Sabato, 03 Maggio 2014

L'OLIGARCHIA MONDIALE CONTRO I POPOLI DI UCRAINA E RUSSIA
Il 25 aprile il gruppo del PCFR ha condannato duramente l'attacco di Kiev a Slavjansk con una propria dichiarazione alla Duma

Il Partito comunista della Federazione russa dichiara che gli usurpatori di Kiev stanno compiendo azioni belliche barbare e illegali contro il sud-est ucraino. Dietro il loro comportamento da medioevo si nascondono gli interessi dei clan oligarchici che hanno fatto dell'Ucraina un luogo di saccheggio sfrenato. Ora gli oligarchi intendono imporre il proprio volere manumilitari. Il piano è diretto da miliardari come Ponomarenko, Kolomojskij, Taruta e soci. Sono loro a reclutare tra la feccia banderista gli squadroni della morte per seminare terrore nei territori insorti. Così in Germania nacque il nazismo.

Gli avvenimenti in Ucraina debbono segnare un punto di svolta anche per la politica estera russa. Ormai da 25 anni  tentano di convincerci della benevolenza dell'Occidente nei nostri confronti. Il nostro paese è stato trascinato forzatamente in uno stato di subordinazione economica, politica  e culturale agli USA con il pretesto dell' "adesione ai valori universali". Adesso risulta del tutto evidente, al contrario, che la secolare ostilità dell'Occidente per la Russia non si è per niente placata. Si è solo camuffata e non appena gli interessi geopolitici occidentali appaiono lievemente scalfiti, l'ostilità si ripresenta nella forma più brutale. 

Perché l'America ha avallato il tentativo di resa dei conti medioevale e forsennato contro la pacifica cittadina di Slavjansk? Perché la  posta in gioco per gli USA è molto alta. Il successo delle forze filorusse in Ucraina significherebbe un rafforzamento delle posizioni strategiche della Russia, la qual cosa equivarrebbe ad una debacle dell'America non meno sonora che in Iraq, Afganistan e Siria. 

Washingongton, inoltre, sta tentando di indebolire l'Unione Europea come concorrente economico. La destabilizzazione della UE rientra fra in suoi interessi. Gli americani, a suo tempo, hanno già aggredito un paese europeo proprio mentre l'euro si affacciava sulla scena della finanza internazionale. Le bombe ed i missili piovuti su Belgrado fecero precipitare le quotazioni della nuova moneta. Adesso qualcosa del genere è in programma con la vicenda ucraina.

Per gli USA è di vitale interesse che la situazione in Ucraina volga a proprio favore. L'apparato bellico statunitense si va dispiegando in Polonia e Lituania. il segretario di stato americano Kerry minaccia la Russia dicendo che pagherà caro "il suo errore". Il presidente Obama annuncia contro di noi le ennesime sanzioni.

Va detto, purtroppo, che noi stiamo sottovalutando la minaccia delle sanzioni. L'Occidente nel suo complesso, non si sa fino a quando, si astiene ancora dall'introdurre misure per noi particolarmente dannose come il divieto di importare alta tecnologia (apparecchiature elettroniche, strumenti di comunicazione, macchine utensili, ottica, ecc.). L'industria russa della difesa dipende molto dalle forniture di elementi di base, la nostra aviazione a malapena riesce a barcamenarsi. Siamo finiti in un gravissimo stato di dipendenza dall'Occidente. Fortunatamente adesso tutti riconoscono che la situazione è assai pericolosa. Però ci si limita a sottili disquisizioni sulla necessità di procedere ad una nuova industrializzazione, mentre sarebbe il momento di agire.

Per adesso dall'Occidente si sentono arrivare solo spari di avvertimento. Potrebbe essere tardi quando da lì si comincerà a sparare per colpire!

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte: www, sovross.ru,  2 maggio 2014

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