Domenica, 26 Ottobre 2014

DICHIARAZIONE URGENTE DEL COMANDANTE STRELKOV: KIEV VUOLE COLPIRE RAPIDO E "FARE LA PACE"

Mi giungono in queste ore continue informazioni sull'intento delle forze armate ucraine e delle bande della guardia nazionale di attaccare Donetsk. Negli ultimi giorni il nemico ha intensificato improvvisamente l'attività dei suoi centri spionistici, nonché i colpi di artiglieria contro le posizioni degli insorti, i quartieri residenziali e gli edifici industriali.

 

Vengono impiegati massicciamente i sistemi pesanti di fuoco a raffica, gli obici di grosso calibro ed i razzi tattico-operativi  "Topka-V". Fra la popolazione civile in questa fase di cosiddetta tregua le vittime superano quelle di un mese fa, quando erano in pieno corso le operazioni belliche. Due unità d'assalto del nemico con chiare caratterisiche offensive si stanno dirigendo verso la capitale della Repubblica Popolare di Donetsk da nord-ovest e sud-ovest.

 

Una terza unità concentrata nella zona di Debalcevo potrebbe colpire Shachtiorsk o, più in profondità, Krasnyj Luch e Antracit per portarsi a ridosso del confine con la Russia attraverso i territori della RPD e della RPL meno protetti dalle formazioni degli insorti, in modo da assumerne immediatamente il controllo e tagliare così tutte le possibili vie di rifornimento.

 

Se le forze messe insieme da Kiev verranno impegnate in combattimento in modo simultaneo e con determinazione i reparti degli insorti, poco numerosi, scarsamente armati e non ben guidati, potrebbero essere rapidamente sgominati senza l'aiuto diretto della Russia e la neonata Novorossija cesserebbe di esistere.

 

Basandomi sui dati in mio possesso, oltre che sulle informazioni e le analisi di persone competenti, prevedo che l'attacco delle truppe ucraine punterà soprattutto a conquistare le città di Donetsk e Makeevka che costituiscono il più grande e importante agglomerato dell'intera regione.

 

Come pretesto per l'attacco potrebbe valere qualsiasi provocazione, materia in cui la giunta di Kiev è ormai maestra. L'attacco può essere soltanto fulmineo e deciso, diretto al conseguimento di un risultato immediato, poiché altrimenti non avrebbe alcun senso. La parte ucraina sa bene che se l'operazione dovesse rallentare diverrebbe elevata la probabilità di un intervento della Russia.

 

L'obiettivo delle forze militari ucraine è di prendere Donetsk, o almeno una parte di essa, prima che la dirigenza russa decida di intervenire. Poi si potrebbe dichiarare una cessazione unilaterale delle ostilità ed indirizzare ad USA e UE attestati di fedeltà alla soluzione pacifica del conflitto.

 

La cosa più importante è non lasciare alla dirigenza russa il tempo di prendere una decisione adeguata. Gli stessi personaggi che soltanto poco tempo fa sono riusciti a fermare l'offensiva su Mariupol, ormai abbandonata dalle truppe ucraine, dovrebbero svolgere fino in fondo il compito di frenare la risposta militare all'aggressione di Kiev. 

 

Per dirla semplicemente,  Kiev ha deciso di rischiare, di colpire con rapidità e quindi tentare nuovamente di "fare la pace", stavolta alle proprie condizioni (poiché senza Donetsk, o con la capitale divisa dalla linea del fronte, non si potrà neppure parlare di sovranità della Novorossija). Se questo piano dovesse avere successo, si verificherebbe la più pesante sconfitta politico-militare della Federazione Russa dopo il 1991 con effetti sconvolgenti nel campo della politica interna del paese.

 

Al riguardo rivolgo ai rappresentanti di tutti i servizi russi che controllano l'adempimento degli accordi di Minsk la preghiera di prestare attenzione ai progetti degli squadristi ucraini e di informare il presidente delle probabili conseguenze della loro realizzazione per il popolo russo del Donbass e per la Russia.

 

Traduzione di Stefano Trocini

Fonte: www.sovross.ru 23/10/2014

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