Martedì, 25 Novembre 2014

PROCLAMAZIONE DELL'INSURREZIONE POPOLARE IN BURKINA FASO
Documento del Partito Comunista Rivoluzionario del Volta

Nell'Alto Volta, chiamato Burkina Faso, si era creata una situazione rivoluzionaria, che il 30 ottobre scorso Ã¨ sfociata nella rivolta e nella cacciata di Blaise Campaoré, avvenuta il giorno successivo nonostante le sporche manovre di questo autocrate tese a conservare ad ogni costo la sua carica di capo dello stato neocoloniale. I nostri uomini nelle diverse aree del paese e una gran massa di giovani hanno conseguito una importante vittoria e dimostrato maturità politica escludendo imprecisate trattative e manifestando enorme coraggio di fronte a repressioni barbariche che hanno provocato decine di morti e feriti. Questo movimento popolare di importanza storica si è diffuso in tutto il paese come un incendio dopo le dimostrazioni convocate il 29 ottobre dall'opposizione borghese reazionaria guidata dalla Coalizione contro l'aumento del caro vita . Abbiamo la dimostrazione che se la gente si ribella nessuna repressione e nessun terrore possono fermarla.

 

L'insurrezione popolare è maturata dopo la comparsa sulla scena politica di un movimento sociale con autonome e precise rivendicazioni, movimento che in passato aveva subito senza protestare ogni sfruttamento. La gente, invece, deve imparare a decidere da sé del proprio destino, a condurre una dura lotta per uscire dalla miseria e dalle condizioni di degrado in cui versa da decenni, specialmente dopo l'avvento della quarta repubblica di Blaise Campaore, chiaro modello di sfruttamento neocoloniale.

 

In effetti dai tempi delle rivolte per la fame del 2008 non c'era stato giorno in cui i contadini poveri, gli operai e gli impiegati, gli strati più miseri della popolazione urbana, manovali, piccoli artigiani, commercianti,  soprattutto ragazzi senza occupazione, non avessero protestato, non si fossero sollevati per il diritto a una vita migliore, alla giustizia e alla libertà, per modificazioni reali nel senso del progresso.

 

Abbiamo oggi un'espressione pratica e concreta della profonda crisi rivoluzionaria che ha sconvolto il paese dal giorno dell'assassinio del giornalista Norbert Zongo e di tre suoi colleghi, il 13 dicembre 1998. Questa crisi rivoluzionaria è anadata via via espandendosi fino a raggiungere l'attuale livello con una inaudita ampiezza del moviemnto nell'intero paese.  Il tutto è avvenuto in seguito alla mobilitazione di massa  ed alle marce di protesta, nonché agli incontri tenutisi tra l'opposizione reazionaria borghese con alla testa la Coalizione contro l'aumento del caro vita e i sindacati nei mesi di giugno-luglio 2013 e durante l'intero 2014. La profondità della crisi è risultata tale da portare allo sfaldamento del partito di governo, Congresso per la democrazia e il progresso, ed alla costituzione di una diversa impalcatura politica nazionale. Gli obiettivi erano quelli di migliorare fondamentalmente il tenore di vita della gente e di riformare il sistema di governo neocoloniale del paese, soprattutto negli aspetti connerssi con la matrice francese. Alcuni fatti che qui sotto elenchiamo dimostrano perchè vi siano stati pure il crollo della struttura mafiosa del regime autoctatico di Blaise Campaoré e l'esplosione dell'ira e della lotta:

 

- indebolimento dell'apparato funzionale e discredito generale, colpi inferti agli istituti repubblicani (governo, parlamento, sistema giudiziario), giocattoli nelle mani del capitano Campaorè e del suo clan mafioso usati invariabilmente nei loro propri interessi;

 

- propensione esplicita alla monarchizzazione del potere con crescente intreccio tra imprenditori, leader tradizionali e strutture religiose;

 

 - restringimento graduale delle libertà con il pretesto della lotta alla criminalità organizzata, accompagnato da sparizioni e atti arbitrari, da un gran numero di rese di conti banditesche o eliminazioni mascherate di concorrenti politici;

 

- impunità garantita a criminali sanguinari smascherati dal movimento democratico e rivoluzionario;

 

- corruzione dilagante nella sfera socioeconomica e connivenza con la criminalità economica;

 

- permamente crescita dei prezzi e impoverimento costante di ampi strati della popolazione;

 

- espansione del fronte sociale d'opposizione e  impegno sempre più assiduo delle masse popolari nella battaglia per il pane e la libertà tramite molteplici  azioni e manifestazioni organizzate dal nostro partito.

 

L'insurrrezione popolare del 30 ottobre si giustifica alla luce dell'approfondimento della crisi rivoluzionaria in Burkina Faso. Tuttavia ben presto la classe operaia e la popolazione hanno potuto constatare che i successi conseguiti con tanta difficoltà sono minacciati ed utilizzati per i propri fini dai clan golpisti dell'esercito neocoloniale, gli stessi clan che hanno proclamato il colpo di stato millitare reazionario. Il loro obiettivo finale è quello di strangolare il processo rivoluzionario per salvare il sistema neocoloniale fallimentare. L'opposizione borghese reazionaria che si dichiara per i mutamenti rivoluzionari tratta nel contempo con gli alti comandi militari per "un governo di transizione che le permetta di salvare le proprie posizioni nel quadro del potere neocoloniale".

 

I governi imperialistici (Francia, USA ed Unione Europea) cercano di giungere ad una soluzione che consenta la salvaguardia dei loro interessi economici e geostrategici in Burkina Faso e nella subregione dell'Africa Occidentale. Essi non trascurano il ruolo avuto dalla loro ex pedina Blaise Campaore, che ha condentito loro di avere nel paese  presidi militari tali da rendere il Burkina Faso una piattaforma strategica per l'aggressione e lo sfruttamento della popolazione di una intera regione. Il movimento popolare però resta vigile ed è pronto a battersi pur di non farsi defraudare della vittoria. Il movimento democratico rivoluzionario  guidato dal partito si contrappone nella situazione esitente ai militari e invita le masse a proseguire la lotta per approfondire il processo rivoluzionario. Il Partito Cominista Rivoluzionario del Volta (PCRV) invita la classe operaia, la gente e la gioventù a consolidare l'organizzazione della lotta specialmente rispetto alla Coalizione contro l'aumento del costo della vita e ad attrezzarsi per rovesciare il regime neocoloniale e formare un governo provvisorio rivoluzionario e un'assemblea legislativa capace di costruire una moderna repubblica democratica.

Il PCRV si appella alla solidarietà internazionale  contro la repressione del movimento democratico rivoluzionario e la crescita dell'ingerenza delle forze imperialistiche nel paese.

 

Pane e libertà al popolo!

 

Viva l'internazionalismo proletario!

 

1 novembre 2014

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

 

Fonte:www.krasnoetv.ru,  pubblicato l'11 novembre 2014

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