Martedì, 03 Giugno 2014

I LAVORATORI TORNANO ALLA RIBALTA DELLA STORIA
Documento del CC del VKPB all'indomani delle elezioni presidenziali in Ucraina

donbassIl 25 maggio si sono svolte le elezioni indette in gran fretta dalla giunta di Kiev per legittimarsi agli occhi dei suoi "partner" occidentali.

Ha prevalso, come previsto, l'oligarca Poroshenko, finanziatore di "euromaidan", che aveva già superato l'esame di obbedienza agli Stati Uniti ed il 25 maggio ha soltanto avuto una formale investitura tramite la farsa elettorale. Va segnalato, in particolare, il passaggio del potere da una oligarchia all'altra, più marcatamente proamericana. Fin'adesso la borghesia oligarchica si era servita di burocrati per imporre la politica del grande capitale, ora il grande capitale assume in prima persona il potere politico, senza affidarsi più a burocrati retribuiti. A questo punto la piccola borghesia si è schierata in parte con il proletariato del Donbass dallo stesso lato della barricata.

Obama ed i leader delle maggiori potenze imperialistiche, sponsor del colpo di stato fascista del 22 febbraio, delle sanguinose operazioni "antiterrorismo" contro la RPD e la RPL, del terribile rogo del 2 maggio ad Odessa, hanno subito dichiarato "legittime" le elezioni. All'Occidente non importa che al voto non abbia preso parte il Donbass con i suoi 6,6 milioni di abitanti, che in una serie di altre regioni l'affluenza sia stata sotto il 50% e che in altre si sia votato letteralmente sotto le raffiche delle mitragliatrici, per non dire delle minacce di "settore destro" ("se non vi presentate alle urne veniamo a trovarvi").

Uno dei primi ordini impartiti dal neoeletto da Obama Poroschenko ha riguardato l'intensificazione delle operazioni belliche contro il popolo del Donbass con razzi, bombe, sistemi di fuoco a ripetizione ed altre armi pesanti, che hanno sommerso di sangue Donetsk, Slovjansk ed altre località.

La condotta del fascista Poroshenko appena insediatosi al potere ha stracciato immediatamente qualsiasi possibilità di costruire uno Stato federativo e finanche confederale. La dichiarazione di Jatsenjuk, facente funzioni di primo ministro, circa la nomina in tutti i dicasteri di un viceministro aggiunto come "consulente per i problemi della integrazione europea" dimostra che l'Ucraina sta per essere data in pasto agli USA ed all'Occidente e non intende dotarsi di una propria politica indipendente, cacciando in tal modo il popolo in uno stato di asservimento.

Quel che sta facendo ora il potere oligarchico di nazisti come Kolomojskij, Poroshenko e soci (schieramento proamericano) non potrà non innescare una esplosione di massa del malcontento popolare e l'accelerazione dei processi di unificazione non soltanto nel Sud-Est, ma anche nel resto del paese. A causa dell'inevitabile e generale collasso dell'economia si verificherà un intollerabile impoverimento dei lavoratori ucraini. L'Occidente, che non ha il minimo interesse a migliore le condizioni di vita del popolo, deluderà le speranze in un suo intervento assistenziale. Lo dimostrano eloquentemente le richieste della UE di riduzione della  spesa sociale, di tagli salariali, di aumento dei prezzi interni come condizioni per lo stanziamento di "aiuti" finanziari all'Ucraina. Ne consegue che le manifestazioni contro la guerra di moltiplicheranno.

I LAVORATORI sono tornati alla ribalta della STORIA.

Il 24 maggio a Donetsk il Congresso dei rappresentanti del popolo ha sancito la nascita della Novorossija attraverso l'unione della RPD e RPL. All'Unione, come si è stabilito, potranno aderire altre regioni dopo lo svolgimento di un referendum per la indipendenza.

Ai lavori del Congresso hanno partecipato i delegati di Kharkov, Zaparozhe, Dnepropetrovsk, Odessa, ecc. (in tutto 145 delegati in rappresentanza di 8 regioni del Sud-Est ucraino). L'assemblea, infine, ha dato vita al "Fronte Popolare", unione politico-sociale del Sud-Est di cui si prevede l'estensione anche alle altre regioni dell'Ucraina. 

 

Diventa sempre più efficace la ferrea opposizione del popolo insorto alla oligarchia criminale. Il 27 maggio i minatori del Donbass hanno indetto uno sciopero ad oltranza per il ritiro delle truppe della giunta dal territorio della regione. Il giorno dopo hanno effettuato una marcia della pace con la parola d'ordine: "Il fascismo non passerà!" ed alla fine del comizio si sono impegnati ad ottenere la soddisfazione delle loro richieste anche con le armi in pugno.

La guerra al fascismo si fa sempre più guerra di classe. Nella RPD è stato annunciato prima delle elezioni il progetto di nazionalizzare le proprietà degli oligarchi, già proprietà di tutto il popolo depredate dopo il crollo dell'URSS. In seguito all'aggravamento crescente della situazione questa guerra di classe in Ucraina può trasformarsi oggettivamente in rivoluzione. "Ogni rivoluzione si accompagna ad una netta frattura nella vita della grandi masse popolari. Nessuna autentica rivoluzione può verificarsi se questa frattura non si produce" (Lenin). "Durante la rivoluzione milioni e decine di milioni di uomini apprendono in una settimana più di quel che apprendono in un intero anno di vita consueta e sonnacchiosa" (idem). Oggi, in Ucraina, si manifesta esattamente questa vertiginosa presa di coscienza rivoluzionaria da parte del popolo, della classe operaia, dei minatori del Donbass. E la rivoluzione imminente può diventare e diventerà rivoluzione socialista.

 

VIA IL FASCISMO DALLA TERRA DI UCRAINA!

VIA LA DITTATURA FASCISTA, IL POTERE DEI CAPITALISTI-OLIGARCHI!

PROLETARI DI UCRAINA UNITEVI!

 

Comitato Centrale del VKPB, Leningrado 28.05.2014

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte: www.vkpb.ru, 28.05.2014

Letto 626 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.