Mercoledì, 04 Settembre 2013

SIRIA: VERSO LA TERZA GUERRA MONDIALE?

Nel tentativo di ritagliarsi un mondo unipolare da essi dominato gli americani stanno mettendo alle strette la comunita' internazionale.  Ma non riusciranno a costruirsi questo mondo avendo contro di loro Cina, Russia, il BRICS e persino parte dell'Europa. Ove dovessero perdere il ruolo di gendarme mondiale, gli americani vedrebbero restringersi anche il campo d'azione del loro dollaro e della loro politica. E questo portera' al collasso dell'economia statunitense, sottraendo enormi profitti a banche e corporation. Agli USA rimarrebbe cosi' un solo argomento, l'ultimo, con cui obbligare l'umanita' a sottomettersi al loro volere: la potenza militare. La stanno in verita' gia' usando, sia pure a costo di far esplodere la terza guerra mondiale. Pur di perpetuare il dominio della cricca oligarchico-finanziaria, essi sono disposti a sacrificare persino il benessere e la vita stessa dei propri cittadini.

Sono trascorsi due anni e mezzo da quando hanno pianificato l'operazione per distruggere la Siria. Dopo la Siria sarebbe venuto il turno dell'Iran e poi della Russia. Ma la Siria si sta rivelando un bastione della resistenza e allora occorre concentrare qui tutte le energie, tutte le risorse e tutto il capitale politico. O gli USA falliranno nell'intento di domare la Siria, un piccolo paese, e questo contribuira' a dare maggior coraggio e spirito di indipendenza anche agli altri paesi, o essi con l'ausilio della potenza militare soggiogheranno tutto e tutti. Per gli americani e' un momento cruciale. Non possono non scorgere una certa autonomia nelle azioni di Putin. Vedono che si stanno gettando le basi di un mondo nuovo attraverso l'Unione Eurasiatica, l'Organizzazione di Shanghai ed il  BRICS. Se non distruggono immediatamente le  basi di questo nuovo mondo, rischieranno domani di non essere piu' in grado di farlo. 

Russia, Cina ed altri paesi non possono oggi lasciar fare il capitale mondiale, cosi' come fecero le potenze occidentali nei confronti di Hitler. Oggi la parte non occidentale della comunita' umana possiede enormi potenzialita' e puo' fermare l'aggressione. Tutti comunque guardano al comportamento della Russia in quanto superpotenza nucleare. Pero' l'elite russa si vende purtroppo volentieri e dalla situaziuone siriana vorrebbe ricavare vantaggi personali e corporativi. 

Il destino della Siria dipende proprio dalla politica della Russia. Se la Russia dimostra indipendenza e lancia una offensiva politico-diplomatica contro la guerra, l'aggressione puo' essere fermata. Abbiamo questa possibilita'. Per esempio si puo' chiedere una convocazione urgente del Consiglio di Sicurezza per accusare gli americani, insieme alla Cina ed ai rappresentanti di altri paesi, di violazione dell pace mondiale. Occorre riunire i ministri degli esteri del BRICS e valutare la situazione al fine di dimostrare che la gran parte del mondo e la comunita' internazionale sono contro la guerra e l'invasione. Persino la NATO puo' essere una leva possente nelle nostre mani: possiamo avvertire che in caso di aggressione la Russia rompera' il patto di partenariato Russia-NATO e cessera' qualsiasi collaborazione con questa organizzazione fascista. E la Russia e' tenuta anche, in base allo statuto dell'ONU e in particolare  all'articolo sulla difesa individuale e collettiva, ad aiutare la Siria nel consolidamento della sua difesa con forniture di armi e sistemi d'arma difensivi.

Solo in questo modo noi possiamo tracciare una linea di sicurezza per la Russia. Infatti dopo la Siria verra' il turno dell'Iran e noi avremo nella regione un micidiale raggruppamento comprendente la flotta USA e le forze armate della Turchia. Ci espelleranno dal Mediterraneo, ci rinchiuderanno nel Mar Nero e bloccheranno la nostra flotta in questo bacino. Poi cominceranno ad espellerci anche dal Caspio, a chiuderci il transito nei mari nordici e via di seguito punto per punto. 

 

Leonid Ivashov

Generale, Presidente dell'Accademia di geopolitica

 

Fonte: www.sovross.ru 31.8.2013

 

Traduzione dal russo di Stefano Trocini

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