Lunedì, 13 Gennaio 2014

TERZO FORUM DELLE FORZE DI SINISTRA IN RUSSIA
Nota del CC del VKPB del 20.09.2013

Il 14 settembre dello scorso anno si è tenuto a Mosca il Terzo Forum delle forze di sinistra con la partecipazione dei delegati dei seguenti partiti e movimenti: VKPB (S. Christenko, segretario del CC), Unione Interregionale dei Comunisti, Comunisti di Russia, Fronte di sinistra (S.Udalcov), Nuova Sinistra (eurocomunisti), Gruppo Nuovi Comunisti, Partito Operaio Russo (trozkisti), Russia Lavoratrice (V.Anpilov), Azione Autonoma (anarchici), Altra Russia (E.Limonov), KPSS, Movimento Socialista Russo, Movimento di volontariato Alternativa, Università giovanile del socialismo Moderno, Unione Comunista Russa della Gioventù, Comitato per l'Internazionale Operaia (trozkisti), RKP-KPSS (A.Prigarin), Movimento Socialista di Sinistra (social-democratici), Avanguardia della Gioventù rossa-Russia Lavoratrice, Comitato di Difesa dei diritti dei cittadini e di altre formazioni di varie regioni di Russia, Bielorussia e Transdnestr.

All'ordine del giorno vi erano la situazione politica in Russia e lo sviluppo del movimento di sinistra; la realizzazione dei Consigli di coordinamento regionali del Forum; le iniziative in programma ed il loro collegamento. Dopo una serie di brevi relazioni introduttive si è svolto il dibattito generale, durante il quale hanno preso la parola (per non più di 5 minuti ciascuno) una trentina di delegati. Si è discusso molto dei risultati delle elezioni municipali a Mosca, soprattutto del significato della bassissima affluenza alle urne, appena il 33%, della posizione degli astenuti ("nostro elettorato" o filistei indifferenti?). Il 10% conquistato dal candidato del Partito Comunista della Federazione Russa (PCFR) Melnikov segna il fallimento di questo partito oppure è un campanello d'allarme per tutti i comunisti? Che valore attribuire al 25% del liberale Navalnyj? Quali strati sociali lo hanno votato? Grande spazio è stato riservato inoltre ai problemi della casa, dal momento che il potere borghese sta procedendo a sfratti di massa dei lavoratori con la scusa di una presunta inagibilità delle loro abitazioni o per il fatto che si troverebbero in aree di proprietà privata, com' è stato per le maestranze del "Setificio di Mosca" o potrebbe essere per quelle degli stabilimenti "Nogin" e "Operaia rossa". Gli intervenuti sull'argomento, molti dei quali hanno subito in prima persona la prepotenza delle autorità, hanno raccontato la loro esperienza di lotta.

Si è parlato anche, a vent'anni di distanza, dei fatti tragici dell'autunno del '93, quando si completò la controrivoluzione borghese. Il Soviet Supremo aveva già effettuato le procedure di impeachment del presidente Eltsin. La Corte Costituzionale aveva assunto la medesima decisione e Eltsin, pertanto, era ormai giuridicamente privo della sua carica istituzionale. Ma costui e tutto il suo entourage di banditi non accettarono né la decisione della Corte Suprema, né la richiesta del popolo. E così il Soviet Supremo venne bombardato dai carri armati il 4 ottobre 1993. In Russia si assistette alla ripetizione del golpe fascista dell'11 settembre 1973 in Cile, quando il generale Pinochet fece bombardare dai tank la residenza di Salvador Allende.

Gli intervenuti al Forum hanno richiesto all'unanimità la ricostituzione dell'Unione Sovietica e sottolineato la necessità di trarre le giuste conclusioni dagli avvenimenti del '91 e del '93, di chiarire e tenere nella dovuta considerazione tutte le ragioni della dolorosa restaurazione del potere borghese nell'URSS. Vi è stata unanimità pure sul problema della Siria, dove sullo sfondo di un aggravamento della tensione internazionale il popolo guidato da Bashar Assad si oppone alle formazioni criminali di Al Qaeda ed a mercenari stranieri finanziati dagli Stati Uniti: "Le forze di sinistra del mondo intero, - si legge nella Dichiarazione finale - debbono solidarizzare con il popolo fratello di Siria impegnato a resistere con coraggio ai mercenari stranieri ed a rivoltosi che si spacciano per "opposizione", compiono atti terroristici, uccidono pacifici cittadini, devastano le infrastrutture del paese e ne distruggono le testimonianze culturali. Sotto i nostri occhi si sta riproponendo il fascismo a livello mondiale nella condotta dello stato-guida imperialistico, gli USA, che quanto ad aggressività non ha nulla da invidiare alla Germania di Hitler".

Particolare attenzione è stata dedicata alle condizioni del movimento comunista in Russia, ai suoi problemi ed a come risolverli. La stragrande maggioranza dei partecipanti ha espresso una posizione critica o molto critica nei riguardi del PCFR. Sono stati riferiti episodi di connivenza fra le strutture regionali di questo partito ed il potere, di veri e propri tradimenti a danno di compagni di altri partiti. Alcuni si son chiesti preoccupati: "se il PCFR affondasse del tutto e perdesse i residui di popolarità di cui ancora gode, chi potrebbe riempirne il vuoto nel campo della sinistra? I comunisti, noi tutti, potremmo sparire dalla scena politica". E' emerso con chiarezza che il movimento comunista vive in Russia una situazione di crisi. Il problema della unificazione ha tenuto banco: a fronte di un riconoscimento unanime dell' impossibilità di costituire oggi un unico partito comunista, si è registrata una forte differenziazione intorno al problema se sia o meno necessario unirsi. A. Baranov, del sito di sinistra "Forum . MSK", ha addirittura detto che "nella diversità sta il senso stesso del Forum delle forze di sinistra e non ci serve nessun partito comunista unico. Sarebbe solo nocivo". Questa affermazione un pò troppo estrema ha suscitato sonore proteste. Si sono ascoltati interventi del tutto privi di senso, del tipo "da un lato... ma dell'altro...".

Si è ammesso con franchezza che il lavoro di agitazione dei comunisti fra le masse non è sufficientemente efficace. Cosa fare? A.Buzlaghin del movimento Alternativa ha detto che "alla gente occorre dire la verità, indicare tutte le contraddizioni della situazione, altrimenti nessuno crederà in noi. Per adesso continuiamo a riprodurre ideologismi da tempo superati, che non hanno niente in comune con lo stato delle cose presente". A nostro parere sarebbe più corretto dire: occorre un lavoro di propaganda non "rituale", "per campagne", un'attività di propaganda fatta con prontezza, ogni volta che una nuova situazione lo richieda, orientandosi sulle persone in carne ed ossa. La gente comune cerca un' alternativa alla realtà esistente, i comunisti debbono essere in grado di proporre questa alternativa! Vi è anche un'altro fatto importante sotto questo aspetto: esistono realtà di protesta già pronte, dov' è assolutamente necessario il sostegno degli attivisti di sinistra. Un esempio viene dalla lotta contro la riforma dell'Accademia russa della scienze. E' importante qui lavorare fra la gente senza ipocrisie e con dedizione, dimostrando competenza nell'opera di convincimento ai fini di una giusta scelta degli obiettivi di lotta.

I rapporti fra i comunisti ed i liberali, i cosiddetti "fiocchetti bianchi", l' "opposizione di Piazza Bolotnaja", costituiscono un problema di vecchia data. Nella risoluzione finale del Forum si legge: "... vi sono appelli a prendere le distanze dal movimento di protesta (dei liberali), poichè vi predominano i politici di destra e di estrema destra. Ma c'è anche chi ritiene necessario mettersi al rimorchio di politici come Navalnyj ed evitare di attaccarli in nome di una evanescente "unità dell'opposizione". Il Forum delle forze di sinistra respinge l'uno e l'altro approccio". Neppure la lettura della risoluzione nella sua interezza riesce tuttavia a chiarire il nocciolo del problema, vale a dire se si debba collaborare con i liberali oppure combatterli. Per quanto ci riguarda, noi bolscevichi riteniamo che sia impossibile collaborare con chi è sponsorizzato dall'Occidente e lavora per esso. Fin dal mese di settembre del 2012 abbiamo dimostrato negli scritti da noi pubblicati il carattere borghese  profondamente antisovietico ed anticomunista dei "fiocchetti bianchi" ed affermato che per i comunisti è impossibile qualsiasi alleanza con loro, sia pure temporanea.

I problemi della vita interna del Forum e del funzionamento del suo Consiglio di coordinamento non sono stati ignorati. Nessuno si è detto soddisfatto, si è sottolineato anzi che il Forum risulta praticamente sconosciuto alle larghe masse dei lavoratori. Il Consiglio di coordinamento non dirige a dovere il lavoro quotidiano di organizzazione delle iniziative comuni. Un grosso danno deriva dalla mancanza di un suo sito in Internet. Occorrerebbe inoltre, come si è affermato in numerosi interventi, migliorare radicalmente l'opera di interazione ideologica fra i partiti e le organizzazioni aderenti. Sono state avanzate parecchie proposte concrete di discussioni, conferenze e seminari congiunti, dibattiti via internet-furum, fermo restando che occorre sopratutto delineare il futuro, il comunismo , invece di analizzare solamente il passato. (Di certo non vi è futuro senza passato, e rispetto all'era sovietica le opinioni sono le più varie dentro il nostro schieramento. Quanto al futuro, al comunismo, noi non possiamo non rilevare la mancanza di unità nella determinazione delle vie per arrivarvi, la eccessiva infatuazione per il parlamento e la negazione della via rivoluzionaria in tanta parte della sinistra).

Il Forum ha deciso di avviare l'organizzazione dei Consigli di coordinamento regionali, il che permetterà di agire nel territorio con maggiore efficacia, di elaborare una tattica comune di lotta nel contesto della crescente repressione da parte del potere, di perfezionare le forme di partecipazione al movimento di protesta.

Al termine dei lavori sono state approvate una serie di risoluzioni su: "Strategia del Forum delle forze di sinistra e compiti del movimento di sinistra in Russia", "Organizzazione del Consigli di coordinamento nelle regioni", "Coordinamento del movimento di protesta di sinistra", "Situazione in Siria", "Ventennale dei fatti dell'ottobre 1993", "Sul nazionalismo", "Le condizioni degli inquilini degli alloggi di servizio e di fabbrica", "Sui prigionieri politici e la loro assistenza".

LE NOSTRE CONCLUSIONI SULL'ESITO DEL TERZO FORUM DELLE FORZE DI SINISTRA

1. Il Forum rappresenta una massa sfilacciata e poco strutturata di partiti, organizzazioni e movimenti di sinistra, social-democratici, anarchici, ecologisti e "di protesta generica".

2. Alcuni partecipanti al Forum, o per scarsa preparazione ed esperienza politica o pregiudizialmente, scambiano il concetto di "rivoluzione socialista" con quello di "rivoluzione sociale", nonostante non si tratti affatto della stessa cosa. Cosi facendo, confondono le masse popolari e gli alleati potenziali della sinistra, seminando illusioni sulla possibilità di migliorare pacificamente il capitalismo fino al graduale passaggio al socialismo.

3. La eccessiva varietà di opinioni, tesi, tendenze all'interno del movimento di opposizione di sinistra su tutti gli avvenimenti politici attuali, i "lati deboli" manifestati dal movimento comunista e le possibilità emerse di cooperazione fra le organizzazioni ed i gruppi presenti al Terzo Forum hanno dimostrato quanto sia lontana la realizzazione di un unico partito comunista rivoluzionario capace di dare coesione all'impegno delle masse per la soluzione dei problemi. I bolscevichi ritengono che il movimento di protesta di sinistra possa essere unito soltanto sulla base ideologica del marxismo-leninismo, ovvero del bolscevismo.

4. Tuttavia per noi bolscevichi la partecipazione a queste iniziative è indispensabile. Dobbiamo portare nell'attività del Forum delle forze di sinistra le nostre opinioni bolsceviche sui problemi impellenti.

Il regime criminale borghese instauratosi nella Federazione Russa e nelle altre ex repubbliche sovietiche protegge con tale sollecitudine il proprio potere, che ha messo in piedi così tanti partiti pseudo-comunisti da non poterli neppure contare. Tali "partiti" hanno ottenuto senza problemi la registrazione presso il ministero della Giustizia (come i "Comunisti di Russia") e sono finanziati dal regime attraverso i servizi. La loro registrazione serve perchè possano presentarsi alle elezioni. In una situazione siffatta la gente comune difficilmente riesce a comprendere QUALE differenza ci sia fra tutti questi partiti "comunisti", che oltre tutto cambiano frequentemente di nome, formando blocchi e alleanze con altri minuscoli gruppi di scarsissimo rilievo.Stando così le cose, per noi bolscevichi resta inalterata la necessità di un'ampia propaganda del bolscevismo fra la popolazione ed anche dentro tutte le organizzazioni, i movimenti e le associazioni a noi accessibili.

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

Fonte:www.vkpb.ru, 23.09.2013

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