Martedì, 13 Gennaio 2015

NINA ANDREEVA: IL DOLLARO E' IL TALLONE D'ACHILLE DEGLI STATI UNITI
Gli obiettivi del VKPB per il 2015

Nel 2015 ricorrono: 

- il 145° anniversario della nascita di Lenin;

- il 70° anniversario della Vittoria nella Grande Guerra Patriottica del popolo sovietico guidato del generalissimo I. V. Stalin;

- l'80° anniversario del VII Congresso del Comintern (25 luglio 1935), che adottò la linea per la creazione di un fronte unico di lotta dei popoli contro il fascismo;

- il 110° anniversario della Prima Rivoluzione russa;

- il 110°anniversario della costituzione dei primi Soviet dei deputati operai in Russia.


 Il 2015 segnerà una ulteriore acutizzazione della crisi sistemica globale dell'ordine mondiale vigente; sarà un anno di  crisi profonda dell'economia internazionale, di crisi della politica, dell'ecologia e della  persona umana (nozze omosessuali, annientamento deliberato della  spiritualità e dei valori secolari degli uomini, che oggi hanno perso ogni orientamento nella vita, ogni fiducia nella possibilità  di un futuro, ogni identità nazionale). 


 Di fronte all'umanità  si pone l'obbligo di risolvere contemporaneamente tutti questi problemi,  legati l'uno all'altro, intrecciati l'uno con l'altro. Tuttavia, uno è il problema fondamentale: evitare la catastrofe imminente. l'eventualità di un nuovo conflitto mondiale dove non ci saranno vincitori. Quanto alla possibilità di prevenire la guerra in generale occorre tener presente quel che scrisse Stalin in "Problemi economici del socialismo nell' URSS": "Per eliminare l'inevitabilità della guerra bisogna distruggere l'imperialismo". 


Nella situazione odierna Ã¨ necessario respingere il nuovo fascismo, che si sta espandendo nel mondo intero come una peste medievale, contagiando interi paesi e continenti.


L'eventualità della catastrofe è totalmente condizionata dalla politica degli Stati Uniti, che sono aggrappati ossessivamente alla conservazione del dominio mondiale (acquisito dopo la Seconda Guerra mondiale) in una fase in cui si aggravano sempre di più sia la crisi internazionale, che la crisi economica degli s Stati Uniti medesimi.


Gli USA sono il paese giuda dell'imperialismo, un paese che ha soggiogato tutto il mondo con biglietti di carta, i dollari,  non garantiti da nessuna riserva aurea, che ha rapinato impunemente tutti i paesi della terra in modo apparentemente "legittimo", acquistando risorse naturali di diverse nazioni in cambio di una divisa nazionale svuotata. Dopo aver accerchiato il mondo, tutti i continenti, con basi militari USA-NATO infarcite di testate nucleari, gli Stati Uniti tengono sotto tiro tutti gli Stati della Terra, obbligando i governi ad obbedire alla loro volontà pena il rovesciamento delle autorità costituite, la rovina di questi stessi paesi e dei loro popoli. Gli Stati Uniti annientano coloro i quali si oppongono alla loro politica espansionistica, provocando prima il dissesto del paese preso di mira e poi rovesciandone i leader attraverso le cosiddette "rivoluzioni colorate" (vittime di questa criminale politica americana sono state, ad esempio, la Iugoslavia, la Libia, l'Iraq, ecc., ecc.).


Il Medio Oriente già da alcuni anni a causa della politica di Washington costituisce un focolaio di contrasti esplosivi.  Sulle macerie degli stati da loro stessi devastati gli USA hanno dato vita  ad una nuova mostruosa creatura, l'ISIS (lo Stato Islamico dell'Iraq e del Levante), una  possente organizzazione terroristica militarizzata che dall'America  riceve armi moderne, grazie alle quali conquista territori ricchi di petrolio e poi vende questo petrolio sottocosto ricavando ulteriori mezzi finanziari per la costituzione del nuovo Califfato. 


La NATO, che ormai rappresenta un anacronismo dopo la scomparsa del Trattato di Varsavia, è diventata uno strumento supino dell'espansionismo americano e  per questo andrebbe immediatamente sciolta.


Le basi della NATO sono rivolte fondamentalmente contro la Russia, anche se la Russia non intende, nè si prepara ad attaccare nessuno. Nell'ambito della forsennata battaglia mediatica degli Stati Uniti contro di noi, battaglia che ha sostituito la guerra fredda del periodo sovietico, si fa ampiamente uso del solito spauracchio  che raffigura la Russia come nemico degli europei. (Con questo spauracchio, tra l'altro, non si vuole impaurire  l'Europa soltanto). Nel frattempo le basi militari della NATO si avvicinano sempre di più ai confini occidentali del nostro paese. L'eterna contrapposizione Russia-USA,  URSS-USA, Russia-USA non  consente affatto di definire oggi gli Stati Uniti "nostri amici" ... Gli USA, che hanno lavorato alla rovina dell'URSS già a partite dalla fine della Seconda Guerra mondiale, hanno speso miliardi di dollari per creare all'interno dell'Unione Sovietica la quinta colonna. Gli USA hanno investito enormi mezzi finanziari anche per le attività sovversive nei paesi del Trattato di Varsavia. Essi hanno tessuto una rete potente di traditori all'interno dell'URSS (tra questi ricordiamo le cosiddette "organizzazioni non governative" che ora possono persino agire in assoluta legalità), traditori che ora vivono nell'agio con le "elargizioni" occidentali, posseggono nella FR propri organi d'informazione e canali televisivi, organizzano "dimostrazioni" provocatorie persino al centro di Mosca a sostegno dei fascisti ucraini. A metà dicembre 2014 il Congresso americano ha stanziato per il 2015 aiuti da 20 milioni di dollari per i "liberali" russi, più altri 10 milioni per i loro soci nei territori delle repubbliche ex sovietiche. Questi "liberali" hanno libero accesso al Cremlino, possono colloquiare con i dirigenti del paese e dare loro delle raccomandazioni sulla ulteriore "liberalizzazione" dell'economia e dell' assetto statuale  della Russia...


L'Ucraina Ã¨ stata scelta dagli Stati Uniti, evidentemente, come punto di partenza per la nuova crociata contro la Russia. Da un anno si svolge una guerra fratricida provocata dalla giunta filoamericana di Kiev contro la popolazione del Donbass contraria a vivere sotto il giogo del nazionalismo viscerale e del tradimento dei propri valori storici originari, tra i quali vi è il diritto di parlare nella madrelingua russa. Gli Stati Uniti assistono assiduamente Kiev nelle operazioni di ripulitura del territorio del Donbass dalla sua propria popolazione. Le azioni terroristiche della giunta  di Kiev nel Donbass sono sponsorizzate in pieno dal governo americano. Di recente, il 13 dicembre 2014, il Congresso ha approvato una nuova legge di "sostegno all'Ucraina", in base alla quale viene accordato ad essa un finanziamento di 350 milioni di dollari per necessità belliche (forniture mezzi di sterminio di ultima generazione). Altri 50 milioni di dollari sono stati assegnati per l' "ammodernamento dei gasdotti". Con questa stessa legge sono state ulteriormente aggravate le sanzioni contro la Russia. 


Nel nuovo governo dell'Ucraina, stato terroristico costituito dai servizi segreti americani e da questi controllato, ogni ministro è affiancato da un consigliere USA e tre ministeri fondamentali sono stati affidati a stranieri (il Ministero delle finanze, ad esempio. è guidato da una cittadina americana). Nel nuovo governo ucraino, inoltre, ci sono tre comandanti di formazioni militari banditesche ed alcuni uomini che facevano parte del governo  Saakashvili in Georgia, rifugiatisi all'estero dopo aver distrutto l'economia del paese e immiserito la popolazione. In precedenza tutti questi soci di Saakashvili avevano lavorato negli Stati Uniti dove sono stati addestrati alla rovina degli Stati.


Quale "indipendenza" ha ottenuto l'Ucraina ?


Gli abitanti della Crimea sono riusciti a risolvere in modo giuridicamente corretto il problema del rientro nella Russia e ad evitare così l'annientamento fisico del popolo da parte delle squadre armate della giunta di Kiev. 


Il golpe dell'inizio del 2014 a Kiev era stato preparato dai servizi segreti USA durante gli ultimi vent'anni. Gli Stati Uniti hanno investito in questa operazione miliardi di dollari, muovendosi in ogni direzione: militare, politica, ideologica, propagandistica (tramite i "difensori della cultura ucraina contro i moscalì"). La preparazione ha avuto luogo non solo nel territorio della repubblica, ma anche nei campi di addestramento di altri paesi. L'addestramento della soldataglia dei golpisti procede tuttora in paesi limitrofi. 


L'aspra lotta per il Donbass continua, è una lotta fra i suoi abitanti, i suoi  combattenti e le forze regolari della giunta coadiuvate da banditi mercenari e galeotti giunti da tutto il mondo per assassinare e torturare barbaramente i prigionieri del Donbass e di Novorossija. In Ucraina Ã¨ in atto una lotta di classe, civile e nazionale.


La Novorossija resiste con coraggio nonostante i continui cannoneggiamenti anche durante le tregue proclamate da Kiev, utilizzate dalle truppe  dei fantocci ucraini per ridislocare i mezzi militari ultramoderni ottenuti dagli Stati Uniti sotto forma di "assistenza".


La Novorossija resiste con coraggio nonostante le vittime quotidiane fra la popolazione civile per i bombardamenti, il crollo delle case ed i colpi inflitti ai servizi comunali. Le vittime sono ormai parecchie migliaia.


Noi appoggiamo totalmente la Novorossija, i combattenti, la popolazione del Donbass nella loro lotta contro i nazisti della giunta,  contro questi traditori della Patria insediatisi a Kiev.


Ovviamente i banditi, i sanguinari, i violenti, il potere oligarchico autoproclamato di Kiev, i burattinai che si trovano a Washington comprendono solo il linguaggio dalle posizioni di forza.


Però, come ha scritto Lenin, "noi sappiamo, sappiamo molto bene quali inaudite sofferenze porti la guerra agli operai ed ai contadini. Dobbiamo perciò nel modo più attento e  ragionevole affrontare il problema. Noi siamo pronti anche alle concessioni ed ai sacrifici più grandi pur di salvaguardare la pace ...   Noi siamo pronti alle concessioni ed ai sacrifici più grandi, ma non a qualsiasi sacrificio e neppure a sacrifici senza fine ...".


Perciò appoggiamo ogni forma di trattativa che la Russia ha proposto ed avviato per la cessazione del fuoco fra le truppe regolari e i banditi al seguito, da un lato, e i difensori della Novorossija impegnati in azioni di autodifesa, dall'altro. Queste pause danno la possibilità ai difensori del Donbass di tutelare e difendere meglio la popolazione pacifica. Naturalmente, è importante anche che i difensori della Novorossija possano consolidare le proprie risorse per avere successo nella loro lotta fino alla vittoria finale.


Lo scontro durissimo che ha luogo in Ucraina è anche la lotta dei russi nel territorio in difesa della propria identità nazionale, oltre che manifestazione del conflitto capital-lavoro reso più complicato dalle contraddizioni fra gli interessi contrapposti di due "sezioni" dell'oligarchia mondiale, una americana e l'altra russa. Queste contraddizioni sono assai intricate e non risolvibili. 


Per dirla in modo più semplice la contrapposizione capitale-lavoro  si manifesta nella lotta tra i combattenti e gli abitanti del Donbass e la giunta di Kiev coadiuvata dai nazisti ucraini, nella ripulitura  con le armi del territorio del Donbass dalla sua stessa popolazione ad opera del capitale americano, in altri termini da quella forza lavoro, da quel lavoro di "uomini inutili" non necessario all'estrazione del gas di scisto foriero di enormi profitti per il capitale straniero.


Nel maggio 2012, quando c'era Janukovich, l'Ucraina firmò un contratto con la Chevron per la produzione del gas di scisto nelle regioni di Odessa, Lvov e Ivano-Frankovsk. Il 24 gennaio 2013 al summit economico di Davos Janukovich firmò un altro contratto con la Shell anglo-olandese per l'estrazione di questo gas nei giacimenti di Juzovka. Il valore dei contratti ammontava a miliardi di dollari.


Nel consiglio d'amministrazione della Shell e della contraente ucraina "Burisma" era entrato a far parte Robert Biden, figlio del vice presidente americano. Come si dice, qualsiasi commento appare superfluo.


In base alle condizioni dei contratti i terreni dei giacimenti venivano di fatto acquistati (venduti) insieme alla popolazione che vi abitata. Secondo gli esiti di ricerche effettuate da società metanifere straniere l'Ucraina possiede enormi riserve di gas di scisto. Per questo motivo, aggiungiamo noi, gli americani non se ne andranno dal Donbass per nessuna risoluzione al mondo. Essi si batteranno fino all'ultima vita umana pur di concretizzare l'affare...


Le contraddizioni tra le oligarchie americana e l'oligarchia russa  si esprimono nella lotta del complesso militare-industriale americano (che impone la politica USA per la sua sete di denaro e di potere sul mondo) contro l'oligarchia russa contraria alla cessione del Donbass. Secondo i piani degli USA si prevede in futuro di utilizzare l'Ucraina (il Donbass) come trampolino di lancio per scatenare la guerra contro la Russia in modo da farne uno spezzatino e soggiogarla in vista di un ulteriore avanzamento verso l'Asia Centrale e oltre.


Nel conflitto in Ucraina si scontrano anche evidenti interessi nazionali: la Russia aiuta la popolazione russofona della Novorossija, una popolazione che ha con essa una storia comune, una cultura comune e un'unica lingua. La Russia vuole impedire l'occupazione di un territorio storicamente suo che per situazioni verificatesi in passato era finito sotto la giurisdizione della Repubblica Ucraina.


Domanda: Chi  vincerà in questo conflitto? I nazisti ucraini combattono per i soldi, per gli interessi dell'oligarchia americana, i combattenti difendono invece la propria terra,le loro famiglie, il futuro dei loro figli, la loro piccola Patria. In Russia si usa dire: "Dio non sta nella forza, ma nella verità". E la verità sta dalla parte dei combattenti.


Ora, grazie all'"assistenza" e alle "cure" degli Stati Uniti  l'Ucraina è sull'orlo del completo fallimento.


Non ha senso, comunque, credere in una reale efficacia di qualsiasi trattativa che la Russia cerca di intavolare e condurre con la giunta di Kiev .


Ma come si fa a fermare il banditismo USA nell'arena internazionale, che minaccia il mondo intero di una nuova guerra mondiale, e ad aiutare contemporaneamente i cittadini della Novorossija? Il mondo unipolare oggi esistente a guida americana è diventato un freno per la sopravvivenza dell'umanità. Come abbiamo già detto, gli USA comprendono solo il linguaggio dalle posizioni di forza. Quale forza si può opporre alla politica aggressiva degli Stati Uniti? Soltanto la costruzione di una coalizione antiamericana, un'alleanza politico-militare ed economica comprendente stati in possesso dell'arma nucleare come Russia,  Cina, India, Iran, Brasile, Pakistan ed altri che hanno a cuore la loro sovranità e l'indipendenza della propria linea politica possono raffreddare l'ardore bellicistico americano e liquidare il monopolio degli USA nella soluzione delle questioni internazionali.


Della necessità di giungere ad un blocco politico militare antiamericano per ripristinare un modello bipolare il nostro partito parlò già nel lontano 8 maggio 1999 alla Conferenza dell'Associazione "Nino Pasti" svoltasi a Praga e intitolata "Per la pace e l'indipendenza dei popoli". Nella nostra relazione "Per il bolscevismo nel movimento comunista" pubblicata a Leningrado nel 2002 sostenemmo che gli angusti interessi nazionali, le minuscole rivendicazioni territoriali, certe divergenze ideologiche e religiose debbono e possono essere relegate in secondo piano di fronte alla necessità di risolvere il problema numero uno della sopravvivenza dell'umanità. Questa idea è stata già messa in pratica con la realizzazione di comunità internazionali quali il BRICS, l'Organizzazione di Shanghai per la cooperazione (SCO), ed altre analoghe. Il presidente Putin ha ottenuto dei buoni risultati nei negoziati con l'India di metà  dicembre grazie alla firma di una dichiarazione congiunta dove si legge che "l'intenso lavoro comune nel quadro dell'ONU, del BRICS e della SCO è quanto mai opportuno nelle attuali e difficili condizioni".   Nel 2015 l'India entrerà come paese membro a tutti gli effetti nella SCO e così questa Organizzazione diventerà la seconda struttura dove Russia, Cina e India (le principali civiltà dell'Eurasia) potranno coordinare il proprio impegno per la trasformazione dell'ordine mondiale, per la conduzione di una politica di smantellamento della pax americana e la transizione ad un ordine mondiale costruito sull'equilibrio degli interessi delle più importanti civiltà del pianeta.


Se la Russia riuscirà a mantenere aperta la cooperazione strategica con Cina e India, a creare nuovi centri di influenza politica tramite il BRICS, che comprende oltre la metà del genere umano, a concentrare attorno alla Federazione Russa i propri partner ed amici dello spazio postsovietico, i progetti americani di scatenare una nuova guerra mondiale saranno destinati a fallire.


Oltre alla costituzione di una coalizione antiamericana quale altra forza può contrapporsi o attenuare quella degli Stati Uniti? Come si possono scalfire le certezze ingiustificate degli USA e la loro totale impunità di fronte ad ogni  crimine da essi perpetrato contro stati sovrani? Il tallone d'Achille degli USA sta paradossalmente  nel predominio che il dollaro esercita a livello planetario. Il dollaro è il "prodotto" principale che l'America vende nel mondo. Il colpo più efficace  all'egemonia americana verrebbe dalla rinuncia al biglietto verde come valuta mondiale. Saddam Hussein e Muhammar Gheddafi sono stati barbaramente assassinati dagli americani proprio perché intendevano rinunciare al dollaro nei regolamenti sul mercato mondiale. L'Iraq e la Libia sono stati per questo massacrati e inondati di sangue.


Il sistema finanziario russo, secondo il consigliere economico di Putin, l'accademico Serghej Glazjev,  ogni anno porta 120-140 miliardi di dollari nel sistema finanziario americano. Quando acquista i titoli del debito pubblico USA la Federazione Russa di fatto sponsorizza la guerra contro se stessa. La potenza americana poggia sul diritto monopolistico dell'oligarchia USA di governare la Federal Reserve, istituto di emissione della divisa USA. Gli Stati Uniti stampano la divisa mondiale in quantità illimitata (essa infatti non è garantita dall'equivalente aureo, ragion per cui è un puro e semplice pezzo di carta). La stampano non tanto per stamparla, stampano insieme ad essa anche  titoli del debito pubblico, ai quali va il 90% dell'emissione dei dollari. Se si guardano i grafici, il debito pubblico americano sale in modo esponenziale. In matematica questa cosa si definisce come situazione al limite, quando un sistema in sostanza si avvia inevitabilmente alla sua fine. L'egemonia americana va verso il suo completo fallimento. Questa è una legge oggettiva della storia. E' arrivato il momento di vedere che "il re è nudo" ed è coperto soltanto dei panni di sua passata potenza, panni ormai laceri ed esposti ai venti del cambiamento inevitabile. A conferma dell'imminente crollo del predominio del dollaro americano ricordiamo che alcuni paesi del BRICS (Cina e Russia), ad esempio, hanno già abbandonato il dollaro e sono passati alle rispettive valute nazionali nei regolamenti reciproci. L'Europa ha già la propria valuta l'euro e la Gran Bretagna la sterlina. 


Due anni fa alla Duma venne sottoposta a votazione una legge sulla rinuncia al predominio del dollaro da parte della Federazione Russa. Ma i due principali gruppi parlamentari, "Russia Unita" e il Partito liberal democratico, hanno votato "ni", si sono astenuti. Dei 450 deputati solo 151 hanno partecipato al voto. L'episodio può essere interpretato in un solo modo: esso s'è verificato per la prevalenza numerica fra i" rappresentanti del popolo" di gente con conti nelle banche estere (naturalmente in dollari) e con grandi proprietà in paesi stranieri. S' impone una domanda: questi "rappresentanti del popolo" gli interessi di chi tutelano in parlamento? 


Quanto prima la Russia uscirà dalla piramide finanziaria del dollaro, tanto minori saranno le sue perdite non solo finanziarie, ma anche di vite umane. Gran parte delle emissioni di dollari che la Russia sussidia mantenendo le proprie riserve in questa valuta vanno a finanziare le operazioni militari e terroristiche nel mondo, ivi compreso l'eccidio del popolo di Novorossija.


In aggiunta a quanto appena detto, ricordiamo che nei giorni 16-17 dicembre dello scorso anno vi è stato un forte aumento del costo della valuta estera sul mercato finanziario russo: il dollaro USA Ã¨ arrivato in alcuni momenti a triplicare il suo prezzo di inizio 2014 (32-35 rubli), mentre l'euro è volato fin quasi a 100 rubli.


La brusca, ingiustificata discesa del rublo appare emblematica e richiede rapide misure da parte del governo della F.R. Innanzi tutto occorre farla finita con i prestigiatori della valuta, che "giocano" contro in paese ed il proprio popolo, tanto più che il presidente sa bene chi sono questi "giocatori". Perchè fino ad ora il presidente non ha preso provvedimenti e così ha favorito la caduta del rublo? Inoltre bisogna far tornare la Duma sui propri passi e facendole approvare la legge sull'abbandono del dollaro che due anni orsono aveva sabotato.


Dopo che i gruppi parlamentari di "Russia Unita" e del partito liberaldemocratico avevano impedito alla legge di passare, si sarebbe dovuto accertare da chi sono composti questi due gruppi. Dal loro comportamento nei riguardi del paese e del popolo emergono tutta la corruzione e le manipolazioni che imperano nelle le campagne elettorali alla Duma. Emerge pure la connivenza di certi "rappresentanti del popolo" con i clan oligarchici russi, fatto sta che certi deputati si servono della loro carica per i propri loschi affarucci, approfittando del desiderio di alcuni magnati di impadronirsi per pochi spiccioli di aziende o altre proprietà ex sovietiche sopravvissute alla grande abbuffata della "perestroika".


A parte il comportamento di certi deputati nelle votazioni in parlamento, a parte le varie lobby che condizionano pesantemente le scelte della Duma, resta la necessità impellente di indagare sui fenomeni di vera e propria corruzione dei cosiddetti "rappresentanti del popolo". I precedenti non mancano.


Le sanzioni contro la Russia introdotte dagli Stati Uniti hanno danneggiato gravemente anche i paesi della Comunità Europea e della Nato.   Questo sta suscitando il malcontento della gente  comune. Per ora le proteste non sono molto vivaci.  Col tempo l'appoggio alle sanzioni dei governi dei paesi NATO (sollecitati dagli USA) si farà sempre più intollerabile. Il popolo avvertirà maggiormente il peso delle sanzioni antirusse a causa  dei tagli alle agevolazioni ed alle richieste sempre più pressanti di "stringere la cinghia". Tutto ciò può certamente suscitare proteste popolari via via più dure. I governi vedranno la gente scendere in piazza. Il malumore del popolo potrebbe crescere per la presenza nel territorio delle basi militari USA-NATO, anche perché la loro presenza nell'alleanza atlantica grava sui bilanci statali, così come la partecipazione alle sanguinose avventure militari americane. La presenza delle basi militari nel territorio dei vari paesi potrebbe essere apertamente contestata. Il tutto potrebbe persino dar vita ad una situazione rivoluzionaria. Allora i governi dovranno scegliere: o continueranno ad appoggiare le sanzioni ed a tollerare la presenza delle basi militari nei loro territori, con la conseguenza che la rabbia del popolo spazzi via i governi e le compagini governative non potranno più elargire troppi privilegi ai loro parlamentari; oppure, pur cercando di restare al potere, i suddetti governi saranno costretti comunque a togliere l'appoggio alle sanzioni ed alla presenza delle basi militari nei loro territori. Vedremo se si troveranno meglio nei loro propri panni oppure in quelli a stelle e strisce. 


In ogni caso l'America ha fatto male i suoi conti impegnandosi in un gioco che, come si  dice, non vale la candela. Una vittoria USA è pericolosa per il mondo intero, una sua sconfitta segnerà la fine degli USA tanto più che nel paese si è già creato un movimento per la separazione dagli stati uniti di alcuni stati federali. Negli USA sono esplose manifestazioni di massa della popolazione di colore contro la famigerata concezione americana dei "diritti dell'uomo", contro le brutalità della polizia. Gli USA dunque hanno retrovie fragili e marce, il re è veramente nudo! 


Quali sono i nostri compiti per il nuovo anno? Come debbono funzionare le organizzazioni del partito? 


I nostri compiti sono sempre gli stessi, sono riportati nel PROGRAMMA e nello STATUTO del VKPB, oltre che nei successivi documenti e pubblicazioni del partito. Al IV Congresso del VKPB le raccomandazioni relative al funzionamento delle organizzazioni di base erano state formulate come istruzioni. Queste sono ancora attuali poiché il nostro compito principale non è mutato e resta quello di  lavorare per la rivoluzione socialista. Si è soltanto esteso l'ambito dei settori nei quali dobbiamo operare con intensità. Ovviamente in ciascuna regione la situazione è diversa, ragion per cui occorre lavorare considerando le condizioni e le possibilità locali.


Dobbiamo partecipare a tutte le iniziative dove possiamo diffondere le nostre idee e le nostre opinioni. In tutto il mondo si stanno allargando  oggi il movimento antimperialistico e quello degli antiglobalisti. Le loro parole d'ordine somigliano molto alle nostre. Non è corretta la posizione di alcuni nostri compagni attivisti e dirigenti che prendono le distanze da certe organizzazioni che si definiscono anch'esse comuniste (PCFR, Partito Comunista Operaio Russo, ecc). Tanto più in parecchie regioni le nostre posizioni risultano quanto mai vicine sulla maggior parte dei problemi. A causa di una errata comprensione dei nostri documenti sull'unificazione del movimento comunista, processo che il VKPB raccomanda di iniziare partendo dall'unità d'azione, noi talora, distanziandoci dai compagni di strada, rinunciamo alla possibilità di rafforzare ed ampliare i nostri contatti con una platea che ci è ideologicamente vicina. Il nostro compito è stato e resta quello di avere i più estesi contatti possibili con le masse, contatti che i nostri attivisti in certi casi sottovalutano. DOVE è più facile e più accessibile per noi diffondere le nostre pubblicazioni fra i nostri potenziali ed effettivi seguaci, se non nelle loro iniziative? Il problema non sta nelle posizioni dei loro leader proiettati verso gli scranni della Duma o delle assemblee elettive locali per accaparrarsi parte dei finanziamenti e dei privilegi. I nostri compagni debbono saper discutere da persone preparate con i nostri oppositori di altri partiti. Per questo bisogna conoscere molte cose e innanzi tutto i documenti del proprio partito. In altri termini i nostri attivisti debbono studiare, altrimenti le organizzazioni del partito potrebbero abbassarsi al livello di circoli autoreferenziali. Simili dirigenti non utilizzano le possibilità esistenti di agire nella legalità, almeno per ora... Le iniziative che si svolgono vanno utilizzate per propagandare le nostre idee, diffondere i nostri materiali, specialmente i nostri giornali che illustrano tempestivamente la nostra posizione sugli avvenimenti interni ed internazionali.


Alcuni dirigenti delle nostre organizzazioni di partito hanno dimenticato lo STATUTO e cessato di attenersi agli impegni statutari. Occorre cambiare. Si sa che noi non abbiamo sponsor ... 


Oggi, in un momento in cui si aggrava la crisi del sistema imperialistico mondiale e vi è una fascistizzazione del potere, si pone nel modo più urgente il problema della difesa dei diritti dei prigionieri politici in vari paesi e soprattutto in Russia  e nelle ex repubbliche sovietiche. Il nostro compagno, segretario del Comitato Centrale del VKPB, presidente dell'Ufficio del CC per l'Ucraina, la Moldavia e il Transdnestr, è in carcere dal 28 novembre dello scorso anno su sentenza del tribunale competente. Su suggerimento dei servizi è stato accusato di "istigare l'odio interetnico e attentare all'integrità territoriale dell'Ucraina. A.A.Maevskij è stato arrestato in via cautelare per 60 giorni. Come aveva precedentemente annunciato l'addetto stampa dei servizi ucraini, gli articoli apparsi sul quotidiano "La Pravda operaia e contadina"  "creano, secondo gli esperti dei servizi di sicurezza ucraini, ...  un'immagine negativa dell'Ucraina, umiliano la dignità nazionale e l'onorabilità degli ucraini e di singoli esponenti delle minoranze etniche, possono favorire l'istigazione all'odio e alle ostilità interetnici. I servizi hanno sequestrato parte della tiratura trovata nella redazione del giornale durante la perquisizione come elemento di prova del reato di separatismo. I servizi e gli organi della procura hanno avviato le procedure di chiusura del giornale.


A novembre dello scorso anno il direttore di "Vesti", il maggior quotidiano dell'Ucraina, aveva fatto sapere che i servizi avevano perquisito la redazione del suo giornale e aperto un'azione penale contro i giornalisti per "attentato all'integrità territoriale dell'Ucraina". Konstantin Dolgov, responsabile presso il Ministero degli esteri russo delle questioni dei diritti umani, della democrazia e della supremazia del diritto, ha dichiarato che  "la perquisizione dei locali del giornale così come il divieto di trasmettere imposto a 15 canali russi rappresentano l'ennesima mossa delle autorità di Kiev per neutralizzare i media scomodi e far tacere i dissidenti".


Il 18 giugno a Mariupol è stato sciolto il giornale "Voglio il ritorno dell'URSS" che usciva dal 2011. Il direttore Sergej Dolgov è stato picchiato da banditi mascherati e portato via in un luogo ignoto. Le ricerche dei servizi e del Ministero degli interni ucraini non hanno avuto esiti. Ancora non si sa cosa gli sia successo. Le ricerche  continuano.


Il nostro giovane compagno   Aleksandr Gerasimov, che aveva già scontato 10 anni di galera per i fatti di Odessa, si è ritrovato al centro degli avvenimenti accaduti, ancora ad Odessa, il 2 maggio 2014 nella sede  sindacati data alle fiamme dai fascisti di Kiev. Alessandro è sopravvissuto per miracolo, è stato ricoverato in ospedale per ustioni e fratture. Adesso continua a curarsi in casa. Ringraziamo tutti coloro i quali lo hanno aiutato. Ringraziamo ugualmente anche  coloro i quali hanno sostenuto moralmente e materialmente A.A.Maevskij.


Dobbiamo intensificare l'attività a tutela dei prigionieri politici divulgando i materiali in loro difesa. Al CC del VKPB abbiamo ricevuto appelli di appoggio ad A.A.Maevskij anche dall'estero.   


Per l'Anno 2015 appena iniziato il CC del partito augura a tutti i compagni e simpatizzanti in Russia, nel territorio della ex URSS e all'estero successi nella comune e difficile lotta contro l'imperialismo in tutte le sue manifestazioni. 


Auguriamo a tutti VOI, cari amici, salute, lunga vita e di poter vedere insieme l'inizio della nuova era, la vittoria del socialismo nel nostro pianeta e innanzi tutto la rinascita dell'URSS.


Il nostro lavoro per la rivoluzione socialista continua! 


N.A.Andreeva

17 dicembre 2014

Traduzione dal russo di Stefano Trocini 

Fonte: www.vkpb.ru  30/12/2014

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