Sabato, 24 Maggio 2014

PUTIN HA AVUTO PAURA E LASCIA CHE IL POPOLO DEL DONBASS SIA DILANIATO DALLA GIUNTA DI KIEV
Documento del CC del VKPB del 17 maggio 2014

Prima di tutto salutiamo l'esito dei referendum nella Repubblica Popolare di Doneck e nella Repubblica Popolare di Lugansk e ci complimentiamo con il popolo di questi territori che ha espresso a piena voce la propria unità nella lotta contro il nuovo fascismo, il fascismo statunitense. I risultati del referendum sono stati a tutt'oggi riconosciuti solo da Cipro e dalla Crimea (nella RPD hanno votato sì all'indipendenza 89,7% degli elettori con un'affluenza del 74,7%, nella RPL l'81% con un'affluenza del 90,53%). La Russia non si è pronunciata, dimenticando di aver sempre detto: "Siamo con voi!"

Il Donbass in guerra non ha quindi ottenuto nessun aiuto umanitario dalla Russia, alla quale aveva rivolto una richiesta in tal senso. La Duma, nella persona del suo presidente S.Naryshkin, ha dichiarato il 14 maggio scorso di voler avviare discussioni con le assemblee parlamentari di altri paesi (vuotademagogia parlamentare). 

Il presidente V.Putin "NON HA ASCOLTATO" la richiesta di aiuto. Non ha risposto neppure alla nostra lettera aperta del 6 maggio sulla necessità di "scongiurare la catastrofe umanitaria in Ucraina sud-orientale". Dobbiamo dedurre che Putin ha avuto paura, si è spaventato per la rabbiosa reazione d'oltre oceano e lascia che il popolo del Donbass sia dilaniato dalla giunta fascista di Kiev

Gli Stati Uniti, dopo aver organizzato una disumana baraonda in Ucraina e speso miliardi di dollari negli ultimi venti anni per preparare e realizzare il golpe armato a Kiev non intendono mollare il gustoso e agognato bottino, una repubblica ricca di risorse naturali come l'Ucraina, via d'accesso alla Russia, e continuano il sanguinoso baccanale per mano di terzi (come sempre), ovvero la guerra al popolo del Sud-Est tramite le loro docili marionette prezzolate a Kiev.

Ma il Donbass insorto non si arrende e combatte. Purtroppo aumentano le vittime tra la popolazione civile bombardata con armi pesanti dall'esercito ucraino inviato da Kiev insieme a banditi ben armati del "Settore destro" e ad altra feccia del genere arruolata nell' "esercito volontario ucraino" (mortai, mitragliatrici di grosso calibro, lanciagranate, sistemi lanciarazzi "Grad", obici semoventi "Acacija", mezzi da sbarco, elicotteri, ecc.)  

Nel Sud-Est non è in atto una guerra civile, ma una guerra contro il fascismo foraggiato in Ucraina dagli Stati Uniti negli ultimi venti anni. Un fascismo fatto di tagliagole e galeotti di ogni genere, addestrati nei campi militari dell'Ucraina occidentale, della Bielorussia, della Polonia, ecc. Nel Donbass è in atto una guerra di classe contro gli oligarchi criminali e predoni che hanno divorato tutte le ricchezze del paese. 

Il Donbass è famoso per le sue tradizioni rivoluzionarie e antifasciste. Proprio qui nel territorio dell'attuale Repubblica Popolare di Lugansk, nella città di Krasnodon, nacque e operò negli anni della Grande Guerra Patriottica l'organizzazione clandestina della gioventù comunista "Giovane guardia". Nel territorio delle Repubbliche popolari di Doneck e Lugansk combatte oggi la classe operaia organizzata.

Gli operai del Donbass hanno capito che la libertà e l'indipendenza non piovono dal cielo, si conquistano combattendo.

All'inizio di maggio i lavoratori delle sette miniere della città di Krasnyj Luch invece di andare nelle gallerie si sono recati ai posti di blocco a difendere con le armi in pugno la loro terra. Cinque miniere sono passate sotto il controllo degli operai insorti (Bulavinskaja, Olchovatslaja, Poltavskaja e Enakievskaja e Ugledarskaja), nonché il complesso metallurgico di Enakievo dell'oligarca Achmetov e la fabbrica chimica.

Ponomarev, sindaco di Slavjansk, ha detto che occorre nazionalizzare l'industria: "Affinché nessuno si faccia illusioni voglio dire che tutte le industrie della città saranno nazionalizzate. Noi non possiamo lasciare l'apparato industriale della città nelle mani di uomini d'affari disonesti". L'intenzione di nazionalizzare le proprietà degli oligarchi che sponsorizzano la giunta è stata ribadita oggi anche dal primo ministro della RPD Aleksandr Borodaj. 

I crimini del fascismo americano in Jugoslavia, Iraq, Libia e ora in Siria e nei territori della Novo- e Malorossija dimostrano che il capitale mondiale sta gradualmente perdendo potere sul mondo e per questo è diventato particolarmente pericoloso e aggressivo.  Il governo sionista mondiale, al quale appartiene l'oligarchia ucraina, ha manifestato le proprie pretese sulle ricchezze dell'Ucraina e guida lo sterminio del popolo. I falchi americani, senza attendere la vittoria, hanno già cominciato a spartirsi l'agognato bottino.

 

E' dovere di TUTTI gli uomini onesti aiutare la giusta lotta dei popoli contro il fascismo americano.

Noi siamo fortemente addolorati per la tragedia che ha investito il popolo insorto del Donbass e vogliamo la  sua VITTORIA malgrado tutto, nonostante la notevole disparità delle forze in campo

Comitato Centrale del VKPB

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte: www.vkpb.ru, 22.05.2014

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