Lunedì, 15 Dicembre 2014

CHE FACCIAMO, ASPETTIAMO "DESERT STORM"?

COMUNICAZIONE DELLA BANCA CENTRALE RUSSA

 

Il governatore Nabiullina ha stimato che nel 2015 la fuga di capitali dalla Russia ammonter√† complessivamente a 120 miliardi di dollari. Lo ha affermato gioved√¨ scorso durante una conferenza stampa. A causa dei mutamenti della situazione economica e della caduta libera dei prezzi del petrolio la Banca Centrale ha modificato gli scenari di base dello sviluppo nazionale e adesso aspetta che i prezzi dell' "oro nero" si attestino intorno ad una media di 80 dollari al barile.

 

COMMMENTO

 

Guardando alle intenzioni palesate dal governo ed alle decisioni della Banca Centrale dopo il Messaggio del presidente all'Assemblea Federale vengono letteralmente i brividi... Si ha l'impressione che il presidente pronunci discorsi tranquillizzanti per addormentare il popolo e mantenere alto lo spirito patriottico, mentre il governo insieme alla Banca Centrale sono impegnati entrambi in un lavoro teso a distruggere definitivamente l'apparato industriale ed agricolo del paese.

 

Tutti i ragionamenti secondo i quali il governo sarebbe in grado di assicurare gli adempimenti di natura sociale che  interessano i cittadini , e la copertura in rubli del bilancio dello Stato non soffrirebbe affatto per il crollo del corso della divisa nazionale, tanto che gli impegni verrebbero tutti onorati, ci confermano che o provengono da incompetenti, o sono rivolti nelle intenzioni ad una platea di ingenui.

 

Adesso, in pratica, tutto quel che produce l'industria della Russia non pu√≤ fare a meno di componenti di provenienza straniera. Che dire, se persino i caccia delle Forze Armate russe hanno componenti elettronici israeliani? Questo significa che al momento giusto i nostri apparecchi da combattimento potrebbero non essere in grado di decollare dalle piste. Pare proprio che "Desert Storm" non ci abbia insegnato un bel nulla.

 

Intanto ciascun cittadino comune e l'intero popolo si impoveriscono sempre di pi√Ļ a causa del calo del corso della divisa nazionale. Ed il capo del governo Medvedev non ci deve rassicurare, dicendo che siamo tutti sulla stessa barca. In realt√† siamo in una barca che fa acqua da tutte le parti.

 

L'innalzamento del tasso di sconto praticato dalla Banca Centrale al 10,5% √® micidiale per i piccoli e medi imprenditori e strozza l'industria,  che necessita di crediti a lungo termine. Se si percorre tutta la catena produttiva ed economica (cosa che evidentemente non interessa n√® alla Banca Centrale, n√® al governo), si capisce bene che la decisione della BC favorisce soltanto l'impennarsi della spirale inflazionistica e la riduzione dell'offerta di beni, senza incentivare minimamente la sostituzione delle importazioni con la produzione interna.

 

E' indispensabile passare immediatamente ad una economia di mobilitazione*.

 

N.BELJAEV, Voronesh

 

Traduzione dal russo di Stefano  Trocini

 

 Fonte:www.sovross.ru, 13.12.2014

 

 

* "La mobilitazione economica si riferisce ad ogni sforzo tendente a far convergere le energie produttive verso uno scopo preciso (per esempio in periodo bellico)". Dal "Dizionario di Economia e Finanza" della Enciclopedia Treccani (n.d.t).

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