Venerdì, 31 Gennaio 2014

VKPB: SOLO LA CLASSE OPERAIA PUO' RIMETTERE ORDINE IN UCRAINA
Nota del CC del VKPB del 21 gennaio 2014

L'opposizione nazional-fascista dei seguaci di Bandera, appoggiata ed aizzata dall'esterno, rende la situazione sempre più incandescente nel tentativo di prendere il potere, sostituire il regime di Janukovic-Azarov e consegnare definitivamente l'Ucraina nelle mani dell'Occidente, togliendole ogni residuo o barlume di sovranità e indipendenza.

Questa intenzione viene mascherata con slogan menzogneri di attaccamento alle sorti del paese e del suo popolo martoriato.

Fin dal 19 gennaio scorso lo scontro ha iniziato a perdere ogni connotato di contrasto pacifico.

Gli oppositori hanno cominciato a fare uso non soltanto di pietre, bastoni, mazze e catene, ma anche di bombe Molotov e miscele incendiarie. Oltre agli uomini della polizia, anche i militanti dei gruppi di estrema destra inneggianti a Bandera sono muniti di sfollagenti ed altre armi del genere (è certo, tra l'altro, che essi dispongono pure di armi da fuoco ed attendono il momennto  giusto o un comando preciso per farvi ricorso). Sono stati incendiati autobus ed edifici; agenti dei reparti antisommossa (berkut) sono stati avvolti dalle fiamme. Nelle infermerie sono arrivati decine di poliziotti (più di duecento secondo il ministero degli Interni) coperti di gravi ustioni, con fratture, ferite ed altre lesioni corporee.

Il 20 gennaio il presidente Janukovic ha rivolto al popolo ucraino un appello ad astenersi dalle violenze, a contrastare "coloro i quali ingaggiano una lotta per il potere a costo di provocare spargimenti di sangue".

Ma la colpa di quanto sta accadendo è proprio del regime di governo, che ha permesso ai nazional-fascisti inneggianti a Bandera di salire alla ribalta politica del paese. Già si sentono le incitazioni dei preti greco-cattolici (uniati, cattolici di rito ortodosso, n.d.t.) a parlare con il nemico nella lingua delle pallottole, ad imbracciare le armi, a far fuori i comunisti (ci riferiamo, ad esempio, al "santo padre" M.Arsenich ed al cardinale della Chiesa greco-cattolica ucraina Lubomyr Husar). Costoro replicano esattamente le gesta di certi loro predecessori che durante l'ultima guerra benedissero gli uomini di Bandera, li esortarono a "servire fadelmente" il "liberatore dei popoli ed artefice del nuovo ordine mondiale" Adolf Hitler, a battersi contro Mosca e i comunisti.

Per adesso la classe operaia tace ed osserva gli avvenimenti.

Noi bolscevichi dichiariamo che ambedue i clan della borghesia in guerra fra di loro per il potere sono estranei al popolo lavoratore dell'Ucraina, sia a quello della parte occidentale, sia a quello della parte orientale. La borghesia ci vuole subdolamente dividere per appartenenza linguistico-territoriale ed appartenenza confessionale. In realtà il popolo ucraino si divide per appartenza di classe: la maggior parte di esso è composto di lavoratori depredati e umilati a fronte di una minoranza borghese, non importa di quale colore,  sfumatura e clan.

Cacciare il capitalismo e ricostutire il potere dei lavoratori - questo è il compito del momento storico attuale che si pone alla classe operaia ucraina ed ai suoi alleati, i lavoratori della terra ed i lavoratori intellettuali.

Questa è l'unica via d'uscita dalla crisi, l'unica possibilità di evitare il definitivo assoggettamento  e colonizzazione dell'Ucraina da parte dell'Occidente imperialistico. 

A.Maevskij

Segretario del CC del VKPB 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte:www.vkpb.ru, 30.01.2014

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