inflessibile forza di volontà, risoluto, duro, irriducibile sia nell’azione, che nella discussione… Dai suoi scritti traspare una forza gigantesca, una forza così grande, in Stalin, che lui appare incomparabile fra dirigenti di ogni tempo e di ogni popolo… ” W.Churchill.

Iosif Vissarionovich Stalin si spense il 5 marzo 1953. Capo dello Stato Sovietico, suprema guida del popolo, organizzò la Vittoria nella Grande Guerra Patriottica e nella Seconda Guerra mondiale. Fu fedele compagno d’armi e continuatore dell’opera di Lenin.

Sono trascorsi sessant’anni da quell’ avvenimento tragico, ma la controrivoluzione, che ha provvisoriamente prevalso nel nostro paese, non smette di calunniare Stalin infangando la sua epoca ed offendendo i sentimenti di milioni di cittadini sovietici, legati al nome di Stalin da ricordi memorabili.

Stalin La morte di Stalin è risultata fatale per l’Unione Sovietica. I controrivoluzionari, non totalmente battuti , sono riusciti dopo di lui a prendere il potere nella persona di Kruscev, l’opportunista servito ad essi da tramite per le loro aspirazioni antipopolari, per introdurre nell’URSS elementi di capitalismo, idee piccolo-borghesi . Alla fine, i controrivoluzionari, hanno portato alla cancellazione del socialismo e al crollo della nostra grande Patria.

In tanti cercano adesso di appropriarsi della straordinaria figura di Stalin, di accaparrarsi almeno una parte dell’ammirazione del popolo verso di lui, ammirazione che oltre mezzo secolo di propaganda antistalinista non ha potuto neppure scalfire. I nazionalisti definiscono Stalin grande statista ed “artefice dell’ impero”. I politici di sinistra invece lo preferiscono come artefice della Vittoria sul fascismo. La sua figura può essere vista dunque sia sullo sfondo della bandiera rossa, sia sullo sfondo del tricolore imperiale nero, giallo e bianco.

Domanda: avremmo avuto queste prese di posizione, se la coscienza sociale non fosse cambiata grazie all’opera di chiarimento dei bolscevichi sulla figura e l’opera di Stalin? Oppure avrebbero ancora additato i militanti del VKPB con in pugno il suo ritratto urlando: “finirete tutti in galera”?!

Per noi del VKPB Stalin è innanzi tutto un ardente rivoluzionario bolscevico, organizzatore (insieme a Lenin) della Grande Rivoluzione Socialista d’Ottobre, un combattente per la liberazione del popolo lavoratore. Diversamente egli non sarebbe diventato né leader del paese, né generalissimo e vittorioso. Non passeranno gli sporchi tentativi della borghesia di denigrare il compagno Stalin, di cancellarne la memoria, insieme a quella del socialismo. Il vento della storia li spazzerà via.

 

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