Giovedì, 31 Luglio 2014

LA CONSEGNA DELLE REPUBBLICHE POPOLARI SALVERA' IL CREMLINO?

Chi pu√≤ non volere l'integrit√† territoriale di un paese confinante, come sotiene di volerla il presidente della Russia? Chi pu√≤ dirsi contrario a negoziati sotto l'egida dell'OSCE con la partecipazione delle parti in conflitto? E, infine, chi pu√≤ opporsi alla rinuncia all'uso della forza militare nel territorio del  paese confinante, rinuncia sostenuta a chiare lettere dal presidente della Russia?

 

Sarebbe un'eresia essere contrari a tutto questo, sarebbe come odiare l'umanit√†, fomentare la guerra. Pertanto hanno  diritto di esprimere la propria contrariet√†, o almeno di mostrare risentimento, soltanto coloro i quali con le armi in pugno difendono, non per spavalderia, ma perch√® costretti, il loro diritto ad una vita diversa, a condizioni diverse di esistenza, in uno Stato diverso e, soprattutto, a diverse aspettative di vita.

 

Noi, probabilmente, non abbiamo diritto di bocciare questo o quel piano di pace, di contestare il sostegno ad esso espresso dal nostro capo di stato, di opporci persino alla sua richiesta al Consiglio della Federazione di revocare il voto che consentiva eventualmente l'uso delle forze armate russe fuori dei confini nazionali. Per√≤ abbiamo il diritto ed anche il dovere, vista la situazione, di nutrire dei dubbi circa la coerenza degli atti intrapresi dalle nostre autorit√† nel conflitto in corso.

 

Su cosa verte il negoziato? Sostanzialmente sul ritorno della Novorossija a far parte di una Ucraina unitaria, sia pure nel contesto di un futuro (promesso) "consistente decentramento del potere", fermo restando il diritto di utilizzare la propria lingua madre e di avere ampi spazi di autonomia, ma senza nessuna "federalizzazione", cio√® all'interno dello stato unitario. 

 

In queste condizioni che c'è da negoziare?

 

Ad esser seri non c'√® nulla da negoziare. In pratica ci sono soltanto condizioni di capitolazione della Novorossija nei confronti di Kiev, condizioni pi√Ļ o meno onorevoli ma pur sempre di capitolazione. Capitolazione anche della Russia di fronte all'Occidente. E allora ci chiediamo per che cosa ci siamo battuti? Per il diritto ad una capitolazione pi√Ļ o meno onorevole?

 

Quando sparano i cannoni e scoppiano le bombe, quando soprattutto soffre la popolazione civile, la cessazione del fuoco rappresenta un obiettivo a se stante, un obiettivo a prescindere, ma poi? La gente non ha imbracciato le armi per stupidit√† o per puro spirito di avventura.

 

Qui le alternative sono due: o questa gente √® talmente esasperata da non credere pi√Ļ alla possibilit√† di salvaguardare senza la lotta armata i propri diritti e i propri interessi, in altri termini √® stata brutalmente provocata; oppure √® stata illusa da qualcuno, indotta a credere in un suo futuro e garantito successo.

 

Forse ci sono ambedue le cose: qualcuno non ne poteva pi√Ļ, √® stato provocato, ma poi si sono aggiunti  incoraggiamenti, sollecitazioni.

 

Per la prima parte noi russi non c'entriamo, l'estrema esasperazione ed il disagio sono oggettivi. Per la seconda parte, chi poteva avere se non noi, la Russia, interesse ad incoraggiare, a sollecitare il malcontento.

 

Qualcuno pu√≤ dire che  le autorit√† russe, in effetti, non hanno mai assunto impegni irresponsabili rispetto alla Novorossija. Il presidente aveva proposto addirittura il rinvio dei referendum sull'indipendenza delle regioni di Doneck e Lugansk,  la Russia non ha neppure riconosciuto ufficialmente le due nuove repubbliche.

Noi, per√≤, non abbiamo a che fare con dei burattini cui si possano dare ordini o patenti di affidabilit√† da ritirare in seguito quando fa comodo. Abbiamo incitato il Sud-Est alla lotta ed incoraggiato chi ha preso le armi parecchio prima che il Cremlino mutasse (o almeno formulasse con esattezza) la propria posizione sulla opportunit√† o meno del distacco della Novorossija dall'Ucraina. L'esempio della Crimea era stato recepito in modo netto ed inequivocabile. 

 

E' ingenuo o retorico chiedersi se i nostri principali mass-media abbiano assunto autonomamente una  posizione di condizionamento dell'opinione pubblica o se (come avviene per i media occidentali) abbiano agito d'intesa con il potere, magari senza abbracciane le tesi ufficiali, ma assecondandone comunque le intenzioni?

 

Dopo la risposta a questo interrogativo, che appare sconata,  mi prene  sottolineare una questione di fondo fra tutte quelle di cui si √® parlato alla TV negli ultimi mesi: la guerra nel Sud-Est ucraino √® una guerra tra chi e chi? I difensori della Novorossija difendono soltanto se stessi e i loro vicini o difendono alche qualcun altro? Ad entrambe queste domande la schiacciante maggiornaza dei media russi ha dato una risposta precisa ed inequivicabile: lo scontro non avviene fra "separatisti filorussi" e potere unitatrio ucraino,  in realt√† si svolge, sia pure per interposta persona dei "banderisti dell'Ovest" e sotto la guida dell'intera oligarchia ucraina, una fase della Grande guerra fra l'Occidente orientato al dominiuo planetario ed il Mondo russo.

 

I difensori della Novorossija difendono non soltanto se stessi, ma anche la Russia e l'intero Mondo russo.

 

E' evidente che la propaganda segue il metodo "dell'interruttore": oggi lo gira da una parte, domani dall'altra. ma nel notro caso si pu√≤ girare e rigirare l'interruttore a proprio piacimento? E, senza batter ciglio, cancellare la Grande guerra, riducendola ad un semplice conflitto locale esterno da spegnere mercanteggiando condizioni pi√Ļ o meno accettabili per la Novorossija, che d'un tratto dovrebbe magicamente "sentirsi a proprio agio" dentro "l'Ucraina unita"?

 

Cosa avr√† la Novorossija da un "successo" delle trattative? Ammettiamo che il problema della lingua venga risolto. Ammettiamo anche che tutto venga pacificato e i combattenti per l'indipendenza riescano ad evitare postume persecuzioni, cosa  impossibile. Che, in altri termini, non siano candidati a marcire in galera, che il passato sia dimenticato e tutte le porte siano per loro aperte. E' chiaro che nessuna OSCE pu√≤ garantire tutto ci√≤, ma facciamo ugualmente una simile ipotesi. Ammettiamo che la decentralizzazione sia tale da permettere agli abitanti del Sud-Est di eleggersi dirigenti cui sia possibile spendere in autonomia le entrate dei propri bilanci...

 

Ma, ci chiediamo, da dove arriveranno queste entrate? Forse dall'integrazione economica nella UE ?... Ma se tutto √® cominciato proprio da qui. Dall'eventualit√† di consegnare l'Ucraina alla sudditanza coloniale dentro l' Unione Europea, sbandierata come associazione ai "valori" di questa comunit√†? O, al contrario, dalla eventualit√† di entrare nell'Unione doganale con la Russia, dove il Sud-est ucraino avrebbe avuto una prospettiva economica? Forse non brillante, ma non peggiore di quella delle regioni pi√Ļ o meno svilupate della Russia, o della Bielorussia, o del Kazachstan. E la Russia  ha premuto su Azarov e Janukovich perch√© si schierassero dalla sua parte, e allora l'Occidente ha affrettato il golpe ed impedito alla Russia di scongiurare l'annessione dell'Ucraina all'Occidente.

 

E adesso? Quale "agio" dovrebbe provare la Novorossija  dentro l' "Ucraina unita"  consegnata mani e piedi  all'Occidente? Persino in caso di strabiliante successo delle trattative, persino in caso di accettazione della "federalizzazione" da parte di Kiev, eventualit√† del tutto impossibile.

 

Dobbiamo ricordare che anche  nella pi√Ļ ampia federalizzazione la politica degli scambi con l'estero √® appannaggio del potere centrale. Questo significa che dentro l' "Ucraina unita", malgrado tutte le possbili concessioni, il Sud-Est resterebbe in un spazio economico separato dalla Russia e sotto il totale controllo dell'Occidente.

 

Dunque alla domanda se la decentralizzazione dell'Ucraina potrà salvare la Novorossija vi è una sola risposta e mi auguro che sia chiara.

 

Ma il Cremlino riuscir√† a salvarsi consegnando la Novorossija? Riuscir√† la Russia ad evitare in tal modo lo scontro con l'Occidente, a pacificarsi con esso?

 

 

Jurij Boldyrev

scrittore

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini 

Fonte: www.sovross,ru, 28.06.2014

Letto 599 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.