Martedì, 08 Aprile 2014

NEL SUD-EST UCRAINO E' INIZIATA L'INSURREZIONE POPOLARE
La posizione del CC del VKPB (8 aprile 2014)

Dopo il referendum del 16 marzo scorso e la vittoria unanime dei sostenitori della riunificazione con la Russia, dal 18 dello stesso mese la Crimea e Sebastopoli fanno parte giuridicamente della FR come soggetti distinti di questa Federazione e gradualmente stanno tornando alla loro vita normale. La Russia offre il suo contributo, prestando un consistente ed ampio aiuto alla popolazione. Nel contempo, nella penisola si va costituendo un sistema politico (partitico) analogo a quello esistente in Russia: dalla FR si sono precipitati qui i rappresentanti di "Russia Unita", "Russia Giusta", "Partito liberal-democratico russo", "Partito Comunista della Federazione Russa", ecc. ecc.

Il fatto che la Crimea e Sebastopoli siano riusciti a liberarsi con successo della giunta fascista insediatasi a Kiev attraverso piazza Maidan è stato un buon esempio per tutte le regioni russofone del sud-est ucraino.

E' cominciata la formazione dell'Armata popolare del sud-est per difendere il territorio dalla soldataglia di "Settore destro", inviata dalle autorità di Kiev nell'Ucraina orientale per le spedizioni punitive contro i "separatisti". E' iniziata anche la insurrezione popolare, che ha investito Lugansk, Kharkov, Donetsk ed altre città. In particolare, Dotetsk si è proposta come epicentro della protesta. 

Il 7 aprile a Donetsk e Kharkov i cittadini scesi in piazza contro il nuovo potere hanno occupato le sedi delle amministrazioni regionali ed a Lugansk il palazzo dei servizi di sicurezza.

Il Soviet popolare della Regione di Donetsk, istituito il 7 aprile dai manifestanti, ha proclamato immediatamente la nascita della Repubblica popolare di Donetsk, formulando il desiderio di entrare a far parte della FR dopo un referendum indetto per l'11 maggio (la notizia è stata diffusa dalla RIA-Novosti dal luogo degli avvenimenti) 

"La Repubblica popolare della Regione di Donetsk si costituisce entro i confini amministrativi regionali e la decisione entrerà in vigore subito dopo lo svolgimento del relativo referendum", - ha detto uno dei leader leggendo la risoluzione del Soviet popolare nella sede dall'amministrazione locale occupata.

Dal pennone di fronte alla sede la bandiera della regione di Donetsk è stata sostituita con quella della Repubblica di Donetsk, il tricolore rosso, nero e azzurro. La sostituzione è stata accompagnata dalle note dell'inno dell'Unione Sovietica e poi, dopo la proclamazione da parte del Soviet popolare, nella piazza centrale della città si è intonata anche l' "Internazionale".

Il Soviet popolare è stato creato per il rifiuto delle autorità in carica di indire il referendum sullo status della regione.

Gli avvenimenti si sono svolti in modo analogo anche nella città di Kharkov, dove si è cantato "Alzati paese sconfinato! Vai alla battaglia mortale!...", che era il segnale per l'assalto alla sede dell'amministrazione e la proclamazione della Repubblica popolare di Kharkov.

L'avversione per la giunta di Kiev ha svegliato il Donbass.

Le sollevazioni hanno interessato anche Dnepropetrovsk e Odessa. La gente è stanca di sopportare... I dimostranti esigono l'annullamento delle elezioni di maggio indette dalla giunta di Kiev, lo svolgimento di referendum sull'ampliamento dei poteri e dell'autonomia regionali, un assetto federativo dell'Ucraina che sostituisca quello unitario e, infine, il riconoscimento del russo come lingua di stato. La gente manifesta duramente contro il fascismo e la contrapposizione del popolo del sud-est ucraino alla giunta di Kiev cresce di ora in ora. Secondo le ultime informazioni, alla sollevazione si è unita anche la città di Nikolaev, la  protesta si svolge al grido di "Uno per tutti e tutti per uno!" e si prepara l'assalto alla sede dell'amministrazione. La cronaca degli avvenimenti si allunga con una inaspettata velocità. 

Le autorità di Kiev sono in preda al panico. In una seduta del quartier generale anticrisi tenutasi nella notte del 7 aprile hanno deciso di effettuare imprecisate operazioni "antiterroristiche", di mettere al bando i partiti e le organizzazioni che esortano al "separatismo", di punire penalmente gli attivisti politici. Sempre nello stesso giorno la giunta ha ordinato a tre unità militari di combattimento di puntare sulle regioni di Donetsk e Lugansk.  Si prepara anche l'invio di reparti di polizia e mazzieri di "Settore Destro". Jarosh, il capo di questa formazione, ha chiuso il suo intervento per la mobilitazione generale contro il sud-est in rivolta al grido di "morte agli occupanti del Cremlino!"

Il 7 aprile nel cielo sopra le città insorte sono sfrecciati i caccia della giunta di Kiev. Si è saputo che questa giunta ha utilizzato nelle spedizioni punitive contro le proteste in Ucraina sud-orientale 150 uomini di una organizzazione militare privata americana con l'uniforme dei "Sokol" ("Falchi"), i corpi speciali del Ministero degli interni dell' Ucraina.

Noi bolscevichi riconosciamo il diritto inalienabile dei popoli all'autodeterminazione, fino alla loro costituzione in stati indipendenti, ed appoggiamo la proclamazione delle Repubbliche popolari di Donetsk e Kharkov.

Solidarizziamo totalmente con la lotta degli abitanti del sud-est ucraino contro le "nuove autorità" di Kiev giunte al potere in seguito ad un colpo di stato anticostituzionale, autorità di evidente stampo fascista per finalità e metodi, autorità apertamente terroristiche e antipopolari dedite all'ultranazionalismo ucraino che propaganda l'odio per i paesi e i popoli vicini.

Sosteniamo la richiesta di un assetto federativo dell'Ucraina, in virtù del quale i cittadini (in particolare nella parte sud-orientale) possano autonomamente determinare l'orientamento politico, economico e sociale della propria regione.

Riteniamo che la contrapposizione del popolo alle "nuove autorità" sia nella sostanza uno scontro di classe. La gente si sta sollevando contro l'oligarchia criminale che ha derubato il popolo ucraino, lo ha ridotto in miseria ed ha ordito piazza Maidan a Kiev. Occorre ricordare inoltre che l'oligarchia, comunque collocata dall'una o dall'altra parte della barricata, quella che ha portato Janukovic al potere e quella che ha ordito piazza Maidan, sono ambedue nemiche dei lavoratori e le loro azioni sono sempre dirette contro i loro interessi.

La popolazione dell'Ucraina sta vivendo in questi giorni una grande fase di lotta rivoluzionaria contro un regime fascista, per l'affermazione dei propri interessi vitali, sociali e nazionali. Come ha scritto Lenin, "senza dubbio la rivoluzione si apprende con una velocità e profondità tali che sembrano incredibili nei periodi pacifici dell' evoluzione politica". Si osservano inequivocabilmente, in tal caso, una crescita vertiginosa della capacità di autorganizzazione e costruzione di precise strutture, innanzi tutto della chiarezza su quali possano essere i compagni di lotta, chi possa essere l'alleato affidabile e dove si annidi il vero nemico. Gli avvenimenti in corso nel sud-est ucraino dimostrano in modo tangibile la validità delle parole di Lenin. Possiamo esser certi che l'orientamento sociale, sovietico, dell' eroica lotta intrapresa in Ucraina è destinato ad estendersi ancora.

 

LAVORATORI UCRAINI, ORGANIZZATE CON SEMPRE PIU' IMPEGNO LA LOTTA PER LA PATRIA SOCIALISTA!

SOLO NEL SOCIALISMO L'UCRAINA RISTABILIRA' LA PROPRIA INDIPENDENZA COME STATO E RIACQUISTERA'   UNA REALE  AUTONOMIA DAL CAPITALE STRANIERO

 

L A   V I T T O R I A   S A R A '   N O S T R A !

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte: www. vkpb.ru, 08.04.2014

Letto 2154 volte

Lascia un commento

Assicurati di inserire (*) le informazioni necessarie ove indicato.
Codice HTML non è permesso.