Sabato, 21 Settembre 2013

IMPEDIRE L'INTERVENTO IN SIRIA! IMPEDIRE LA CATASTROFE GLOBALE!
Dichiarazione del CC del VKPB (8 settembre 2013)

Negli stessi USA la maggioranza dei cittadini, contrariamente al loro governo, non vuole l'intervento in Siria. Secondo i sondaggi appena il 12 % di essi appoggia l'attacco militare . Contro l'aggressione americana e la partecipazione alla guerra dei loro rispettivi paesi si pronunciano il 68% dei francesi, il 77% dei tedeschi e la maggior parte degli abitanti della Terra. In cinque città degli Stati Uniti si sono registrate azioni di protesta, compreso un picchetto di 200 persone sotto la Casa Bianca a Washington. E' senza precedenti la protesta di militari in servizio contro la eventualità di una nuova guerra imperialistica. Questa protesta è avvenuta nella città greca di Elefteropoli, dove i soldati e gli ufficiali della 193-esima Brigata di artiglieria missilistica hanno diffuso una lettera aperta, chiedendo  alla Grecia di non partecipare all'avventura siriana. Decine di militari americani hanno inserito nei social network manifesti improvvisati contro la guerra in Siria: "Non siamo entrati in marina per combattere a favore di Al-Qaeda", "Non vogliamo partecipare alla guerra civile in Siria", "Lasciate in pace la Siria". Nel sito ufficiale della Marina Militare americana è apparso l'invito a non combattere in Siria: "Marinai, ecco cosa pensano i vostri commilitoni dell'alleanza di Obama ed Al-Qaeda contro la Siria".

Per le forze imperialistiche l'invasione della Siria rappresenta l'ultima ancora di salvezza dal crollo economico e politico completo. L'economia capitalistica va a pezzi, i governi borghesi presi dal panico sospendono i residui programmi sociali ancora in vigore, le corporation fermano le fabbriche prendendo a pretesto le "perdite", gettano sul lastrico migliaia di persone. La rabbia dei lavoratori esplode, in tutto il mondo si organizzano proteste di massa e scioperi.  I capitalisti rispondono con lacrimogeni e pallottole.

Il governo imperialistico di Barak Obama vorrebbe spegnere la rabbia dei lavoratori americani con il sangue del popolo siriano, indirizzare l'odio ancora inconsapevole verso il capitalismo contro l'ennesimo "nemico esterno" (Ipocriti! La Siria non ha mai minacciato e non minaccia la sicurezza degli Stati Uniti). Con i loro preparativi per la guerra i governi imperialistici, i paesi satelliti degli USA  creano nuovi focolai di protesta, suscitano indignazione e risentimento, che prima o poi porteranno al crollo totale dell'imperialismo.

E' evidente che la dirigenza USA non prepara soltanto l'ennesimo intervento in uno stato più debole per espropriarlo delle proprie ricchezze e dei propri mercati, ma prepara  una nuova guerra mondiale

V.Putin al G20 di San Pietroburgo (5-6 settembre scorso) ha dichiarato che la Federazione Russa appoggia la Siria nel conflitto con gli Stati Uniti. Ciò costituisce, da un lato e in una certa misura, un sostegno tardivo al popolo siriano e, dall'altro, una presa di posizione a difesa degli interessi della grande borghesia russa che fa affari in Siria. (La Russia ha stipulato qui ricchi contratti per la fornitura di armi). Vogliamo sperare che la dirigenza russa non scenda a compromessi con gli Stati Uniti sì da consentire la sostituzione di Bashar Al Assad con un uomo degli USA, come chiede insistentemente Barak Obama. Lo speramo, anche se la borghesia è internazionale e normalmente finisce per compattarsi in ogni genere di conflitti globali.

In Siria esistono depositi di armi chimiche ed un centro di ricerche nucleari. I bombardamenti americani possono provocare la contaminazione radioattiva e chimica di enormi territori, alterandone per anni l'equilibro ecologico.  Gli effetti saranno catastrofici per il mondo intero. Che i centri chimici e atomici della Siria diventino obiettivi dell'aviazione USA è cosa di cui non si deve dubitare, dato che alcuni anni fa il governo americano aveva già dichiarato di essere pronto a bombardare un centro di ricerche nucleari e una centrale atomica in Iran.

Oggi il compito fondamentale delle forze progressiste del mondo intero e in Russia è quello di impedire la catastrofe globale. I lavoratori di tutto il mondo e di tutti i continenti debbono rispondere ai preparativi di una nuova guerra mondiale da parte degli imperialisti con una imponente crescita della compattezza e della solidarietà e qualora, malgrado tutto, questa guerra dovesse iniziare dovranno indirizzare l'ira dei popoli contro i governi che l'avranno scatenata. 

 

Fonte: www.vkpb.ru 18.09.2013

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