Venerdì, 14 Marzo 2014

GENERALE IVASHOV: PROBABILE UNO SCONTRO ARMATO
Leonid Ivashov, direttore dell'Istituto di Geopolitica, risponde alle domande di "Stampa libera"

Come si svilupperanno gli avvenimenti in Crimea? Gli americani si riserveranno il ruolo chiave?

 

- Gli Stati Uniti si sono riservati il diritto di ingerenza negli affari interni degli stati sovrani. Nel 2008  hanno costituito un corpo di fanteria che per statuto ha il compito di svolgere le cosiddette "operazioni di stabilizzazione". Nello statuto si afferma chiaro e tondo che gli Stati Uniti hanno non solo il diritto, ma anche il dovere di intromettersi negli affari di paesi dove le istituzioni statali sarebbero deboli. In questi paesi il potere viene dichiarato illegittimo e le forze militari americane hanno facoltà di intervenire per stabilizzare la situazione interna.

In Ucraina gli americani si stanno muovendo proprio in base a tale statuto. Fin dall'inizio si prevedeva che l'operazione di stabilizzazione dell'Ucraina si sarebbe attuata in alcune fasi. Prima si sarebbe destabilizzato il paese con conseguente spargimento di sangue. Poi sarebbero entrate le truppe della NATO sotto il comando degli USA. La cosa più importante è che nel quadro di questa operazione gli americani avrebbero coronato il loro vecchio sogno di spingere ucraini e russi in un conflitto armato fra di loro. 

 Pertanto lo scenario che prevede l'uso della forza in Crimea è assai probabile. Si può prevedere che le truppe ucraine inizino ad attaccare l'istmo di Perekop e la Crimea e poi intervengano le forze degli alleati occidentali. Gli americani eviteranno di correre rischi e probabilmente spediranno in Crimea rumeni e bulgari per la stabilizzazione.

 Sottolineo che la variante con l'uso della forza è soprattutto probabile alla vigilia del referendum, per esempio nella notte tra il 15 e il 16 marzo. In ogni caso ci saranno di sicuro delle provocazioni da parte dell'Ucraina. 

 

 - La Russia può scongiurare lo scontro armato in Crimea?

 

- Noi dobbiamo svolgere un intenso lavoro politico all'interno dell'OSCE e del Consiglio Russia-NATO. La Russia deve avanzare le sue proposte di regolamento della situazione, insistere sul fatto che il referendum in Crimea rappresenta una scelta democratica del popolo e nessuno ha il diritto di impedire con la forza l'esercizio di questo diritto. Quanto più risolutamente i crimeani e la Russia opereranno per lo svolgimento di questo referendum e l'applicazione dei suoi esiti, tanto minore sarà la probabilità di arrivare allo scontro armato. Noi dobbiamo essere pronti a tutto. Dobbiamo saper vagliare tutte le varianti possibili. Gli ucraini possono attivare nell'operazione di Crimea l'aviazione, le truppe da sbarco (hanno due brigate di forze aviotrasportate) ed una brigata corazzata. Avvalendosi di una superiorità sul campo, possono impedire il referendum e prendere con la forza il controllo della penisola e su Sebastopoli.

A dire il vero non si può dare per scontata una elevata capacità di combattimento e preparazione tecnica delle forze armate ucraine. Tuttavia, il rapporto di forza in Crimea dovrebbe essere comunque a favore degli ucraini. Per l'operazione di Crimea essi selezioneranno unità composte di soldati dell'Ucraina occidentale ed utilizzeranno i banderisti armati del partito "Settore di destra". Potrebbero, infine, sviluppare azioni diversive.

 

 

- Una squadra di navi USA, rumene e bulgare che ora stanno svolgendo delle esercitazioni nel Mar Nero potrebbero dirigersi in tal caso verso Sebastopoli? 

 

 

- Secondo me, le autorità di Kiev rivolgeranno sicuramente alla NATO una richiesta in tal senso. Tanto più che l'Ucraina ha un accordo con la NATO firmato nel 2004, in base al quale le truppe dell'Alleanza possono entrare nel territorio della repubblica. Resta da vedere quali paesi NATO accetteranno di partecipare ad uno scontro armato con la Russia.

Non credo che i marinai bulgari o rumeni parteciperanno direttamente ad azioni belliche in mare. Le loro navi potrebbero stazionare ad una ventina di miglia da Sebastopoli per premere sulla situazione. Gli USA invece possono essere coinvolti nel conflitto: hanno le navi adatte e i marines.

 

- Se le forze di autodifesa della Crimea non dovessero tenere l'istmo e le truppe ucraine dovessero penetrare all'interno della penisola, la Crimea sarà consegnata? 

 

- Non credo che in tal caso la battaglia verrebbe completamente persa dalle forze di autodifesa, potrebbero svilupparsi combattimenti per determinate città e centri abitati. Però sarebbe meglio non arrivare a questo punto. I russi e le autorità della Crimea debbono fin da ora pianificare seriamente la difesa della penisola e di Sebastopoli.

 

- Se si dovesse arrivare all'assalto, la Russia introdurrà le proprie truppe in Crimea?

 

- Saremo obbligati a farlo.

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte: Sovross.ru, 12 marzo 2014

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