Volantino

Tieni il passo rivoluzionario,
che non sonnecchia l’avversario!
avanti, in alto i cuori!
Urrà, lavoratori!

Il nemico si ridesta
la tempesta
alza la testa
Avanti, in alto i cuori!
Urrà, lavoratori

Passa via, vagabondo!
Via rognoso, via, se no. ..
Come un cane, o vecchio mondo,
passa via, t’abbatterò!

Tra—ta—ta!
Tra—ta—ta!

Così vanno nella sera
ed il cane è ormai laggiù,
ma davanti alla bandiera,
camminando lieve lieve
dentro il vortice di neve,
e di rose inghirlandato
nella nuvola perlata,
lì davanti marci tu,
non veduto, sei Gesù!
Lì, dove l’occhio degli uomini s’arrende insufficiente,
alla testa di orde affamate
con la corona di spine delle rivoluzioni
avanza l’anno sedici.

E allorché,
proclamando con una sommossa
il suo avvento,
uscirete incontro al Salvatore.
io
vi strapperò l’anima
e, dopo averla calpestata
perche sia grande,
ve la darò insanguinata come una bandiera!


Perchè tutta la Terra
si rivolti
al primo grido:
"compagno"!
Per non essere più vittime
dei covi delle case.
Perchè possa
nella famiglia
d’ora in poi
essere padre almeno l’Universo,
essere madre almeno la Terra!
Nota. Il volantino è un collage di versi tratti da tre poesie: “I dodici” di Aleksandr Blok, “La nuvola in calzoni” e “Di questo” di Vladimir Majakovskij. Esse hanno fatto parte, insieme ad altre, di un memorabile spettacolo di Carmelo Bene ( “Quattro diversi modi di morire in versi“).
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