Lunedì, 04 Novembre 2013

STALIN: LA GUERRA FRA I PAESI CAPITALISTICI E' INEVITABILE
Brano tratto da "Problemi economici del socialismo nell'URSS" di J.Stalin (1952). In R.Kosolapov, La parola al compagno Stalin, Paleja, Mosca, 1995, pp.219-222.

6.Inevitabilità della guerra fra i paesi capitalistici

Alcuni compagni affermano che in seguito agli sviluppi della situazione internazionale dopo la seconda guerra mondiale la guerra fra i paesi capitalistici cessa di essere inevitabile. Essi ritengono che le contraddizioni fra il campo del socialismo ed il campo del capitalismo sono più forti delle contraddizioni fra i paesi capitalistici, che gli Stati Uniti d'America hanno sottomesso abbastanza gli altri paesi capitalistici in modo da impedire loro di combattersi, di indebolirsi l'un l'altro; che gli uomini più lungimiranti del capitalismo hanno compreso abbastanza la lezione di due guerre mondiali, causa di gravi danni per l'intero mondo capitalistico, per permettersi di trascinare di nuovo i paesi capitalistici in una guerra fra di loro; e che per tutto ciò la guerra fra i paesi capitalistici ha cessato di essere inevitabile.

Questi compagni si sbagliano. Essi vedono i fenomeni esteriori, quelli che emergono in superficie. Ma non vedono le forze profonde, che se pure agiscono per ora impercettibilmente alla fine determineranno il corso degli eventi.

Esteriormente pare che tutto vada "bene": gli Stati Uniti d'America hanno sottomesso al loro volere l'Europa occidentale, il Giappone e gli altri paesi capitalistici; Germania(Occidentale), Inghilterra, Francia, Italia e Giappone, finiti nelle grinfie degli USA, obbediscono docili ai loro ordini. Sarebbe però sbagliato credere che questo "stato di grazia" possa durare "nei secoli dei secoli". Che questi stati sopporteranno all'infinito il dominio e l'oppressione degli Stati Uniti d'America, che essi non tenteranno di svincolarsi dal giogo americano e di imboccare la strada dello sviluppo indipendente.

Prendiamo innanzi tutto l'Inghilterra e la Francia. Non vi è dubbio che questi siano paesi imperialistici. Non vi è dubbio che le materie prime a basso costo ed i mercati di sbocco garantiti abbiano per loro una fondamentale importanza. Si può presupporre che essi tollereranno fino all'ultimo la situazione odierna, nella quale gli americani dietro il polverone intorno agli aiuti per il "piano Marshall" si intromettono nell'economia inglese e francese, cercano di trasformarle in un'appendice dell'economia degli Stati Uniti d'America, mentre il capitale americano s'impadronisce delle materie prime e dei mercati di sbocco delle colonie anglo-francesi e in tal modo prepara la catastrofe per gli elevati profitti dei capitalisti anglo-francesi? Non sarebbe più giusto dire che l'Inghilterra capitalistica e poi la Francia capitalistica alla fine saranno costrette a svincolarsi dall'abbraccio degli USA ed entrare con essi in conflitto al fine di assicurarsi una condizione d'indipendenza e naturalmente elevati profitti?

Passiamo ora ai principali paesi sconfitti, alla Germania (Occidentale) ed al Giappone. Questi paesi conducono una misera esistenza sotto lo stivale dell'imperialismo americano. La loro industria e agricoltura, il loro commercio, la loro politica estera e interna, tutta la loro vita sono soffocati dal "regime" di occupazione americano. Eppure questi paesi sono stati fino a ieri grandi potenze imperialistiche che hanno fatto vacillare le basi del dominio di Inghilterra, USA e Francia in Europa e in Asia. Credere che questi paesi non tentino di risollevarsi, di infrangere il "regime" degli USA e proiettarsi sulla via dello sviluppo indipendente significa credere ai miracoli.

Si sostiene che le contraddizioni fra il capitalismo ed il socialismo siano più forti delle contraddizioni fra i paesi capitalistici. Teoricamente questo è senz'altro vero. E' vero non soltanto adesso, era vero anche prima della seconda guerra mondiale. E questo  lo avevano capito, più o meno, i dirigenti dei paesi capitalistici. Però la seconda guerra mondiale non è iniziata dalla guerra con l'URSS, bensì dalla guerra fra i paesi capitalistici. Perché? In primo luogo perché la guerra con l'URSS, in quanto paese del socialismo, è più pericolosa per il capitalismo della guerra fra i paesi capitalistici, poiché mentre la guerra fra i paesi capitalistici pone soltanto il problema della supremazia di alcuni paesi capitalistici su altri paesi capitalistici, la guerra con l'URSS pone ineluttabilmente il problema della esistenza stessa del capitalismo. In secondo luogo perché i capitalisti, anche se a fini di "propaganda" denunciano a gran voce l'aggressività dell'URSS, sono i primi a non credere alla sua aggressività in quanto tengono in conto la politica di pace dell'Unione Sovietica e sanno che di per sé l'Unione Sovietica non attacca i paesi capitalistici.

Pure dopo la prima guerra mondiale ritenevano che la Germania fosse stata messa definitivamente fuori gioco, proprio come alcuni compagni ritengono oggi che Germania e Giappone siano stati messi definitivamente fuori gioco. Anche allora sulla stampa si diceva e si annunciava a gran voce che gli Stati Uniti d'America avevano sottomesso l'Europa al loro volere, che la Germania non poteva mai più risollevarsi e che d'allora in poi non ci sarebbero state mai più guerre fra i paesi capitalistici. E invece, nonostante ciò, la Germania si risollevò e si impose ancora come grande potenza a soli 15-20 anni dalla sua disfatta, sottraendosi all'oppressione e incamminandosi sulla via dello sviluppo indipendente. E' significativo, al riguardo, che proprio l'Inghilterra e gli Stati Uniti d'America aiutarono la Germania a risollevarsi economicamente ed a rafforzare il suo potenziale economico-militare. Naturalmente, Stati Uniti ed Inghilterra aiutarono la Germania a risollevarsi economicamente nella prospettiva di indirizzare la Germania risollevata contro l'Unione Sovietica, di servirsene contro il paese del socialismo. E invece la Germania ha rivolto le proprie forze in primo luogo contro il blocco anglo-francese-americano. E quando la Germania di Hitler ha dichiarato guerra all'Unione Sovietica, il blocco anglo-francese-americano non solo non si è unito alla Germania di Hitler, ma al contrario è stato costretto a coalizzarsi con l'URSS contro la Germania di Hitler.

Ci domandiamo, quale garanzia vi è che la Germania ed il Giappone non si risollevino di nuovo, non tentino di sottrarsi al giogo americano e di avere una propria vita indipendente? Io ritengo che una simile garanzia non esista.

Da ciò si deduce che l'ipotesi della inevitabilità della guerra fra i paesi capitalistici rimane valida.

Si dice che la tesi di Lenin secondo cui l'imperialismo genera inevitabilmente la guerra sia da considerarsi superata, poiché adesso si sono costituite forze popolari imponenti impegnate nella difesa della pace, contro una nuova guerra mondiale. Questo non è vero.

L'attuale movimento per la pace ha lo scopo di sollevare le masse popolari nella lotta per il mantenimento della pace, per lo scongiuramento di una nuova guerra mondiale. Conseguentemente, esso non si pone l'obiettivo di rovesciare il capitalismo ed instaurare il socialismo, si limita ad obiettivi democratici di lotta per il mantenimento della pace. Sotto tale aspetto il movimento attuale per il mantenimento della pace si differenzia dal movimento del periodo della prima guerra mondiale per la trasformazione della guerra imperialistica in guerra civile, poiché quest'ultimo movimento si spinse oltre e si prefisse obiettivi socialisti.

E' possibile che, in virtù una determinata concatenazione delle circostanze, la lotta per la pace si trasformi da qualche parte in lotta per il socialismo, ma allora non si tratterà più dell'attuale movimento per la pace, bensì di un movimento per il rovesciamento del capitalismo.

E' più probabile che l'attuale movimento per la pace, in quanto movimento per mantenere la pace, possa portare, in caso di successo, allo scongiuramento di una data guerra, ad un un suo temporaneo rinvio, al temporaneo mantenimento di una data pace, alle dimissioni di un governo bellicista ed alla sua sostituzione con un altro governo disposto a mantenere temporaneamente la pace. Questo va bene, naturalmente. Anzi molto bene. Però questo non basta a cancellare la inevitabilità della guerra in generale fra i paesi capitalistici. Non basta, poiché nonostante tutti i successi del movimento in difesa della pace l'imperialismo rimane, resta in vigore e quindi resta in vigore pure la inevitabilità della guerra.

Per eliminare la inevitabilità della guerra bisogna distruggere l'imperialismo.

 

traduzione dal russo di Stefano Trocini

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