Lunedì, 17 Febbraio 2014

COME LA CLASSE SI ORGANIZZA PER LA VITTORIA

Quotidiane esplosioni nelle miniere, arresti della produzione, guasti dei mezzi di trasporto e catastrofi ecologiche dimostrano quanto il capitalismo sia rapace, disumano e criminale. Ogni giorno i lavoratori sono vittime di offese e privazioni, costretti a lottare disperatamente per la sopravvivenza.  

Un continuo e brutale sfruttamento spinge numerosi operai in condizioni tali che la loro vita perde ogni valore. E allora presi dallo sconforto ammettono: "Non possiamo più sopportare! Vogliamo le armi!". Non vedono nessun altro modo per cambiare la loro vita che la lotta armata. Noi bolscevichi, tuttavia, vogliamo sottolineare che nella lotta contro la borghesia non esiste arma migliore dell'organizzazione. Ma gli operai come possono organizzarsi e vincere la loro battaglia?

Il capitalismo, instaurato nell'URSS dopo la controrivoluzione, non ha nulla da offrire ai lavoratori se non un lavoro servile, degrado umano, miseria e totale mancanza di diritti. Esso non offre prospettive di nessun genere, nè speranze di miglioramento, anche se certi ideologi borghesi sostengono ogni minuto il contrario. 

Di qui l'alcolismo, incentivato dalla borghesia in quanto fonte di lauti guadagni e perchè è certamente più facile raggirare un popolo dedito all'alcol; di qui la droga, l'abbandono dei minori, la prostituzione, il cimine, i suicidi. Se aggiungiamo a tutto ciò la difficcoltà di accedere alle medicine ed alle cure,  si capisce perché in Russia vi sia un elevato tasso di mortalità, anche infantile,  ed un grave calo della popolazione. L'unica alternativa possibile a tutto questo è la ricostituzione del potere sovietico per via rivoluzionaria. Il primo passo in tale senso è l'organizzazione dei Soviet operai nelle fabbriche.

Forse è prematuro?  

La creazione dei Soviet operai potrebbe apparire ancora prematura ma non è così. In primo luogo perchè, ove nel paese venisse a crearsi una situazione rivoluzionaria,  gli operai debbono essere già pronti a prendere il potere nelle proprie mani ed a rovesciare la borghesia. Per poterlo fare debbono essere organizzati. La folla disorganizzata, per quanto numerosa possa essere, non fa la rivoluzione. Nel migliore dei casi tutto si risolve in pogrom insensati o in negozi dati alle fiamme, nel peggiore in tanti morti nelle strade, ma la borghesia con facilità riesce a reprimere nel sangue una simile caotica ribellione. Soltanto la classe operaia organizzata guidata dall'avanguardia bolscevica è in grado di rovesciare la borghesia e distruggere il capitalismo. In secondo luogo, i Soviet operai costituiscono nelle fabbriche una scuola di lotta di classe in opposizione ai sindacati ufficiali, che stanno a guardia degli interessi dei capitalisti.  Essi sono inoltre una fucina di quadri per la dirigenza bolscevica, una base per i futuri organi del potere rivoluzionario. In terzo luogo, i Soviet permettono agli operai di imporre il loro potere e di essere una valida alternativa alle nazionalizzazioni, che molti sedicenti partiti comunisti oggi auspicano.

Che cos'è il controllo operaio e in cosa si differenzia dalle nazionalizzazioni?   

La nazionalizzazione delle imprese nelle attuali condizioni dello stato borghese non produce nulla di nuovo

per gli operai. 

Essa equivale solo al passaggio delle fabbriche da un oligarca all'altro, o a un gruppo di oligarchi. E questo non comporta nessuna differenza di sostanza. La nazionalizzazione dell'industria, dei trasporti, delle miniere, delle banche, della terra, ecc. è realmente possibile solo dopo il rovesicamento del dominio della borghesia e l'instaurazione del potere sovietico. In tal caso la nazionalizzazione ha un fondamento di classe e un suo contenuto autentico con il passaggio della proprietà dei mezzi di produzione allo stato proletario e la liquidazione della propietà privata.

Per contrapporsi alla nazionalizzazione borghese delle imprese il controllo operaio è indispensabile fin da subito. Senza questo controllo il proprietario prima o poi saccheggia il patrimonio dell'azienda, getta impunemente sul lastrico i lavoratori in eccesso o addirittura distrugge l'impresa, togliendo agli operai i mezzi della loro sussistenza. La borghesia sta già facendo tutto ciò e quindi occorre al più presto realizzare il controllo operaio nelle fabbriche.

I Soviet sono la forma migliore di organizzazione di tale controllo. Questo organismo di rappesentanza degli operai della singola fabbrica deve essere formato dai delegati del collettivo da esso stesso eletti al proprio interno. I delegati debbono essere, ovviamente, i più onesti, affidabili e sperimentati. Il Soviet deve sottostare al controllo dell'assemblea generale degli operai, dei quali osserva la volontà, i bisogni e le decisioni. In nessun caso si possono tollerare la trasformazione dei Soviet in una sorta di "aristocrazia operaia" e forme di complicità con la direzione della fabbrica negli interessi della borghesia.

Cosa può fare il Soviet operaio?

Il Soviet operaio può e deve bloccare l'attività predatoria dei dirigenti dell'impresa che lavorano per la borghesia ed imporre, se necessario, un nuovo direttore.

In tal caso il direttore deve attenersi completamente alla volontà del Soviet, rendere ad esso conto del suo operato e lasciare la carica se il Soviet lo richiede.

Il Soviet operaio non consente che siano prese decisioni determinanti per le sorti dell'impresa e delle sue maestranze senza una discussione approfondita ed un relativo accordo. Si tratti di licenziamenti, modificazioni  salariali o lo status dell'impresa, spetta al Soviet la decisione definitiva.

Il Soviet deve parlare ed agire a nome del collettivo di lavoro, formulare e proporre le sue richieste, guidare ed indirizzare la lotta. Quando è necessario deve assumere i compiti di comitato di sciopero in grado di portare avanti la protesta. Deve inoltre sostituirsi al comitato sindacale ufficiale, se questo tradisce gli interessi operai. 

Rapporti con i dirigenti aziendali e il potere

Non è necessario informare il direttore dell'intenzione di costituire il Soviet operaio. E non si deve chiedere il permesso a nessuno. Bisogna invece notificare l'esistenza del Soviet e le sue decisioni. Ciò va fatto con cortesia, con correttezza, ma anche con fermezza. Se la dirigenza borghese si rifiuta di riconoscere il Soviet, non tratta con esso e tenta di ostacolarne l'attività, allora una siffatta dirigenza non deve essere riconosciuta. Il Soviet in tal caso deve imporre un nuovo direttore e il vecchio viene privato delle sue funzioni. Bisogna impedire la svendita dei macchinari e delle materie prime, il furto dei mezzi di produzione e i licenziamenti illegali. Occorre impedire ogni atto che danneggia gli operai e la produzione. Sono questi i compiti del controllo operaio.   

La creazione dei Soviet è un'esigenza politica. Senza lotta politica, si sa, non è possibile nessun miglioramento stabile della condizione economica della classe operaia. Il  governo borghese può fare delle concessioni sotto la pressione operaia, ma la completa liberazione di tutti i lavoratori dallo sfruttamento si può ottenere soltanto dopo il rovesciamento del dominio borghese per via rivoluzionaria, ovvero dopo l'instaurazione del potere sovietico nella forma di dittatura del proletariato.

La lotta è sempre difficile, ma senza lotta non c'è vittoria. Il presupposto del successo sta nell'organizzazione della classe operaia.

I militanti del VKPB sono pronti a fornire ai lavoratori aiuto e assistenza informativa, organizzativa e consultiva.

Marina Anikina 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte: "Serp i Molot" ("Falce e Martello"), n° 2, febbraio 2014

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