Sabato, 30 Novembre 2013

MANIFESTO NON-CONFORMISTA
Giovane, cattivo, di sinistra

Essere di sinistra è giusto. Di sinistra è di moda. Di sinistra significa libero, audace. Di talento, aperto, sicuro di sé.

Di sinistra è poesia, è giovinezza.

Di sinistra è scendere in piazza.

Di sinistra è dire la sua.

Di sinistra è far paura alla polizia, al ministro, al presidente.

Il presidente ha chiesto ad un gruppo di cinquecento scrittori: "C'è forse qualcuno che da noi vuole la ripetizione del '17?"

In sala non c'era Limonov, non ha risposto nessuno.

In sala non c'era Majakovskij, e neppure Velimir Chlebnikov. Non c'era Blok, né Sergej Esenin.

C'era altra gente. 

Signor presidente, voi non volete il '17, parlate per voi.

Qui ci sono quelli che vogliono il '17.

Il 1917 ci sarà.

Il fatto che nei locali di moda della capitale, alle mostre e nei teatri, nei social network, nelle riviste patinate, nelle radio di intrattenimento spadroneggino individui, per i quali "di sinistra" vuol dire "emarginato", "sconfitto" e "ignorante" significa un certo svitamento del cervello dell'ultima intelligenzia russa, del mondo studentesco, della classe creativa.

Molti di loro non amano il potere (è chic, si usa, è a la page), ma in realtà la pensano esattamente come il potere.

Intanto il mondo va a sinistra. L'Europa, alla quale la nostra intelligenzia si ispira, si radicalizza e si rammarica che lì non ci siano partiti di sinistra forti e cattivi.

In Europa si prepara la rivolta. Non lo nascondono neppure.

A confronto dei giovani italiani, greci, francesi o egiziani, i giovani russi di oggi appaiono oziosi, sfilacciati, in balia dalla corrente.

Gli hanno insegnato che così significa essere "civili", come "lì".

Me lo ha detto il signor Dvorkovich: "Dobbiamo imparare a protestare civilmente".

Sì, siamo d'accordo.

Solo che non bisogna andare a Biryulevo, bisogna puntare sul Cremlino.

E se noi impariamo a protestare civilmente sulle nostre massicciate non rimarrà un solo sanpietrino.

Resta da spiegare cosa devono essere e di cosa si devono occupare i nuovi giovani russi, visto che per adesso la pensano ancora come Dvorkovich.

Aggiungiamo che appena comincia la festa si vede subito che Akunin, Nemcov e Venediktov la pensano allo stesso modo.

Sono tutti per la "evoluzione".

Ognuno di loro ha un bell'aspetto, ma sono pensionati al silicone, devono avere dei nipoti da molto tempo: "Nonnino, fammi fare l'altalena sulla tua gamba siliconata! Cos'è questa tosse, nonnino? Oddio, ti si è staccata la gamba!"

E l'occhio è sceso!  

La moda politica è determinata da individui che si vestono in boutique assai costose, ma a ben vedere ciascuna di queste boutique è second hand. Loro erano giovani quando voi non eravate ancora nati. 

Loro dicono che non serve il socialismo perché loro lo hanno già vissuto.

"Nonnino, sono cresciuto, voglio innamorarmi!". "Non serve neppure questo! Lo abbiamo già vissuto. Innamorati di me".

No, vecchietto. Hai già vissuto tutte queste cose, va bene, adesso passa oltre. Perché te ne stai in mezzo al cammino come un tronco.

Hai spappolato a tutti il cervello con le tue sentenze.

Si è visto che la mentalità della mandria non appartiene solo alla plebe. Anche la classe creativa ha le sue opinioni standardizzate e un po' meschine.

E' tollerante, politicaly correct, certo, ma nel suo vocabolario ci sono parole pesanti come "rashka" * e "sovok" *.

Amico mio, forse sei malato, molto malato. Perché "rashka" e "sovok" si può dire, e non si possono deridere i gay pride, non si può proporre di espropriare tutto e dividere per tutti?

Il "rashka" e il "sovok"  sulla tua lingua fanno ribrezzo tanto quanto "montanaro" e "negro". O non lo sai? Se non lo sai impara.

La tua tolleranza è un bluff, un niente, un' ipocrisia.

Il neoliberale mondiale ha stuprato l'Africa, l'Asia, la Russia e l'America Latina e si permette di parlare di tolleranza.

Chiacchiere e fariseismo.

Tollerante è di sinistra. Di sinistra è per i propri popoli. Il liberale è per le libertà proprie. Si capisce la differenza?

Il liberalismo è passato in quindici paesi e in centocinquanta non è passato, ma questo viene comunemente ritenuto un dettaglio insignificante.

Adesso ci sono problemi anche nei quindici paesi, ma l'hipster russo crede beato nel liberalismo, lo gusta come si gusta lo zucchero filato, lo sogna come una vacanza al mare, lo suona come si suona il piffero.  

Passerà un pò di tempo e cominceranno ad andare a sinistra paesi che non ti aspetti.

Nelle europe e nelle americhe, però, vi è ancora un piccolo difetto: i loro di sinistra non vanno alla radice delle cose. Si limitano a parlare di lavoro, di salario, di assistenza sociale. Vogliono vivere dentro l'ordine liberale ed essere garantiti "da sinistra".

Questa variante non passa. Non esiste! Per vivere nel mondo neoliberale ed essere garantiti "da sinistra" bisogna rapinare qualche estraneo, oppure trovare un tesoro.

Ma hanno già rapinato tutti. I rapinati si sono presentati in Europa per prendersi la loro parte. Non c'è più niente da fare.

Forse faremo noi qualcosa.

Dobbiamo solo diventare più liberi, più bruschi.

Le hai delle convinzioni?

"Si, sono uno di sinistra".

Questo suona come un bel colpo, una bella battuta a rete.

Di sinistra, russo, ottima autopresentazione.

Di sinistra, cattivo, non politicaly correct, voglio il 1917, amo Majakovskij. Si.

Questa gente spicca il volo, sorride con il sorriso di Jurij Gagarin., sorvola il Polo Nord, sorvola il Polo Sud, conosce la geografia, non usa l'informazione, la crea. 

La classe creativa siede nei caffè Bontempi, si da a fiacchi sberleffi, fa moine, va su "Facebook", approva con "piace" individui che portano scritto sulla fronte "smidollato, asino patentato".

Siamo già entrati nel mondo dei fratelli Strugatzkij nelle loro fase decadente. Dicono che il regista German ne abbia tratto un film dove si vede proiettato a tutto schermo per un intero minuto il membro di un asino.

Evidentemente un minuto è poco. Da noi si vorrebbe prolungare questa scena per una intera vita.

O forse non c'è bisogno?

Non ci sono più i fratelli Strugazkij del periodo giovanile. Lì gli uomini somigliavano agli uomini.

Chi ha detto che  noi abbiamo già vissuto tutto questo? Non abbiamo neppure cominciato.

Facciamo una prova.

Altrimenti a che servono questa giovinezza, questi muscoli, questa passione.

Di sinistra è bello. Di sinistra è musica, è drive. E' sangue fresco. E' rumba, è reggy, è ballo popolare russo.

Che  Guevara è di sinistra. Bob Marley è di sinistra. Limonov è di sinistra, Manu Chao è di sinistra.

German Sadulaev è di sinistra. Mikhail Elizarov è di sinistra. Maksim Kantor è di sinistra.

Quando un giovane pieno di passione passa ai liberali, è come se un adolescente entrasse nella camera di un vecchio degenerato con vene varicose e pelle cadente a due spessori.

Profuma di eccellente acqua di colonia, ti offre del cognac in un bel bicchierino , è in frac, è affabile e sorridente.

Quando si sveste vomiti sul tappeto.

Non andare, compagno, lì dove loro ti chiamano, lì è solo putredine, lì tutta la feccia delle ville faraoniche ti vuole insegnare la vita e la civilizzazione.

(La loro civilizzazione è quando loro abitano nelle loro ville faraoniche e tu ascolti il loro insopportabile e tronfio ritornello sulla evoluzione).

Che vadano al diavolo.

Sei tu la civiltà del futuro.

                                                                                                Zachar Prilepin

Scrittore russo, militante del Partito nazional-bolscevico

 

 * "Rashka" e "Sovok"  sono due neologismi fortemente offensivi coniati da nuovi russi e sionisti per dire "Russia" e "Sovietico"

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

 

Fonte:www.sovross.ru, 26/11/2013 

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