Mercoledì, 23 Aprile 2014

IL MINISTERO DEGLI ESTERI DELLA REPUBBLICA POPOLARE DI DONETSK BOCCIA LA DICHIARAZIONE DEL CONSIGLIO AFFARI ESTERI UE

Il 14 aprile scorso il Consiglio per gli Affari Esteri dell'Unione Europea ha diramato un'ampia dichiarazione sull'Ucraina che tocca direttamente, violandoli, i diritti sovrani della Repubblica Popolare di Donetsk (RPD).

In particolare il Consiglio ha dichiarato che: "Condanna l'azione di uomini armati nelle città dell'Ucraina orientale... Debbono cessare i tentativi di destabilizzazione dell'Ucraina... Il Consiglio esprime ancora una volta in suo deciso appoggio alla unità ed integrità territoriale dell'Ucraina... La UE esorta tutte le parti alla massima moderazione e da atto alle autorità ucraine di volersi attenere alla legge ed essere equilibrate nel loro operato, chiede al governo di Kiev di agevolare l'allentamento della tensione".

Questa presa di posizione del Consiglio UE dimostra che i paesi dell'Unione intendono continuare ad ostacolare la libera volontà del popolo del Donbass e della Novorossija, qualora dovessero sospettare che l'esito della sua libera scelta contrasti con gli obiettivi della loro "politica europea" di sfrenata espansione politico-militare della UE  e della NATO verso Oriente. Balza inoltre agli occhi il sostegno di fatto che l'Unione Europea offre all'uso della forza militare da parte di Kiev contro la popolazione pacifica, da essa definito cinicamente "allentamento della tensione".

Il Ministero degli Affari Esteri della RPD dichiara che non può esservi alcuna possibilità di individuare "vie di ricerca della soluzione politica", e sarebbe del tutto inutile cercarle come auspica la UE, senza il riconoscimento della esistenza della RPD e la partecipazione paritaria dei suoi rappresentanti a qualsiasi trattativa in quanto legittima controparte. Le trattative sulla situazione nel Donbass e nella Novorossija sono possibili soltanto con la presenza dei nostri rappresentanti e sulla base del riconoscimento del diritto del popolo del Donbass di decidere sulla propria Costituzione e sul proprio futuro politico.

Ribadiamo ancora che ogni decisione o accordo fra paesi terzi sul futuro politico del Donbass conseguito alle nostre spalle, ossia senza la nostra partecipazione ed a discapito dei diritti sovrani della RPD, non ha valore e non sarà applicato.

Non possiamo certamente impedire alle diplomazie della grandi potenze di perdere il proprio tempo in negoziati inconcludenti sul nostro destino e sul nostra futuro, però riteniamo di poter dichiarare che il futuro politico del Donbass, della Novorossija e della RPD può essere determinato, e sarà determinato, solo dal popolo in elezioni libere da ogni pressione dei golpisti che hanno usurpato il potere a Kiev, e salvaguardate dai reparti armati del popolo, dalla Milizia popolare e dall'Esercito di liberazione del Sud-Est.

Qualsiasi tentativo di privare  con la forza i popoli del loro diritto di scegliersi liberamente il proprio futuro politico, nonché di determinare in anticipo a nome del popolo cornice e  limiti di questa scelta da parte della giunta di Kiev e dei suoi padroni europei è destinato a fallire miseramente. Qualsiasi tentativo dei paesi UE di costruire per il Donbass una sorta di cuccia politica dove dovrebbe restare secondo le prescrizioni dei burocrati dell'Europa verrebbe stroncato dal  popolo stesso. I burocrati europei, quindi, perduto ogni contatto con la realtà dei fatti, finirebbero per scontrarsi con la crescente protesta popolare del Donbass e della Novorossija,  la radicalizzazione del conflitto ed il consolidamento delle forze di autodifesa.

Il Ministero degli Affari Esteri della RPD avverte la UE che una politica di questo tipo, ostile e miope, decreterebbe ineluttabilmente il fallimento politico dell'Unione in Oriente e la perdita di ogni sua autorità e influenza ad est dei propri confini. I paesi UE dovrebbero evitare di sostenere i loro clienti politici di Kiev e passare subito ad ampie consultazioni con i rappresentanti del Donbass e della Novorossija.

Questa dichiarazione ufficiale del Ministero degli Affari Esteri della RPD viene recapitata:

- al Dipartimento di Stato USA;

- al Ministero degli Affari Esteri della Russia;

- all' alta rappresentante per gli Affari Esteri della UE K. Ashton.

Ministro degli Esteri della RPD

E.Gubarieva

Donetsk, 17 aprile 2014

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte: www. krasnoe TV, 22.04.2014

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