Lunedì, 09 Giugno 2014

LE MASSIME AUTORITA' DELLA RUSSIA CONTINUANO A TACERE VIGLIACCAMENTE
Nota di Nina Andreeva e lettera aperta del Comitato Centrale del VKPB al presidente Vladimir Putin (05.06.2014)

Il 6 maggio il Comitato Centrale del VKPB aveva indirizzato una lettera aperta al presidente della FR V.V.Putin, al ministro della Protezione Civile V.A.Puchkov, al ministro della Difesa S.K.Shojgu, esortandoli ad organizzare una operazione umanitaria per gli aiuti alla cittadinanza del Sud-Est ucraino. Questa nostra Lettera era stata protocollata presso l'amministrazione del presidente il 7 maggio. Non abbiamo ricevuto nessuna risposta. Ecco quanto è scritto nella lettera :

"Non si possono lasciare senza aiuto i nostri compatrioti e continuare a credere in un effetto positivo delle trattative diplomatiche nell'immediato futuro. Per la controparte della Russia la diplomazia nel suo insieme rappresenta un mezzo per mascherare le proprie intenzioni e rifiutarsi di compiere subito atti concreti e indispensabili al fine di tutelare la popolazione civile del Sud-Est dell'Ucraina colpita dalla furia della canaglia neofascista e nazista. 

Esortiamo ancora una volta  VOI TUTTI a prestare un aiuto effettivo ai nostri compatrioti nel territorio dell'Ucraina. I cittadini della Russia ed i cittadini del Sud-Est ucraino aspettano al più presto da VOI una decisione in tal senso."

Il 3 giugno 2014 il leader della Repubblica Popolare di Lugansk V.Bolotov in una conferenza stampa pubblicata dopo il barbaro bombardamento di Lugansk e l'attacco aereo alla sede dell'Amministrazione Regionale del 2 giugno ha chiesto alle autorità della FR di "inviare un contingente di pace nel territorio della nostra Repubblica o almeno di dichiarare lo spazio aereo sulla RPL no fly zone". Ancora prima, il 24 maggio, era stato diffuso l'Appello dei popoli della RPD e della RPL al mondo per "un aiuto urgente ed una reazione adeguata a quanto accade nella nostra terra minacciata di sterminio da parte delle forze nazifasciste utilizzate dal regime ucraino".

Tutte le persone oneste all'estero non sopportano il banditismo e la ferocia della giunta di Kiev verso la popolazione pacifica del Sud-Est e sono pronte a battersi insieme ai combattenti del Donbass contro i nuovi fascisti.

In Internet è comparsa negli ultimi tempi una notizia secondo cui si sta tentando di formare una brigata internazionale di appoggio alla RPD ed alla RDL composta dei cittadini dell' Unione Europea che arrivano nel Sud-Est ( un analogo delle brigate internazionali sovietiche che nel 1936-1938 combatterono contro i nazionalisti spagnoli del generale Franco).

Questi volontari della UE considerano un genocidio la condotta della giunta di Kiev  nel Sud-Est ucraino. Essi sono convinti che la giunta non sia autonoma, ma esegua in realtà ordini provenienti dal Dipartimento di Stato USA e dalla NATO, altrimenti non si spiega il martirio del proprio popolo.

Giorni fa da canali ufficiali si è avuta notizia di volontari polacchi giunti nella Repubblica Popolare di Doneck. Il coordinatore del gruppo Bartosc Beker, studente di Scienze Politiche, ha incontrato Denis Pushilin, dirigente della RPD, esprimendogli il proprio appoggio al Sud-Est ucraino. Se la giunta non fermerà le spedizioni punitive nella Repubblica popolare di Novorossija presto i rivoli sottili di volontari che attraversano la frontiera per confluire nell'esercito della RPD e della RPL diventeranno fiumi di brigate internazionali. Anche in Ungheria è in corso il reclutamento di unità combattenti volontarie per la libertà della Novorossija (anna-news.info.htm del 31.5.2014).

Un veterano tedesco ultranovantenne della seconda guerra mondiale, attivo nel fronte orientale, ha detto che nonostante la malvagità dei fascisti "i tedeschi non hanno mai bombardato le proprie città". Dobbiamo infine rilevare che i combattenti del fronte popolare del Donbass hanno scoperto che dai corpi di alcune persone assassinate erano stati sottratti gli organi interni ... Che gli uomini della giunta di Kiev facciano affari con i trapianti degli organi delle persone da loro stessi assassinate?..

Cosa può e deve fare la Russia per assistere il Donbass in lotta? Sulla questione s'è espresso il presidente dell'Accademia di geopolitica generale di corpo d'armata Leonid Ivashov. Alla domanda del corrispondente di NAKANUNE.ru (www.nakanune.ru) del 28.05.2014 "Perché  la Russia non fa nulla, come pensano in tanti, e cosa dovrebbe fare fin da subito?" il generale ha risposto: "La Russia si sta esaltando per le vittorie nell'hockeysul ghiaccio, per la riunificazione della Crimea, per le Olimpiadi, per il Forum economico a San Pietroburgo, ecc., ecc... ma non affronta, come di dovere, la situazione del Sud-Est ucraino. Non vediamo nessuna offensiva politico-diplomatica. Già da tempo si doveva pretendere la convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza dell'ONU, proporre una risoluzione per la no fly zone e la cessazione delle brutalità, chiedere una Commissione del Consiglio di Sicurezza, come pure della OSCE e di altre organizzazioni internazionali. Da tempo si sarebbe dovuto fornire una valutazione giuridica internazionale di questo fascismo manifestatosi in Ucraina. Inoltre, secondo me, già oggi la Russia per bocca del suo presidente o del suo ministro degli esteri dovrebbe emettere un ultimatum di questo tono: "Se entro ventiquattro ore non cessano i bombardamenti e l'assassinio della popolazione civile la Russia procederà al riconoscimento dell' indipendenza della Repubblica Popolare di Lugansk e della Repubblica Popolare di Doneck con tutte le conseguenze che ne deriverebbero". Infine, è indispensabile prestare assistenza umanitaria alla regione, mobilitare le organizzazioni umanitarie mondiali come la  Croce Rossa, l' UNESCO, ecc. Voglio dire che l'offensiva diplomatica deve  svilupparsi in tutte le direzioni e far leva sulla forza militare.

Certo non si possono introdurre truppe nel Sud-Est ucraino, però non si può neppure ritirarle dalla frontiera in maniera oltre tutto non coordinata, quando il presidente dice una cosa e il ministero della difesa un'altra. Che facciamo? Ci ritiriamo di fronte alla pressione dei fascisti! Quelli sono territori nostri, è nostro diritto costituire dei contingenti, permettere alla società civile, alle associazioni di ufficiali e cosacchi di formare reparti di volontari ed organizzarne l'addestramento per poterli inviare nella regione. Noi possiamo prestare appoggio politico alle forze della milizia popolare ad ai governi delle repubbliche. Si può fare molto, mostrare la forza militare, svolgere la controffensiva politico-diplomatica e prestare aiuto umanitario. Questo è il nostro dovere".

All'altra domanda del corrispondente se "si può creare un corridoio per gli aiuti umanitari, l'accoglienza dei profughi e dei bambini e infine - la cosa più importante - per i rifornimenti di armi ai combattenti", il generale Leonid Ivashov ha così risposto: "Il corridoio umanitario si sarebbe dovuto creare già da tempo insieme alla Croce Rossa, all'OSCE ed alle altre organizzazioni umanitarie internazionali. Un corridoio prettamente umanitario, attraverso il quale accogliere i rifugiati e i feriti, prestare assistenza, inviare cibo e medicinali e tutto quanto serve alla popolazione. Questo avremmo dovuto farlo da tempo. Quanto alle forniture di armi e armamenti occorrerebbe riconoscere l'indipendenza delle due repubbliche e subito dopo la firma dell'atto di riconoscimento siglare con esse un accordo di aiuto reciproco con tutte le conseguenze che ne deriverebbero".

Quanto alla cosiddetta "indipendenza" dello Stato ucraino vi è una notizia interessante. 

Il 7 aprile 2014 l'ottavo Segretario generale dell'ONU Ban Ki-moon ha rilasciato una stupefacente dichiarazione oscurata dai media e dalla rete internet in Ucraina

Al Consiglio di Sicurezza dell'ONU era stato posto all'ordine del giorno un problema di conflitto  interstatale ed alla fine s'era concluso che: dal 25 dicembre 1991 l'Ucraina non ha registrato le proprie frontiere. Alle Nazioni Unite non esiste comunicazione dei confini dell'Ucraina in quanto stato sovrano. 

Si può dunque sostenere che da parte della Russia non ci sono state, né potevano esserci violazioni contro l'Ucraina. In base al Trattato CSI il territorio dell'Ucraina è una entità amministrativa dell'URSS. Pertanto, non si può accusare nessuno di separatismo e modificazione violenta delle frontiere ucraine. Nell'ambito del diritto internazionale l'Ucraina non ha frontiere ufficialmente dichiarate. Per saperne di più si veda il sito: http://novorus.info/news/events/16657-gosudarstva- ucraina-net-i-nikogda-ne-bylo.html.

Tutto questo sta a significare che la Russia, in quanto erede dell'Unione Sovietica, avrebbe potuto  fin dai primi giorni dopo il golpe fascista introdurre proprie truppe di pace non solo in Crimea, ma anche a Kiev ed arrestare gli impostori. Il ministro degli esteri S.Lavrov non poteva non saperlo. Perché la Russia non ha mai parlato della virtualità dell' "indipendenza" ucraina e dunque della infondatezza di tutte le pretese della giunta di Kiev? 

Noi speriamo tanto che le autorità russe finalmente si mostrino capaci di assumere le necessarie decisioni a sostegno del Donbass in lotta e che V.Putin in persona dimostri al mondo di essere il LEADER  di un grande stato come la Russia nei fatti e non secondo i rating fasulli pubblicati dalla stampa borghese adulatrice.

N.A.Andreeva

Segretario generale del VKPB

Leningrado, 5 giugno 2014

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte: www.vkpb.ru, 06.06.2014

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