Mercoledì, 19 Febbraio 2014

TERRORISMO E RIVOLUZIONE
di Ekaterina Fatjanova

La "violenza rivoluzionaria" (come usano esprimersi gli ideologi borghesi riferendosi all'insurrezione armata) √® un tema di cui l'intellighenzia di regime si occupa da decine di anni. Persino gli studenti delle facolt√† umanistiche hanno studiato e studiano il fenomeno attreverso le opere letterarie . Non √® difficile capire che il pensiero dominante intende formalizzare al riguardo un atteggiamento negativo a priori. Eppure, quando si √® profilato il rischio di perdere il potere, la borghesia senza alcuna esitazione ha usato la violenza contro la maggioranza  del popolo umiliata dallo sfruttamento

Sul tema della lotta armata contro l'imperialismo ci siamo gi√† espressi in diverse occasioni. In svariati angoli della terra parecchie organizzazioni di sinistra (prevalentemente maoiste) conducono questo tipo di opposizione. I borghesi, spaventati, identificano come terroristici questi gruppi e contro i suoi militanti scatenano tutta la potenza della loro macchina repressiva.

Dopo gli attentati di Volgograd, alla fine dello scorso anno, il tema del terrorismo √® divenuto in Russia di forte attualit√†.

Per quanto possano essere giuste le ragioni per le quali si compiono certi attentati, non √® ammissibile che a perdere la vita sia gente comune, semplici lavoratori, il che porta oggettivamente discredito all'idea rivoluzionaria. I terroristi nei proclami enunciano una giusta causa, si battono negli interessi del popolo, per√≤ all'atto pratico indirizzano il terrore indisciminato proprio contro il popolo e forniscono cos√¨ un buon pretesto alla reazione degli sfruttatori.

La propaganda borghese e gli apparati repressivi, ovviamente, colgono al volo le occasioni fornite dagli atti di terrorismo indiscriminato, come si è puntualmente verificato dopo le esplosioni di Volgograd.

La prova √® arrivata all'inizio di gennaio con la notizia, secondo la quale "i servizi segreti americani aiuteranno a garantire la sicurezza dei Giochi olimpici di Sochi". A parte le enormi spese per lo svolgimento di questi Giochi  (gran parte delle delle quali hanno riempito le tasche dei burocrati), alla fin fine l'evento √® stato utilizzato per mascherare un vero e proprio intervento di servizi segreti stranieri in territorio russo. 

L'anno prima Putin aveva aperto al transito di truppe USA e NATO acune zone della Federazione Russa e consentito la costruzione di una loro base aerea a Uljanovsk (citt√† natale di Lenin. N.d.T.). In sostanza √® in atto un'occupazione strisciante della Russia con l'OK delle massime autorit√† dello Stato. Dietro il paravento degli attentati di Volgograd la borghesia legittima l'attivit√† di servizi segreti americani dentro il nostro paese, sperando evidentemente nel loro aiuto in caso di una rivolta popolare.

Gli atti di terrorismo dello scorso dicembre sono quindi utilizzati dall'√©lite per liquidare le residue libert√† formali, per reprimere il movimento operaio e qualsiasi altro movimento di protesta. 

Alla Duma, ad esempio, stanno passando dei progetti di legge "per contrastare il terrorismo", alcuni dei quali sono operanti senza essere stati neanche approvati (tale √® la prassi della legislazione patria). Uno di questi progetti consente di perseguire anche i parenti dei terroristi.  

Tra le prime vittime di questa nuova legge vi sono i quattro figli di Larisa Romanova, ex detenuta per il caso "Nuova Alternativa Rivoluzionaria", una montatura a carico dei militanti di sinistra quando si verificarono le esplosioni del 1998-99 nell'ingresso della sede della FSB (servizi russi di sicurezza interna) e un attentato a Podolsk vicino al monumento di Nicola II.

Gli inquirenti hanno compilato liste di "terroristi ed estremisti" cui √® proibito incassare denaro attraverso strutture pubbliche (posta, banche, uffici di assistenza sociale, fondo pensioni). Queste sarebbero "misure di contrasto al finanziamento del terrorismo". Larisa Romanova, che si trova in una di queste liste non pu√≤ riscuotere gli assegni familiari. Secondo la logica dei burocrati al servizio dei capitalisti i figli della Romanova, se bevono latte comprato con gli assegni statali diventano invariabilemente dei terroristi. Tra l'altro le autorit√† hanno dato un loro personale contributo sbattendo Larisa in galera con la figlioletta in braccio.

Il potere borghese ha scelto la sfera finanziaria come strumento di pressione sugli attivisti. I filistei dicono: "La colpa √® loro, non si deve praticare il terrorismo". Ma costoro ritengono che qualsiasi attivit√† contraria alla politica ufficiale √® pratica terroristica e ribadiscono: "Non c'√® bisogno di comizi e manifestazioni, di blocchi stradali, non √® il modo, non c'√® bisogno di cortei di solidariet√† con gli operai, basta convocare assemblee una volta ogni mese e mezzo". Gli autori di simili esortazioni, per inettitudine o per ossequiare qualcuno, lavorano per la fine del movimento comunista e di qualsiasi impegno rivoluzionario. Tuttavia nessuno pu√≤ garantire che domani questa gente  iper-cauta non finisca per essere  anch'essa accusata di terrorismo ed estremismo.  "Io non mi comporto come voi, non ho paura, visto che non faccio esplodere n√© miniere, n√© edifici" - sono parole di una lettera al nostro giornale. Esse dimostrano bene a cosa mira la propaganda borghese: a far passare l'ideologia comunista per terrorismo. Si prendono gi√† provvedimenti in tal senso e si fanno circolare appelli alla definizione delle opere di Lenin come scritti estremistici e in quanto tali non divulgabili. 

In tutto il mondo capitalistico prosegue in tentativo di equiparare comunismo e fascismo, di proibire l'uno e l'altro (in alcuni paesi √® stato fatto). Nella legislazione russa esiste gi√† l'espressione "istigazione all'odio sociale" (intesa qui come sviluppo della lotta di classe), si promulgano nuove leggi sulla "lotta al terrorismo", le quali non riducono affatto questo fenomeno, ma colpiscono pretestuosamente i militanti impegnati nella battaglia sociale. Tutto ci√≤ va, evidentemente, verso l'obiettivo di definire ope legis il comunismo una ideologia terroristica. Non vi √® niente di pi√Ļ pericoloso per la borghesia di una forte attivit√† comunista che avvicini la vittoria della rivoluzione proletaria. Nello scontro con questa attivit√† la classe dominante impegna tutte le proprie forze, tutta la sua azione legislativa, ecc.

 In un dato momento storico per vincere la resistenza delle classi sfruttratrici i rivoluzionari sono costretti  a ricorrere alla lotta armata. Ma questa √® una necessit√† fisiologica.

Il terrorismo indiscriminato, di cui sono vittime semplici lavoratori, serve e giova solo alla borghesia. Con il suo ausilio gli sfruttatori mantengono il popolo nella soggezione e nella paura, seminano sfiducia reciproca e astio fra i lavoratori, ostacolandone la riunificazione in una solida forza rivoluzionaria. L'innalzamento della "lotta contro il terrorismo" al rango di linea politica priorotaria permette alla lobby degli apparati repressivi di ottenere nuovi e pi√Ļ lauti finanziamenti pubblici, che soltanto in minima parte vanno ai graduati semplici impegnati nella cattura dei veri delinquenti, il resto viene tranquillamente frodato e dirottato in conti correnti esteri. 

Il terrorismo indiscriminato aiuta la borghesia a costruire l'immagine del nemico da sbattere in prima pagina, immagine che all'occasione possono essere ora l'islam radicale, ora gli "inafferrabili estremisti di sinistra".

In Medio Oriente dopo l'11 settembre 2001 il governo americano si √® guadagnato la fama di "terrorista numero uno". In effetti, il terrorista principale, fonte di terrore,  sfruttamento e oppressione, √® l'imperialismo mondiale. La borghesia di ogni paese si sente duramente impegnata nella lotta contro un male che lei stessa ha generato.

Non importa se la lotta di classe degli oppressi √® per i capitalisti un crimine, "estremismo" e "terrorismo". La rivoluzione proletaria andr√† avanti lo stesso.

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte: "Serp i Molot" ("Falce e Martello"), n¬į 2, febbraio 2014

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