Domenica, 04 Maggio 2014

BRUTALE POGROM A ODESSA E ASSALTI FALLITI A SLAVJANSK
Dichiarazione del Comitato centrale del VKPB, 3 maggio 2014

La giunta di Kiev ha mostrato il suo vero volto, il grugno ferino del fascismo. Le truppe della giunta e i mazzieri di "Settore destro" hanno attaccato Slavjansk nella Repubblica popolare di Donetsk il 2 maggio alle ore 4 del mattino alla maniera delle orde hitleriane. Costoro si erano preparati a Kiev nella notte del I° maggio con un simbolico riferimento alla mitologia germanica (alla Warpurgisnacht, quando secondo le credenze popolari si scatenano gli spiriti del male).

Durante i furiosi combattimenti i difensori di Slavjansk hanno abbattuto 3 elicotteri che sparavano missili sulla città. Un pilota ferito, abbandonato dai "suoi" (secondo testimoni assai più interessati a recuperare le sue armi che a soccorrerlo) è stato trasportato all'ospedale dagli insorti.

Alla fine gli assalti della giunta sono stati respinti. Fallita l'incursione contro Slavjansk, le milizie di Kiev hanno dirottato su Kramatorsk per conquistarla, ma anche qui sono stati battuti. Si sono registrate perdite da ambedue le parti. Alle 4,05 ora di Mosca la situazione a Kramatorsk e Slavjansk era, secondo i testimoni, "relativamente tranquilla con scambi di colpi solo in periferia".

Sempre il 2 maggio la giunta ha spedito ad Odessa masse di squadristi di "Settore destro" e tifosi ultras inferociti, che hanno preso di mira una tendopoli del movimento "Antimaidan" in Campo Kulikovo, lo hanno devastato ed incendiato. Gli antimaidan, disarmati, sono stati costretti a ritirarsi di fronte alle preponderanti squadre fasciste, anche per la presenza di molte donne e anziani fra le loro file, ed a riparare dentro il Palazzo dei sindacati. Qui le belve di "Settore destro" hanno dato fuoco all'edificio con bottiglie incendiarie provocando la morte di 43 persone per soffocamento o bruciate vive. Ci sono stati anche 170 feriti, di cui 10 appartenenti alle forze dell'ordine. Le notizie sul pogrom sono state fornite dal Dipartimento informazione e comunicazione con la cittadinanza del Consiglio comunale di Odessa.

Chi ha tentato di scampare alla morte calandosi dalle finestre della sede sindacale è stato raggiunto e manganellato a sangue dai fascisti, che hanno addirittura impedito l'ingresso nell'edificio ai medici ed ai vigili del fuoco. Testimoni oculari affermano che parte dei feriti sono stati presi e consegnati a "Settore destro" per una resa dei conti finale. Tra le vittime del pogrom si contano anche 15 cittadini russi e 5 del Pridnestr. Secondo informazioni di esponenti dell'organizzazione "Borotba" fra i caduti vi sono attivisti dei movimenti di sinistra. La polizia non ha ostacolato affatto le scorribande dei picchiatori nazisti.

I crimini della giunta di Kiev a Odessa sono stati definiti una seconda Katyn. Ecco alcune impressioni di cui è piena la rete: "Dai tempi della Grande Guerra Patriottica non si era vista una ferocia del genere contro la popolazione civile e pacifici cittadini ucraini. La giunta ha reagito con bestialità di fronte alla propria impotenza e nell'agonia della morte è disposta a sacrificare a MOLOCH centinaia e migliaia di vittime. Siate maledette canaglie fasciste, servi dei poteri nascosti. Il vostro tempo è finito. I vostri "eroi" si contorcono nell'inferno dal 1945. Il vostro lurido posto è insieme a loro". "Il mostruoso crimine del 1943 nel villaggio bielorusso di Katyn, dove vennero bruciati vivi tutti i suoi abitanti, fu opera dei tedeschi (20%) e dei nazionalisti ucraini (80%). A Odessa i discendenti dei complici del fascismo hanno replicato lo stesso orrendo crimine, stavolta contro il popolo ucraino, bruciando il 2 maggio 2014 gli abitanti della città con la totale connivenza delle autorità e delle forze di polizia". "I banderisti non sono esseri umani. D'ora in poi la parola "banderista" sarà una orribile maledizione. D'ora in poi la parola "banderista" caricherà il fucile. Non abbiamo niente da dire. Non ci indigniamo. Li uccideremo". "Ha dell'incredibile quanto è successo a Odessa, dove donne e anziani sono stati bruciati nel Palazzo dei sindacati. Abbiamo rivisto nella realtà le operazioni punitive della Wehrmacht contro i pacifici cittadini nella seconda guerra mondiale. Tutto si è ripetuto sotto i nostri occhi allo stesso modo di allora". "Oggi è cominciata la guerra. Non l'abbiamo cominciata noi, ma noi la porteremo fino in fondo, fino a quando l'ultimo fascista avrà avuto quello che merita...".

La giunta di Kiev è apertamente finanziata dall'imperialismo. Proprio alla vigilia della strage del 2 maggio il FMI ha stanziato 17 miliardi di $ in due anni a favore del "governo" fascista ucraino. Entro la fine di quest'anno esso avrà un altro miliardo di dollari dagli USA, 1,6 miliardi di euro dalla UE e I,5 miliardi di $ dalla Banca Mondiale. Ecco come gli imperialisti pagano il martirio dei cittadini ucraini che non vogliono la schiavitù fascista.

La NATO fornisce alla giunta anche assistenza militare. A Slavjansk a fianco dei nazisti ucraini dei testimoni hanno visto mercenari anglofoni e italiani (la sottolineatura è nostra, ndt.) Nello scorso aprile nel territorio della Repubblica popolare di Donetsk era stato fermato un autobus con militari, alcuni dei quali anglofoni, anche di colore, muniti di armi straniere.

Gli avvenimenti in Ucraina di questi ultimi mesi dimostrano che l'imperialismo è arrivato al completo esaurimento come formazione economico-sociale ed è entrato in una profonda agonia. Gli USA, prima potenza imperialista con alla testa il governo finanziario sionista mondiale, non sono più in grado di imporre al mondo intero il proprio volere e si scontrano con la posizione della Russia che prende le difese della popolazione russofona dell'Ucraina.

Le grandi manifestazioni del 1° Maggio in tutto il pianeta, dovunque sotto la bandiera dell'antimperialismo, dimostrano che è giunto il momento della ineluttabilità storica della transizione rivoluzionaria ad una nuova formazione economico-sociale, al socialismo. Ma la lotta dei popoli e dei lavoratori contro l'imperialismo criminale è difficile ed esige l'unità di tutte le forze progressive della terra. Come mai prima la parola d'ordine comunista "Proletari di tutto il mondo unitevi!" appare oggi decisiva per il progresso storico della civiltà. Levi con sempre maggiore coraggio la propria voce contro la tirannia e la schiavitù chi ha a cuore il futuro dell'umanità.

 

Leningrado, 3 maggio 2014

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte: www. vkpb.ru

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