Domenica, 26 Gennaio 2014

ZACHAR PRILEPIN RISPONDE AI PREMI NOBEL
Riflessioni sulla natura dell'oscurantismo

27 premi Nobel hanno firmato una lettera aperta a Putin invitandolo ad abrogare la legge contro la propaganda gay. Il testo integrale è stato pubblicato dal The Indipendent il 14 gennaio scorso. Tra i firmatari dell'appello "al presidente e al popolo della Russia" troviamo John Maxwell Kutzee, nobel per la letteratura nel 2003, Paul Nurse, nobel per la medicina nel 2002, e sir Harold Kroto, nobel per la chimica nel 1996. Quest'ultimo è stato, insieme all'attore sir Ian McKellen, il promotore dell'iniziativa. La legge osteggiata dai nobel è stata approvata alla fine di giugno del 2013 ed ha immediatamente attirato su di sè i fulmini delle associazioni per i diritti umani e di numerosi uomini politici occidentali. Alcuni politici e personalità della società civile hanno persino proposto il boicottaggio delle Olimpiadi di Soci.

 

Per favore, niente emozioni, tranquillamente e per tesi.

       

Tesi prima. Parte del pianeta soffre di sovrappopolazione. La Terra è all'esaurimento, nel cielo si aprono enormi buchi, in mare galleggiano immondizie di plastica pari per superficie ai piccoli paesi dell'Europa. Ma il dato più importante che che il "miliardo d'oro" non possiede più i mezzi per il mantenimento del livello di vita abituale.

 

Gli specialisti dei principali paesi pensano seriamente  che occorra sfoltire la popolazione del pianeta. Altrimenti questi paesi si dovranno scontrare, entro questo secolo, con problemi che non potranno risolvere.

 

Ci vorrebbe una grande guerra, ma una grande guerra tutti potranno vederla e nessuno la giustificherebbe. E poi quanta gente si può eliminare in una guerra? Milioni, volendo. E' poco!

 

Non sarebbe male una qualche epidemia, una peste invisibile, ma questa potrebbe essere velocemente diffusa in tutta la terra e così la subirebbero anche  loro, quelli del "miliardo d'oro", nel cui interesse si realizzerebbe l'impresa.

 

Tesi seconda. La cosiddetta pianificazione della famiglia e tutto quanto ne deriva in parallelo (lotta per i diritti di gay, lesbiche, bisex e trans, movimento femminista ed altre "novità" all'orizzonte) sono in stretta connessione con la prima tesi.

 

In un determinato momento gli esponenti di un elitario club mondiale (o di una serie di club) hanno calcolato entrate e uscite e si son messi a piangere: ragazzi, le cose vanno di male in peggio, ci si riproduce troppo, il pianeta potrebbe anche reggere, possiede ancora risorse sufficienti, però il "miliardo d'oro" precipiterebbe di sicuro.

 

Che fare, signori? Le vostre proposte.

 

I club elitari mondiali, a differenza di Facebook russo, sanno benissimo di poter ipnotizzare e governare il mondo liberale alla stessa stregua di quello totalitario.

 

Nel mondo liberale basta creare un trend o alcuni trend, e la cosa è fatta.

 

All'inizio si è stabilito di mettere in dubbio l'istituto della famiglia.

 

"Il mondo è cambiato...", "la donna può fare da sola...", "perchè l'uomo dovrebbe accasarsi..." ed altro bla-bla-bla. Ho letto queste cose in centinaia e centinaia di pagine di decine e decine di riviste patinate, poi in uno, due, tre anni simili scemenze hanno trovato ospitalità nella  stampa patinata del mondo intero. Migliaia e migliaia di manichini parlanti, di leoni e leonesse della mondanità le ripetono alla radio e in TV.

 

E continuano a ripeterle.

 

E disquisiscono, oltre tutto in maniera penosa e triviale, di cose noiose come queste:

 

- una donna, sia pure di  grande successo, può crescere un solo figlio, eccezionalmente due (una su cento), tre in nessun caso,

 

- un bambino cresciuto in una famiglia incompleta spesso non assume volentieri come fondamento di vita il tipo di famiglia dov'è diventato grande.

 

Coloro i quali scrivono certe cose nelle loro pagine patinate sono cresciuti al 99% in famiglie complete, non certo negli orfanotrofi oppure con la sola madre, perciò barano nel vero senso della parola, poichè attirano i lettori in situazioni di cui ancora nessuno conosce gli effetti. I nostri genitori hanno preferito la vita di coppia, mentre le odierne statistiche, con otto coppie su dieci che si separano, non hanno precedenti nella storia. Gli effetti di queste statistiche sono da venire, ne raccoglieremo i frutti.

 

Poi viene il tema famigerato della omosessualità.

 

I gay di Stati Uniti e d'Europa hanno avuto problemi negli ultimi cinquant'anni? No, non hanno avuto problemi. Per lo meno, non più di quelli di tutti gli altri cittadini loro connazionali.

 

Eppure il tema, sorprendentemente, ha assunto una tale incandescenza, come se il mondo si trovasse alle soglie di un nuovo genocidio. Nel frattempo milioni di persone vivono nei tuguri, intere nazioni crepano di fame, nel mondo prosperano la tratta degli schiavi ed il traffico di organi umani. Ma i 27 premi Nobel si cimentano spesso in scambi epistolari per ragioni così poco amene? No, di regola non lo fanno. Ci sono temi ben più importanti e sensibili.

 

Lo capite che qualcuno ha messo insieme questi personaggi, non certo gli ultimi del pianeta, dei premi Nobel di paesi diversi, che per farlo c'è voluto un impegno organizzativo considerevole? C'è bisogno di spiegarlo? Io non sono un fautore della teoria del complotto, ma a volte gli occhi bisogna aprirli.

 

Esiste un preciso indirizzo.

 

Si deve presumere che il successivo trend mondiale riguardi la creazione di una famiglia di nuovo tipo, dove cinque genitori possano avere un solo figlio: tre mariti e due mogli si sono amati in lungo e in largo e un essere è venuto alla luce non si sa bene da chi. Non importa, lo faremo crescere in un'atmosfera di amore ecumenico, gli daremo un'ottima istruzione e quando sarà cresciuto, chi sa, noi stessi ci sposeremo con lui, e lui non batterà ciglio.

 

Dietro l'angolo vi è già una legge di sostegno alla zoofilia, non è uno scherzo. Cosa c'è da ridere? Se gli esperti mondiali dovessero calcolare che nel mondo esistono milioni di potenziali zoofili desiderosi di legalizzazione, pure questi saranno sostenuti e portati alla ribalta del trend. E la miriade di associazioni per la difesa dei diritti degli animali si tapperanno immediatamente la bocca.

 

Cosa volete? Quando neppure ai bambini si chiede se desiderino essere adottati da una coppia gay, per quale motivo si dovrebbe chiedere ad una capretta se accetti di diventare la vostra sposa? Forse le caprette hanno più diritti dei bambini di un orfanotrofio?

 

La spiegazione di tutto questo circo eccessivo non risiede in un contesto da "fine del mondo" ed altre diavolerie. Il problema è squisitamente economico.

 

Quando un milione di adulti eterosessuali escono dai paradigmi della famiglia tradizionale, si perdono almeno 500.000 nuovi bambini. Tutto qui!

 

Ammettiamo che nel mondo vi sia il 3% di omosessuali dalla nascita. Ove il fenomeno diventasse di attualità e di tendenza a tutti i livelli, la percentuale potrebbe salire al 6%. Se si aumenta il calore nella caldaia, si potrebbe arrivare anche al 10%, risucchiando nel trend altri cittadini di animo alternativo. Non ci sono epopee sulla BAM (Ferrovia Bajkal-Amur, ndt) o la  Magnitka (colosso siderurgico, ndt) che tengano, qui la posta è molto più alta.

 

Hanno trasformato l'istituto della famiglia in "istituto contro il matrimonio" e "del libero rapporto",  e il quadro è diventato ancora più attraente. Se una decina di milioni escono dal paradigma della famiglia tradizionale, si hanno cinque milioni di bambini in meno. Se ne escono venti milioni, i nuovi esseri umani che non verranno a calpestare i nostri campi ed a bere il nostro petrolio saranno dieci milioni. In sostanza sarebbe la terza guerra mondiale senza visibili massacri. Un calcolo elementare! Il "miliardo d'oro" ottiene una proroga e può ancora scialare.

 

La nostra "classe creativa" è convinta di lottare per la libertà degli uomini di tipo nuovo, per un mondo progressivo, ma questo non può in nessun modo cancellare un fatto deprimente: le decisioni sulla creazione di certe tendenze sono sempre prese da  qualche parte in alto. Nessuno ha interpellato la "classe creativa" e neppure i premi Nobel, che sono stati semplicemente usati.

 

Siamo di fronte, com'è evidente, a situazioni modellate.

 

Un best-seller letterario o cinematografico su cinque tratta un tema ben preciso. Ma quale coincidenza! No, non cè nessuna coincidenza. Non è affatto un caso se prima della ennesima invasione di un qualche paese asiatico ad Hollywood si girano una quarantina di colossal sul dispotismo ed altro terrorismo asiatico.

 

Basta!

 

I redattori del GQ Russia (Gentelemen's Quaterly, ndt) oppure di Maxim Russia, ad esempio, attaccano la famiglia e pensano che ciò sia frutto del loro pensiero. No, non è farina del loro sacco. Però credono sinceramente in quel che dicono. Certo, sinceramente. Tanto sinceramente quanto a suo tempo gli europei colti hanno creduto in Hitler, lo hanno osannato. La sincertà è come il fiore, se lo innaffia un bravo giardiniere germoglia e cresce.

 

Ci sono pure dei piccoli problemi. Improvvisamente la Chiesa si è messa di traverso sulla splendida via del progresso: quella cattolica un po' infiacchita, quella variegata protestante e quella ortodossa ancora in forze.

 

Le evidenti concessioni della Chiesa in Europa occidentale non la salvano dalla massiccia fuga dei fedeli dal suo grembo. In Germania, Austria, Francia i luoghi di  culto si svuotano a vista d'occhio. La rinascita della religiosità postcomunista nei paesi ex socialisti si è spenta appena nata.

 

E in Scandinavia? Sono stato di recente in Finlandia, dove in tutto il paese si percepisce un forte movimento di rifiuto della fede per una semplicissima ragione: perchè la Chiesa non ha appoggiato i matrimoni gay. Si, non li ha appoggiati, però non li ha neppure condannati. Ha semplicemente scelto il silenzio. La Chiesa tace? E allora vade retro, Chiesa!

 

Non si capisce più chi perseguita chi. La Chiesa non è un prestigioso negozio di scarpe, non è obbligata a correre dietro la moda, è vero? Non ha corso per duemila anni, perchè dovrebbe correre adesso. Ebbene no, pare proprio che debba correre.

 

Ma perchè i 27 premi Nobel non prendono le parti, diciamo, della Chiesa cattolica? Perchè per atti del genere occorre avere non solo il cervello, ma anche le palle.

 

Anzi, per atti del genere sarebbe preferibile non tanto vivere in in un mondo di tutte le libertà possibili e immaginabili, ma essere in sè liberi. Si tratta di due cose diverse. A volte, e sempre più spesso, contrastanti.

 

La retorica antiortodossa sta montando anche da noi. E' significativo che vi prendano parte signori che solo una ventina di anni orsono accusavano i bolscevichi di aver separato il popolo da Dio ed abbattuto i luoghi di  culto. Ora che il problema del bolscevismo parrebbe risolto, la Chiesa Ortodossa Russa non serve più, anzi in un certo senso è di disturbo. Vi è sempre qualcosa che disturba la libertà.Per realizzare con successo le libertà ci vuole sempre una bella piallata. Il posto della Chiesa è fra la servitù. Caro pope, possiamo fare a meno di te, decidiamo noi se procreare e moltiplicarci o se occuparci di altro. 

 

 

In tutta questa storia bisogna farsi una domanda: ma perché gli Stati Uniti e l'Europa non hanno paura di diventare anche loro di meno?

 

Tanto per cominciare loro sono quanto basta. Il "miliardo d'oro" si chiama "miliardo", non "trilione", proprio perché la barca contiene quella data quantità di fortunati, non un miliardo di più.

 

E' probabile, d'altronde, che piani di "stabilizzazione demografica" siano già in programma nelle "regioni economicamente arretrate". E pian piano li stanno realizzando. 

 

Infine, con gli armamenti che si ritrovano gli USA possono continuare a controllare qualsiasi quantità, di africani ad esempio. Senza contare che in Africa la gente muore come le mosche, per cause naturali. E neppure l'Asia è di ostacolo, possono sempre bombardarla. 

 

Guardate come si altera il mondo dei bianchi quando gli esponenti del mondo asiatico pretendono di avere la stessa bomba che hanno le potenze nucleari. Sotto il profilo del buon senso sarebbe giusto riflettere: perché alcuni possono e altri no. Siamo al fascismo in natura su basi etniche. Ma che volete, non possono. 

 

Non guasta, inoltre, ricordare che gli Stati Uniti sono uno dei pochi paesi al mondo la cui popolazione non cala. Anzi aumenta. E poi, chi può spaventarsi  se questa popolazione non sempre è bianca di pelle, il presidente forse?

 

Altra cosa è che in tutta questa storia una parte dell'Europa e soprattutto i paesi dell'ex URSS sono utilizzati sotto banco dalla élite mondiale. Quando un cittadino russo (ucraino, estone, lettone, bielorusso oppositore; e poi polacco, rumeno, serbo, ceco) si reca nel mondo "civilizzato" per mangiare, ottenere un lavoro e dar da mangiare ai figli, ebbene costui non capisce bene alcuni dettagli. "Il mondo civilizzato" vuole che voi (noi) diminuiamo il più possibile. E se le "difficili condizioni economiche" dimezzano la nostra popolazione, non si tratterà dei costi della "transizione", ma del risultato di una piano preciso dove l'economia va a braccetto con "la pianificazione della famiglia" ed altri miracoli del progresso.

 

Ma anche gli omosessuali sono in un certo senso ostaggi della situazione. Anch'essi sono utilizzati: loro vogliono la felicità personale e ogni sicurezza, però li stanno attirando in un'affaire globale per la "regolamentazione della quantità e della qualità della popolazione terrestre".  

 

E se una parte dell'umanità arrabbiata (che esiste ed è davvero molto arrabbiata) ad un certo punto dovesse insorgere contro un simile attacco ai valori tradizionali, non la  pagheranno i club elitari mondiali, ma queste tenere creature, che tutto sommato sono pure innocenti. Peccato che non sempre lo capiscano.

 

Naturalmente, i club degli specialisti fanno pure altri calcoli: alcuni eminenti economisti, per esempio, sostengono apertamente che la crisi mondiale deriva dal calo della natalità nei paesi europei, ma sorprendentemente, e paradossalmente, la loro conclusione non assurge alla ribalta di trend mediatico!  La loro posizione non diventerà mai motivo di scambio epistolare dei giganti del pensiero certificati dal Nobel.

 

Nella situazione che si è creata noi dobbiamo preoccuparci di una sola cosa: conviene alla Russia partecipare a questa "falcidia planetaria" senza spargimento di sangue?

 

La mia risposta é no, non gli conviene.    

 

Forse la natura ha un suo piano, nel quale una parte della popolazione (innanzi tutto il miliardo d'oro) non trova spazio.

 

L'umanità non ha spazio, la Russia invece si.

 

Avete mai volato in aereo sopra la Russia? Vi sarete accorti certamente che da ogni lato da noi si estendono terreni ancora vergini, spazi a perdita d'occhio ed anche enormi risorse disponibili, sufficienti per il doppio della popolazione. (Se le nostre autorità non le avessero saccheggiate spudoratamente saremmo ancora più ricchi).

 

Chi guarda alle nostre risorse con interesse ed invidia, naturalmente vorrebbe che fossimo di meno. Questo è il loro interesse, ma noi che c'entriamo? Punto.

 

Ci deve preoccupare quanto accade fuori della Russia?

 

No, loro sono uomini liberi e facciano pure le loro scelte.

 

In definitiva noi siamo persino interessati a che, loro, siano di meno. Che si assottiglino!  

 

Tuttavia, nel nostro paese dobbiamo renderci conto che l'"oscurantismo", nel senso originario del termine, non corrisponde alla posizione della Chiesa ortodossa russa. L'oscurantismo s'incarna semmai nella posizione della classe creativa russa.

 

Oscurantismo è intervento attivo e coerente a sostegno di tutto quanto coerentemente e attivamente contraddice la morale cristiana. Siamo di nuovo in una situazione, nella quale la intelligenzia liberale compie deliberatamente e spudoratamente una sostituzione di concetti.

 

Volete essere oscurantisti, siatelo. Abbiate però il coraggio di chiamarvi con il vostro nome.

 

Vi piace occuparvi della salvezza dell'umanità, perfetto, siamo a favore! Spostatevi solo un poco più ad occidente e continuate il vostro lavoro di  volontariato. Vi saremo vicini con il pensiero, vi appoggeremo in segreto.

 

Però, lasciate in pace questo territorio tenebroso. Qui ci si salva all'antica.

 

Naturalmente, faranno pressing sulla Russia. Diranno che noi siamo dei selvaggi. Ci scriveranno delle lettere, ci invieranno sms.

 

Ma noi non siamo dei selvaggi. Noi siamo liberi.

 

Zachar PRILEPIN

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte: www. Sovross.ru, 18.01.2014  

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