Lunedì, 02 Giugno 2014

DICHIARAZIONE DEL MINISTERO DEGLI ESTERI DELLA RPD SUL CONFLITTO TRA KIEV E NOVOROSSIJA

A proposito delle elezioni del 25 maggio scorso convocate dal governo fascista di Kiev il Ministero degli esteri della Repubblica popolare di Donetsk e Novorossija dichiara quanto segue:

1. Dopo la Dichiarazione sulla loro sovranità e l'esito del Referendum dell'11 maggio 2014 le  repubbliche di Novorossija - Repubblica popolare di Donetsk e Repubblica popolare di Lugansk - sono due Stati sovrani ed hanno deciso di unirsi in un nuovo Stato europeo federativo, la Novorossija.

2. Il governo fascista di Kiev, che ha convocato le elezioni del 25 maggio 2014, è un governo aggressore nei confronti della RPD e della RPL, le sue truppe sono truppe di occupazione. Noi siamo autorizzati a dichiarare che ci troviamo in stato di guerra con il governo di fatto a Kiev. Non siamo invece in stato di guerra con lo Stato ucraino, poichè non riconosciamo al governo di fatto a Kiev il diritto di rappresentare questo Stato, alla cui guida - fatta eccezione per le regioni autodeterminatesi di Donets e Lugansk e per la Crimea autonoma - rimane il sig. V. Janukovic fino alla scadenza del suo mandato presidenziale nel febbraio del 2016.

3. In questo momento contro la RPD e la RPL stanno combattendo, oltre alle truppe che rispondono al governo di fatto a Kiev, dei reparti punitivi con mercenari ucraini e stranieri che dipendono dal governo di fatto a Dnepropetrovk capeggiato dal sig. Kolomojskij e non dal governo di fatto a Kiev, del quale sono comunque alleati, nonchè altre formazioni e bande mercenarie di varia dipendenza, incluse unità armate mercenarie di stati terzi. Quest'ultima circostanza ci consente di affermare che vi è un'aggressione internazionale contro la Novorossija, dato che in base allo Statuto dell'ONU si considera tale anche l'invio di mercenari armati.

4. Siamo autorizzati a dichiarare che nel territorio della RPD e della RPL i risultati delle "elezioni presidenziali ucraine"  non avranno alcuna validità, nè effetti giuridici. Avvertiamo nello stesso tempo che in certe zone occupate dal governo di fatto a Kiev, come ad esempio a Svjatovsk, dove esso ha concentrato uomini e blindati, l'esito del voto sarà sicuramente sfruttato a fini propagandistici contro di noi. Riteniamo inoltre che gli alleati del governo di fatto insediatosi a Kiev, i paesi della NATO e della UE, nonchè l'OSCE appiattita sulle loro posizioni, riconosceranno i risultati delle votazioni e se ne serviranno per legittimare il nuovo regime.

5. A nostro parere, le speranze di alcuni politici in un ammorbidimento dell'aggressore dopo le elezioni sono infondate e al contrario, ottenuta la legittimazione, il regime di Kiev non ritirerà le truppe, ma scatenerà subito una nuova offensiva verso Est. Il Ministero degli esteri della RPD e Novorossija è tenuto ad avvertire tutti i politici e gli Stati della inammissibilità di qualsiasi atto volto a legittimare l'aggressione. Se così facessero, si assumerebbero la corresponsabilità dei crimini di guerra perpetrati da Kiev, diverrebbero cioè complici di una guerra di aggressione, di crimini contro la pace e la sicurezza internazionale, di persistenti crimini di guerra contro le norme della Convenzione di Ginevra, contro i prigionieri, contro i feriti e la popolazione pacifica.

La nostra iniziativa si fonda sui fatti. Si presti attenzione a certe esternazioni di due dei principali candidati alle elezioni presidenziali. La Timoshenko ha dichiarato di voler bruciare i russi con armi di sterminio di massa. Il suo desiderio si è avverato ad Odessa e Mariupol, dove per ordine di suoi simili sono state impiegate sostanze chimiche. Su richiesta del nostro ministero è stato aperto un fascicolo da parte dell'Organizzazione per il divieto delle armi chimiche intitolato "Missione di accertamento dei fatti con eventuale impiego di armi chimiche ad Odessa e Mariupol". Poroshenko, da parte sua, ha dichiarato che occorre continuare la guerra all'Est e promesso 3.000 euro mensili ai mercenari pronti ad uccidere la gente di Novorossija più altri 100 mila per eventuali funerali. In entrambi i casi non si è trattato di slogan elettorali: i soldati ucraini non vogliono combattere contro il popolo ed il numero dei mercenari arruolati in Occidente aumenta di giorno in giorno.

6. Rimaniamo perciò sorpresi di fronte a certi giudizi provenienti da Mosca dove le elezioni sono definite "un passo nella giusta direzione". Invitiamo i politici a ponderare al massimo le loro posizioni. Si possono definire "passi nella giusta direzione" atti che portano solo all'inasprimento della guerra? Si possono definire "passi nella giusta direzione" operazioni volte ad incoraggiare e legittimare un regime che ha già dimostrato la sua capacità di commettere ogni genere di crimine di guerra, fino all'uso di armi di sterminio di massa, all'uccisione di feriti nei loro lettini in un ospedale preso d'assalto? Possono essere "passi nella giusta direzione" la legittimazione di una consultazione elettorale convocata dai nazisti di Kiev per scegliere il loro nuovo fuhrer?

Forse i politici russi nutrono delle illusioni sulle nuove autorità di Kiev, illusioni destinate a dissolversi con l'aumento delle vittime dei loro prossimi ed evidenti crimini di guerra. Però il sangue versato rimarrà sulla coscienza di tutti quanti hanno direttamente o indirettamente appoggiato le elezioni del 25 maggio 2014. Chiediamo a tutti i politici di considerare illegittime le elezioni, di condannarle e contestarne i risultati. I politici debbono al più presto prendere le distanze dal regime di Kiev e dalle sue elezioni, affinchè lo spargimento di nuovo sangue non gravi sulle loro coscienze. Siamo sicuri che il popolo del Donbass non crederà più alle lacrime di coccodrillo versate per le "vittime innocenti" ed alle frasi di circostanza da qualsiasi parte provengano. Ci rivolgiamo a tutte le autorità al potere, chiediamo a tutti coloro i quali frettolosamente si sono espressi a favore delle elezioni, cosa deleteria per la causa della pace, di dissociarsi per evitare di essere corresponsabili delle loro tragiche conseguenze.

7. Il Ministero degli esteri della RPD e della Malorossija è certo che l'avventura militare delle autorità di Kiev subirà una durissima sconfitta e l'aggressore avrà la punizione che merita. Tutti i criminali di guerra saranno portati davanti al Tribunale internazionale per la ex Ucraina. Nell'esprimere il nostro attaccamento alla causa della pace esortiamo gli Stati ad adoperarsi per una pace durevole ed a fermare gli aggressori di Kiev.

 Collegio del Ministero degli esteri della RPD e della Novorossija

d'intesa con il Soviet statale di Malorossija

Donetsk, 24.05.2014 

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte: Krasnoe TV, 25.05.2014

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